Perché ORA

Perché creare un programma di presenza e benessere nella comunità proprio in questo momento?

La pandemia ha portato un livello crescente di stress e malessere. Gli operatori sanitari, inclusi i terapisti, hanno notato un peggioramento dello stato mentale di molti pazienti. Gli stessi operatori sanitari, provati dalla pandemia, hanno sofferto dei sintomi di burnout.

La ricerca preliminare condotta durante la pandemia mostra un peggioramento delle condizioni di salute fisica e mentale in particolare delle persone che soffrono di condizioni psichiatriche preesistenti, degli operatori sanitari. Fra la popolazione generale, soffrono in particolare donne, bambini e altri gruppi vulnerabili.


In COVID-19 pandemic and mental health consequences: Systematic review of the current evidence, Nina Vindegaard and Michael Eriksen Benros analizzano 43 studi contenuti nel database PubMed sull'effetto del Covid-19 sulla salute mentale. Tra questi studi, due sono incentrati su persone che hanno contratto il Covid 19, mentre il resto degli studi valuta l'effetto indiretto della pandemia: due sono di persone con disturbi psichiatrici preesistenti, 20 sono di operatori sanitari e 19 sono in popolazione generale. Citando gli autori:


I due studi che hanno esaminato i pazienti con COVID-19 hanno riscontrato un livello elevato di sintomi da stress post-traumatico (PTSD) (96,2%) e un livello significativamente più elevato di sintomi depressivi (p = 0,016). I pazienti con disturbi psichiatrici preesistenti hanno riportato un peggioramento dei sintomi psichiatrici. Gli studi sugli operatori sanitari hanno rilevato un aumento dei sintomi depressivi/depressione, ansia, disagio psicologico e scarsa qualità del sonno. Gli studi del pubblico in generale hanno rivelato un benessere psicologico inferiore e punteggi più elevati di ansia e depressione rispetto a prima del COVID-19, mentre nessuna differenza è stata riscontrata fra questi sintomi nella fase iniziale dell'epidemia e quattro settimane dopo. Una varietà di fattori è stata associata a un rischio più elevato di sintomi psichiatrici e/o a un basso benessere psicologico, tra cui l'essere di sesso femminile, la scarsa salute personale e l'avere familiari affetti dal COVID-19.

The American Psychological Association, in Stress in America’s One year later, A new wave of pandemic health concerns, confronta i risultati del Pandemic Anniversary Survey del 2021 con il Current Population Survey del 2020.


Di seguito cito l'elenco dei punti stilato dall' American Psychological Association che mostra gli effetti negativi della pandemia sulla salute fisica e mentale:


  • La maggioranza degli adulti (61%) ha riferito di aver subito variazioni di peso indesiderate dall'inizio della pandemia, con più di 2 su 5 adulti (42%) che hanno affermato di aver guadagnato più peso del previsto. Di questo gruppo, gli adulti hanno riportato di aver messo su una media di 29 libbre (con un aumento medio di 15 libbre).

  • Due americani su 3 (67%) hanno dichiarato di dormire - dall'inizio della pandemia - più o meno di quanto avrebbero voluto. Proporzioni simili si riportano misurando il sonno: meno (35%) e più (31%) sonno di quanto si avrebbe desiderato.

  • Quasi 1 adulto su 4 (23%) ha riportato di aver bevuto più alcol per far fronte allo stress durante la pandemia di coronavirus.

  • Quasi la metà degli americani (47%) ha dichiarato di aver ritardato o cancellato i servizi sanitari dall'inizio della pandemia.

  • Quasi la metà dei genitori (48%) ha affermato che il livello di stress nella propria vita è aumentato rispetto a prima della pandemia. Più di 3 genitori su 5 con figli a casa per l'apprendimento a distanza (62%) hanno affermato lo stesso.

  • I lavoratori essenziali, gli "essential workers", hanno più del doppio delle probabilità-rispetto ai "non-essentials"-- di ricevere cure da un professionista della salute mentale (34% contro 12%) e di essere diagnosticati con un disturbo di salute mentale - fin dall'inizio della pandemia di coronavirus (25% contro .9%).

  • I neri americani hanno maggiori probabilità di riportare sentimenti di preoccupazione per il futuro. Più della metà ha affermato di sentirsi a disagio al ritornare all'interazione di persona una volta terminata la pandemia (57% contro 51% asiatici, 50% ispanici e 47% bianchi).

  • Gli adulti della Generazione Z (46%) sono stati la generazione più propensa ad affermare che la loro salute mentale è peggiorata rispetto a prima della pandemia, seguiti da Xers (33%), Millennials (31%), Boomers (28%) e anziani ( 9%).

Data l'evidenza del peggioramento delle condizioni di salute fisica e mentale nella popolazione complessiva, pur essendo consapevoli che gli immigrati possono incontrare particolari vulnerabilità (a causa dell'instabilità finanziaria, dei visti e del lavoro e anche perché sono lontani dai loro cari e non possono viaggiare come desiderano), vogliamo offrire un servizio facilmente fruibile, gratuito e utile agli immigrati italiani (e a chiunque ne voglia usufruire).


Per essere precisi, alcuni dei contenuti offerti saranno specifici dell'area della Tri-state area, come un elenco di cliniche a basso costo della zona, informazioni sui servizi per bambini con bisogni speciali, nonché interventi di conferenze con invitati relatori che spiegheranno come funziona il sistema assicurativo statunitense. Questo materiale sarà utile ai nuovi immigrati e agli italiani che hanno intenzione di immigrare e vogliono essere preparati e calcolare costi e rischi prima di trasferirsi.


I contenuti di strumenti per il benessere, invece, andranno a beneficio di tutte le persone che vorranno partecipare. Ad esempio, inviteremo i relatori a parlare dell'uso di farmaci psicotropi; sul potere del respiro di gestire l'ansia e altri sentimenti negativi; sui prodromi di malattie psichiatriche serie; sui modi per gestire l'insonnia, l'autostima, l'alimentazione disordinata e qualsiasi argomento sul quale la comunità esprimerà un interesse o un'esigenza.


Alcune conferenze e interventi saranno in inglese e altri in italiano, in modo da soddisfare la nostra variegata popolazione. Oltre al nostro pubblico italiano e italo-americano, possono beneficiarne anche gli Immigrati di altra origine. Questo vuole essere uno spazio all-inclusive per costruire connessioni e forza.


I relatori saranno esperti nei loro campi e parleranno Pro Bono.

Vogliamo proteggere il benessere di coloro che sono i più vulnerabili, come le persone con disabilità, condizioni fisiche e mentali, BIPOC, le donne LGBTQ + e oltre.

Attraverso i nostri canali "social" siamo pronti ad ascoltare e accogliere qualsiasi richiesta. Poiché la salute mentale e la salute fisica sono una falsa dicotomia, ossia non possono essere separate, il nostro lavoro le unisce.