La lirica, scritta nel 1994, dà il titolo al romanzo IL GRIDO che può essere letto come
il vigneto dei pensieri che da quei lontani esili virgulti" hanno dato forma alle trame della visione eco-biostorica. |
I fatti, qui narrati, sono frutto di pura invenzione. L'autrice, attraverso un intreccio di storie e di personaggi, verosimili, ha voluto creare un gioco di finestre sulle scelte storiche e sulle logiche della presente Epoca. Ogni narrazione è una trama, uno stralcio di apparente verità che apre ad un'altra storia e questa ad un'altra ancora. Il gioco d'intrecci di echi e di pensieri vuole dare spazio ad una forma nuova di romanzo, in cui non è il narratore a creare le connessioni a trama unica, ma lo stesso lettore che, con una grande libertà di accesso alla lettura, potrà ricucire e dare ordine a queste folate di pensieri e parole in forma scomposta. L'intento è quello di far fare al lettore un esercizio di "esperienza cognitiva" di un'organizzazione frattale, a spugna, di realtà che è letta come un fitto reticolo di nodi-eventi storici e di trame echi-immaginativi che generano i vuoti e i pieni di un tessuto spugnoso. Per comprendere il tipo di operazione metodologica adottato si consiglia di visitare il sito di Biostoria, la scienza&metodo che fa sfondo-nicchia al romanzo. Più il lettore si sentirà coinvolto nelle narrazioni e più l'autrice sarà
riuscita a dare corpo di realtà ai tracciati della sua
immaginazione.
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