Salute e benessere a scuola

Una proposta portata avanti dal CONI USA e InItaliano, bilinguismo a New York nell'anno pre-Covid. Questa edizione include anche la visione di Daniele Piludu (Isap International).

salute e benessere

GenEd, DL, ICT, G&T ?

Le abbreviazioni, queste sconosciute.

Quando si accenna ai primi ostacoli culturali che le famiglie che immigrano negli Stati Uniti devono affrontare nel periodo dell’iscrizione scolastica, direi che il primo è costituito non tanto dal linguaggio parlato, ma da quello tecnico o specialistico-scolastico.


Di sigle e nomi ce ne sono davvero tanti a scuola. Scopriamoli insieme iniziando dalle sigle che si riferiscono ai programmi scolastici.


Ogni scuola pubblica della municipalità di New York deve per legge avere un programma di istruzione generale, il General Education (GenEd). Questo programma viene scartato da molti genitori come un programma di base senza troppi arricchimenti al di fuori del curriculum, senza pensare però che alla fine dei conti, è sempre l’insegnante che fa la differenza.


Il programma Dual Language, ossia bilingue (DL), è un programma originariamente pensato per accomodare quei bambini che, figli di famiglie di recente immigrazione, parlano a casa una lingua diversa dall’inglese. In questo paese, però, sono sempre i genitori a dover "segnalare" all'amministrazione la loro volontà che i figli continuino a parlare la lingua madre anche a scuola. Ma poiché non tutti i genitori erano (sono?) consapevoli dei benefici del bilinguismo, e dato che per molte famiglie la missione importante era e tuttora è quella di integrarsi, e farlo al più presto, per queste famiglie, il Provveditorato (DOE) di New York ha escogitato il programma ‘transitional’, ossia un programma che inizia in due lingue per poi gradualmente finire con una sola: l’inglese.


Da qualche anno la divulgazione dei benefici del bilinguismo ha aiutato la causa di molte comunità culturali. A queste mi rivolgo per ricordare loro che al momento dell'iscrizione bisogna segnalare la lingua parlata a casa sul modulo di iscrizione. Poiché i moduli sono piuttosto datati, suggerisco di aggiungere a penna un bell' "ITALIANO". In questo modo il figlio potrà godere di un sostegno maggiore in quanto identificato dagli amministratori come ELL (English Language Learner). E che succede a quel bambino, ad esempio italiano, che finisce nel DL spagnolo? Se durante la breve conversazione con l’amministratore scolastico interagisce in inglese finirà nella parte anglofona della scolaresca. Bye bye sostegno ELL.


ICT sta per “Integrated Co-Teaching”. Questo tipo di programma ha avuto una grande espansione in anni recenti. Si tratta di un programma che prevede l’assunzione di due insegnanti “class teacher” a tempo pieno che lavorano insieme, dividendosi i compiti, in una classe con bambini che possono avere diverse disabilità. Oltre ad essere in due, queste insegnanti vengono affiancate anche da uno o più para-professional, i.e. educatori di sostegno.


Se il GenEd è considerato da taluni un programma scarso, il Gifted and Talented (G&T) è percepito esattamente come l'estremo l’opposto. Molti bambini stranieri o con un genitore straniero vengono inseriti in questo programma che in passato richiedeva un test di ammissione (da farsi prima di entrare nella classe K o durante la prima classe). I genitori e gli insegnanti stessi ne parlano spesso come di un programma più avanzato, più approfondito del GenEd, ma in verità anche se lo stesso argomento (migrazione, o storia che sia) viene affrontato varie volte durante l'anno scolastico, e arricchito dalle molte visite museali e abbonamenti a riviste scolastiche extra (finanziate interamente dalle famiglie), il curriculum non offre grandi occasioni per celebrare le differenze culturali all'interno della stessa classe.


La domanda sorge spontanea: questa molteplicità di programmi crea disuguaglianze nella stessa scuola? Certamente. Dove e quando, sta a voi capirlo.

Stefania Puxeddu Clegg

I diversi modelli scolastici

PS >> le scuole pubbliche sono amministrate dalla municipalità di New York, ma seguono anche le regolamentazioni statali. I presidi possono fare richiesta di fondi pubblici alla City e allo Stato;

Charter >> sono scuole pubbliche amministrate principalmente da fondi federali. Seguono un calendario più lungo che inizia a fine Agosto. La giornata scolastica è ugualmente più lunga;

Scuole parrocchiali >> sono scuole private di tipo religioso, che possono accedere a fondi privati e usufruire di esenzioni;

Community-led / coop >> sono piccole scuole o asili gestiti interamente dai genitori che, autofinanziandosi, selezionano e assumono gli insegnanti e pensano alle risorse. Spesso la sede può essere un ambiente a casa adibito solo a questo (e.g. un piano terra), o una sala parrocchiale o condominiale. Una volta approvata legalmente, la coop diventa a tutti gli effetti una scuola indipendente gestita dai genitori.

Scuola indipendente >> sono le scuole private, indipendenti in quanto non seguono il calendario o il curriculum statale. Sono finanziate da individui (i genitori) e da privati. La scuola indipendente e paritaria (vedi spiegazione sottostante) riceve anche qualche aiuto finanziario e insegnanti attraverso il MAECI e MIUR.

Scuola IB >> IB significa International Baccalaureate, e si riferisce ad una filosofia scolastica (erroneamente si usa la parola curriculum per descriverla). È un modello scolastico che espone, sin dalle elementari, i bambini a due o più lingue, culture e a discussioni su temi globali. Le scuole pubbliche che seguono questa filosofia devono fare un lavoro di adattamento del curriculum pubblico con la filosofia IB.

La scuola "paritaria" (termine usato per descrivere l'allineamento ai programmi ministeriali italiani) è una scuola IB? No. Una scuola che voglia adottare la filosofia IB deve fare tutto un percorso che richiede corsi di aggiornamento per l'intero personale scolastico e deve volerlo con passione (e avere solidi fonti di finanziamento). Lo status IB è un po' come un abbonamento: va periodicamente rinnovato.

Stefania Puxeddu Clegg

PTA o SLT?

Si parla spesso del coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica dei figli. Pur essendo questa un’idea che tutti prendiamo per scontata (perché si promuove pure in Italia), questo coinvolgimento può significare qualcosa di diverso per genitori di culture diverse a New York. Spesso capita che l’idea di candidarsi venga liquidata con la scusa della politicizzazione del ruolo parentale... anche se la politica e il partitismo sono due cose ben diverse.

Che lo si voglia o meno, arriva un momento in cui un genitore vuole capire meglio il perché e il come di certe attività scolastiche. E questo può farlo solo intervenendo o partecipando alle riunioni del PTA ed SLT.


Il PTA è la Parent-Teacher Association, associazione non profit all’interno della scuola, regolata dalle clausole del provveditore (Chancellor’s Regulations) qui gli ultimi emendamenti.


Esiste anche un PTA nazionale! Molto utile da consultare, a tal punto che diverse scuole ci si abbonano https://www.pta.org .


In passato le riunioni potevano avvenire solo di persona. Con la chiusura del Covid, il Provveditore Carranza ha dovuto cambiare interi parti del codice regolamentare e convalidare legalmente le riunioni via zoom. In teoria le riunioni del PTA dovrebbero includere anche gli insegnanti. In pratica invece questo succede solo durante le riunioni della School Leadership Team, fatto di genitori, insegnanti, ed introdotto, in ogni riunione, dalla relazione del preside e da quella del presidente del PTA.


La SLT è l’equivalente del consiglio di istituto, il cui obiettivo è quello deciso di anno in anno, ossia migliorare gli standard di una materia, ridurre le azioni disciplinari, ridurre gli arrivi in ritardo o le assenze, etc etc. Durante le riunioni si lavora anche in gruppi, proponendo strategie, e presentandole al resto dei partecipanti per commenti o suggerimenti.


Entrambi gli organi scolastici vengono formati previa candidatura ed elezioni. In teoria il ricambio avviene ogni due anni. In pratica, purtroppo, capita che situazioni di ‘immobilismo’ nel PTA scoraggino altri genitori dal candidarsi e per quanto riguarda il ruolo della SLT, non spesso questo viene spiegato bene e compreso in pieno dai genitori. Insomma, se il PTA richiede volontariato e mano d'opera "faticosa" per aiuti concreti in azioni (fiere del libro, biblioteca, svendita dell’usato o gala), spesso decise da altri, quello della SLT è un lavoro di squadra, strategico, il cui obiettivo è formare il percorso educativo e ambientale di una scuola.

Stefania Puxeddu Clegg