Articolo di Laura Selini - 24/03/2025 Tempo di lettura - 5 min
137 sono gli anni che ci sono voluti per risolvere il mistero più intricato e discusso della storia. Il killer più conosciuto al mondo è stato scoperto, beh, meglio tardi che mai si dice in questi casi.
Jack lo squartatore ha animato l’immaginario popolare per un secolo, su di lui sono stati scritti romanzi, fatto documentari diventando quasi una leggenda del folklore inglese. Ma lui una leggenda non era.
I crimini irrisolti di Jack lo Squartatore hanno scandalizzato e spaventato la Londra vittoriana nell’autunno del 1888. Il quartiere di Whitechapel era un quartiere povero, malfamato dove i furti e la prostituzione erano all’ordine del giorno. Ed è proprio quest’ultimo aspetto che accomuna le 5 vittime di Jack lo Squartatore. Mary Ann Nichols, Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly sono i nomi delle sue vittime accertate. Fu chiaro da subito che i loro omicidi erano attribuibili a Jack lo Squartatore, nome con il quale firmò la prima di tante lettere spedite alla polizia. Il suo modus operandi era brutale, uccideva le sue vittime squarciandogli la gola, mutilando i loro corpi e esportando organi come l’utero o i reni che portava via con sé. Queste uccisioni palesano un odio profondo verso il genere femminile.
Più di 100 sono stati i sospettati, si pensava fosse un macellaio o un medico per l’accuratezza con il quale sezionava i corpi delle sue vittime, si pensò perfino che dietro alla figura di Jack lo Squartatore ci fosse una persona assoldata dalla regina Vittoria per sradicare la prostituzione dai bassifondi di Londra.
Tra questi ci fu un immigrato polacco, Aaron Kosminski, che a seguito di investigazioni recenti, sembra essere il vero colpevole. Kosminski era un barbiere residente nella zona di Whitechapel. Era conosciuto per essere violento e per il suo particolare odio verso il genere femminile. Nel 1891 fu internato in un manicomio dove rimase fino alla sua morte nel 1919. Fu, all’epoca, uno dei sospettati ma le accuse verso di lui caddero per assenza di prove.
Le ricerche portate avanti da Russell Edwards hanno individuato tracce di DNA sullo scialle appartenuto alla quarta vittima di Jack, Catherine Eddowes. Insieme a un gruppo di genetisti è riuscito ad individuare un profilo genetico appartenente a un parente vivente di Kosminski. La notizia ha scatenato scetticismo in alcuni studiosi del serial killer. Secondo Andrew Smith, i risultati dei test sono poco affidabili a causa dell’età del reperto e delle possibili contaminazioni.
Non potremo mai capire veramente chi si cela dietro la maschera di Jack lo Squartatore, possiamo cercare all’infinito ma la verità sulla sua identità rimarrà sempre un mistero.