ALLA SCOPERTA DI VARESE ATTRAVERSO IL KARAKORUM

Pugni e biciclette sono il simbolo di due modi di vedere la vita in tempo di guerra: da un lato la volontà di essere forti, di resistere, di andare fino in fondo. Dall'altro la voglia di essere leggeri e la volontà di non farsi prendere da nessuno.

La storia che raccontiamo è quella di un paese, Varese, che diventa città sotto le spinte propagandistiche del Regime Fascista: piazze, palazzi ed edifici imponenti sono testimonianza di un passato che ha lasciato un segno indelebile.

Sono molte però le storie che a cavallo di una bicicletta hanno attraversato le strade della città senza lasciare alcun segno visibile, storie che sentiamo il bisogno di raccontare: Calogero Marrone, Domenico Castelletti, Augusto Zanzi, Renato e Anselmo Morandi, Alfredo Brusa Pasquè, Giovanni Battista Triulzi... Vincitori o vinti? Poco importa quando si sta sotto le bombe.

percorso e informazioni_Pugni E biciclette.pdf

Dopo mesi di tensioni e vani tentativi di rivolta, il 23 maggio 1859 una notizia risuona nella città di Varese: il generale Garibaldi ha passato il Ticino alla testa dei Cacciatori Delle Alpi e sta marciando sulla città! Il 26 maggio gli austriaci sono in fuga e l'esercito garibaldino riparte verso nuove eroiche battaglie. Lo sguardo cupo del generale però non è in grado di nascondere la verità: gli austriaci torneranno...

Dopo la battaglia degli eroi inizia quella della gente: senza più la protezione dei fucili piemontesi, spetterà a semplici funzionari, bottegai, manovali e carcerati il tentativo di salvare la città. L'idea di una nuova nazione si scontra con la fame, la paura dell'essere rimasti da soli, la volontà di non cedere alla violenza capace di lasciare un segno, nel delicato equilibrio tra vittoria e dignità.

Quanto costa diventare una nazione?

percorso e informazioni_La Battaglia di Varese.pdf

LA BATTAGLIA DI VARESE

Il giorno 6 Maggio le quarte dell’Istituto “L’ Einaudi” hanno partecipato ad “ICEBERG”, un progetto teatrale, con lo scopo di valorizzare i luoghi di Varese e di provincia attraverso una scenografia originale.

Armati di mappa e guidati dagli attori siamo partiti alla scoperta della città: prima tappa è stata Piazza Repubblica, chiamata “Piazza d’armi”. Sul lato settentrionale si trova la Caserma nel 1851 ospitò Francesco Giuseppe d’Austria. Una volta vinti gli Austriaci, per volontà di Vittorio Emanuele II il luogo prese il nome di Garibaldi. E’ memorabile il maggio 1959: i Cacciatori delle Alpi guidati dal generale Garibaldi, dopo aver superato il Ticino, marcia sulla città di Varese. E’ lo scontro: la città è liberata il 26 maggio, ma il 30 di nuovo sono in città.

Seconda tappa è stata Piazza Podestà: lì a campana di Piazza Podestà (palazzo della famiglia Biumi) suonò per l’arrivo degli Austriaci. Gli abitanti di Varese scappano, tranne Coni e Tuillo, due giovani varesini che cercarono di arrivare ad un accordo con il generale Urban. Dovevano essere cercate 300 mila monete austriache, entro 24 ore, altrimenti Varese sarebbe stata bombardata.

Terza tappa è Piazza Giovine Italia, un tempo ospitava botteghe e gli alberghi della città e anche il Teatro Sociale, abbattuto il 18 Settembre 1953.

Poco distante si trova via San Martino , dove soggiornò Garibaldi .

Ultima tappa è stata il Campanile del Bernascone (Piazza San Vittore attualmente): il lato meridionale conserva ancora le tracce di molte palle cannone;le fatte sparare dal generale austriaco Urban, per “punire” la Torre rea di aver suonato a festa quando il 26 maggio i Garibaldini entrarono trionfanti.