Antica Famiglia Badolati

  1. Badolato – Consentia – Cropalati – Monteleone – Borrello – Palmi – United States (Usa)

Dal 1100 composta da letterati, giuristi, cavalieri di Ordini secolari, notai, medici, avvocati, artisti e scrittori

L’origine del nome

La prima traccia storica della famiglia si ha negli scritti antichi riguardanti l'epopea carolingia. Johannes Felix Michael Archangele Badolatum compare accanto all'imperatore Carlo Magno nella schiera dei “primi cavalieri” della “Scara”. Essa era la speciale struttura militare composta da uomini particolarmente valorosi scelti per assicurare la sicurezza del monarca; l'unità di combattimento si muoveva in battaglia solo al suo comando, per compiere le sortite più audaci. Il cavaliere dal quale discende la famiglia calabrese, fu tra i pochi guerrieri di origine italica voluti dal carolingio nella sua guardia personale. Non solo: Johannes F. A. Badolatum risulta tra i venti componenti della “Scara” ammessi ad assistere nella Basilica di San Pietro, a Roma, il 25 dicembre dell'800, all'incoronazione di Carlo Magno a Imperatore del Sacro Romano Impero ad opera di Papa Leone III. Il cavaliere visse a lungo al servizio dell'imperatore nella reggia di Aquisgrana e lo seguì in molte campagne militari. Johannes F. A. - secondo quanto si evince dai cronisti postumi - sposò una giovane nipote, Magde, del grande monarca, seconda figlia della sorella della sua ultima moglie Liutgarda, da cui ebbe cinque figli: Ludovicus, Maria Alma Mater, Felix, Liutgarda e Philippus Archangelus [1]. Il nome Badulato compare già in Calabria nel 1114, nel diploma con cui il conte Goffredo di Loritello e la madre Berta fanno donazione in "Campis Badulati" al beato Lanunino e agli eremiti della certosa di Santo Stefano del Bosco (Serra San Bruno). Il feudo di Badolato risale, invece, al 1080 ad opera di Roberto il Guiscardo (casa normanna) e risulta assegnato alla famiglia di valorosi condottieri e cavalieri dalla quale nel tempo ha preso il nome. Nel 1254 ne era signore Filippo de Badolato che ne perse il dominio nel 1272 dopo un conflitto in armi combattuto contro il conte Pietro Ruffo di Catanzaro. Da quel momento il ceppo famigliare unitario si divise in più nuclei: una parte rimase in loco altri si spostarono in Sicilia, nel Cosentino e nel Vibonese e, da lì, a Borrello e Palmi. Non deve sorprendere il cambio costante della vocale finale del cognome. In generale nel Medioevo, quando vi fu la formazione dei cognomi attuali, il cognome era usato al singolare (Badolato). Solo in seguito, per estensione, i cognomi presero anche l’uso di essere utilizzati al plurale per identificare i vari componenti del casato che portavano lo stesso “nome di famiglia” (i Badolati). Fino al ‘500 e ‘600 vi fu la forma singolare e per estensione anche altre forme plurali. Va pure considerato che anticamente il cognome era variabile, sia nella pronuncia che nella scrittura e quindi poteva mutare facilmente (Vadulato, Vadulati, Badulato, Badulati, Badolato, Badolati).

Nel 1571 Gabriele Barrio nell’opera “De antiquitate, et situ Calabriae, cum privilegio Pii V” diede una chiave interpretativa dell’origine del nome sostenendo che “Badolato a bàdomai verbo graeco, quod diligo significat, quod is locus dilectione dignus sit”. Cioè (traduzione letterale): “Badolato deriva dal verbo greco bàdomai che significa degno di protezione”. Nel “Dizionario geografico, istorico e fisico del Regno di Napoli” (1796) curato dall’abate Francesco Sacco, l’area geografica in cui la famiglia originaria ebbe il suo primo feudo calabrese viene definita: “Badolati, Badolatum”. L’autore tedesco Germanus Adlerhold, nel 1702, la indica invece solo come “Badolatum” nel libro “Umstandliche beschreibung des konigreich Neapolis, nach dessen bewunders” [2].

I Badolato-i compaiono come cavalieri nell'Ordine di San Michele Arcangelo, istituito in nome dell'Arcangelo Michele nel castello di Amboise il primo agosto del 1469 da Luigi XI. A partire dal regno di Luigi XIV l'Ordine venne conferito a scrittori, artisti e magistrati. Venne poi soppresso nel 1830 e sopravvisse come Ordine dinastico dei Borbone di Francia. I componenti della famiglia vi hanno fatto sempre parte con almeno un componente per generazione [3].

Alla famiglia appartengono pure: Ludovicus Felice delli Badolati (Ludovicus Felix Badolatum), detto “Arcangelo Michele”, per l'audacia con cui affrontava gli infedeli e per la compassione che mostrava nei confronti dei nemici che si arrendevano davanti alla sua spada, compagno d'armi di Tancredi di Galilea (Principe di Antiochia) nelle battaglie di conquista di Tarso e di altre città della Cilicia nel 1097 e nell'assalto a Gerusalemme due anni dopo, tutte condotte nel corso della Prima Crociata. Con Tancredi fu tra i primi ad entrare nella Città Santa appena liberata il 15 luglio del 1099 [4].

Giovan Domenico Luigi delli Badolati, ufficiale nella flotta cristiana guidata da Gianandrea I Doria, partecipò il 7 ottobre del 1571 alla battaglia di Lepanto. Perì negli scontri sostenuti dalle galee dall'ala destra della flotta entrata in contatto con l'armata di mare turca guidata dal calabrese “rinnegato” Giovanni Dionigi Galeni detto Uluch Alì [5]. Il suo corpo non è stato mai ritrovato.

I personaggi

A Consentia

A Consentia (odierna Cosenza) il primo personaggio importante di questa nobile e antica famiglia è Scipione Badolato, dottore in Legge, aggregato al sedile dei nobili nel 1558, che acquistò il feudo di Cropalati, assumendo il titolo di Marchese, nel 1600, datogli dagli Aragona [6].

Scipione Badolato negli atti rogati dal notaio Angelo De Paola di Cosenza negli anni 1593,1594, 1597,1598, 1599, 1600 e 1603 viene sempre definito “Scipione Badolati” [7].

Il feudo rimase di proprietà della famiglia fino al 1617 quando fu ceduto perché improduttivo di vantaggi.

Il marchese Scipione, “doctore in utroque iure”, ebbe un figlio, Francesco, che sposò Lalla d’Aquino, di stirpe longobarda e sorella prediletta del nobile Carlo componente del sedile nobiliare di Marzio Sersale, da cui generò Domenico e Antonio.

Di Francesco Badolato abbiamo ampia traccia negli atti notarili questa volta però rogati dal notaio Giò Domenico Tabernise o Tavernese di Cosenza negli anni 1628 e 1629. Ancora una volta la vocale finale cambia in i [8].

Suo figlio Domenico sposò Livia Alimena, appartenente alla omonima famiglia nobile di Montalto, che lasciò presto vedova e da cui ebbe un maschio che prese il suo nome: Domenico iuniore.

L’altro figlio di Francesco Badolato-i, Antonio, divenne cavaliere di Malta nel giugno del 1660. Di lui v’è traccia negli atti notarili del notaio Giacinto Russo di Cosenza che nell’anno 1673 lo indica come “frà Antonio Badolati” [9].

D’importante rilevanza risulta, altresì, il testo custodito nel fondo privato della famiglia Cordopatri originaria di Monteleone e catalogato come “Copia in fede di nobiltà della famiglia Badolati” dal barone Francesco Antonio Cordopatri. Nel testo firmato nel 1764 da “Domenico Aragona, sindaco de nobili; Valerio Telesio, Alfonso Ferrao, Domenico Giannuzzi, Pietro Castiglion Morelli eletti de nobili” si attesta <l’antica e nobile residenza in Cosenza della famiglia Badolati> si accenna a <Antonio Badolato che vestì nel 1660 abito di Malta> e si riferisce ancora che <la famiglia Castiglion Morelli de Marchesi di Vallelonga abitò nel palazzo delli Badolati>. Il documento è riferito ad una “prova di nobiltà” richiesta da “Antonio delli Badolati”. Anche nel caso di questi antichi testi manoscritti la vocale finale del cognome cambia da “o” in “i” [10].

Nel ramo bruzio della famiglia compaiono pure due donne: Petronilla Badolati di cui c’è indicazione negli atti rogati nel 1762 dal notaio di Cosenza Giacinto Russo [11] e Beatrice Badolati, citata come <nobile cosentina> moglie del patrizio Angiolo Cristiano [12].

Monteleone

Nella città di Monteleone (odierna Vibo Valentia) la famiglia Badolati ha radici altrettanto profonde e viene citata da Giuseppe Bisogni de’ Gatti in un’opera del 1710 dal titolo: “Hipponii, seu Vibonis Valentiae, vel Monteleonis, Ausoniae civitatis accurata historia”. Ecco cosa scrive l’autore settecentesco: <Le famiglie viventi or che a Vibone danno splendore, ed han marchi sovrani sono: Attafi, Capialbi, ed Attesani, Badolati, Bisogni, Mazza e Ottoni…> [13].

Alla famiglia va ascritto Silvio Badolato-i, nato con il nome di Scipione, monaco erudito, venuto al mondo nel 1510 e diventato sacerdote nel 1529. Il religioso governò la certosa di Santo Stefano del Bosco (odierna Serra San Bruno) e nel 1583 divenne priore a Roma e fu chiamato da Papa Gregorio XIII come suo consigliere. Morì nella certosa di San Martino a Napoli dove venne sepolto. L’abate Francesco Sacco nel “Dizionario geografico, istorico e fisico del Regno di Napoli” scrive: <Questa stessa città di Monteleone è rinomata nella storia della letteratura per essere stata patria degli eruditi scrittori Giuseppe Capobianco, Antonio de Fusco e Silvio Badolati> [14].

Del religioso si parla nel libro “La certosa dei Trisulti” affermando: <Una delle famiglie più nobili della forte Calabria, molto illustre per attaccamento alla regia di Napoli ed esimia per cristiane virtù, dette all’Ordine certosino il padre Silvio Badolati> [15].

Il nome di <Silvio Badolati> è poi indicato tra gli autori importanti nella “Istoria degli scrittori nati nel Regno di Napoli” [16].

Tra i Badolati di Monteleone figura Domenico Badolati, musicista eccelso, vissuto pure lui nel Settecento, di cui parlano Giovan Battista Marzano nel testo “Scritti, IV” (pag. 253 ripubblicato nel 1926) [17] e Gustavo Valente nel “Dizionario della Calabria bibliografico, biografico, storico, geografico” [18].

Un altro Domenico Badolati, nell’Ottocento, fu invece un ufficiale di cavalleria nell’esercito napoleonico e combattè nella campagna di Russia tra le file del condottiero francese. La sua incredibile quanto audace vita è rintracciabile nel volume “Michele Morelli e la rivoluzione napoletana del 1820-21” scritto da Antonio Morelli [19]. Badolati è stato compagno d’armi di Morelli ed è stato <decorato della medaglia di onore di Sant’Elena per avere servito nella grande armata del gran Napoleone I nella campagna di Russia del 1812>. Con Michele Morelli si presentò volontario nel 1808 nel Reggimento dei Veliti a cavallo e, successivamente, testimoniò del valore del compagno nobile monteleonese in battaglia. Un valore pari al suo.

Tra i componenti più illustri della famiglia può inoltre annoverarsi Francescantonio Badolati, giureconsulto, scrittore, poeta, fondatore e componente di Accademie letterarie, giudice di pace e della Corte criminale [20].

Nato di parto gemellare insieme con la sorella Felicia nel contado di Borrello nel 1751, luogo di cui il padre, Giuseppe Nicola Badolati (già istitutore di diritto del noto studioso vibonese Leoneluca Rolli) era viceconte e governatore, si laurea in legge a Napoli nel 1786 e poi inizia a lavorare. Viene mandato <a reggere giustizia> a Motta Filocastro, poi come vice-segretario del governo a Palmi; nel 1805 a Monteleone prima come regio governatore e, dal 1811, come giudice di pace. Diviene successivamente regio giudice di Pizzo, Briatico, Mileto e, infine, giudice del Tribunal criminale di Monteleone <nel qual posto fa mostra di tutto il suo valore, tanto nella moderna legislazione che nell'antico diritto romano>. Di lui scrivono vari autori: Vito Capialbi (“Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli” edito nel 1830), Giuseppe Marzano (“Elogi storici” edito nel 1846) e Antonio Piromalli (“Storia della letteratura calabrese” edito nel 1996). La passione per il diritto non l’abbandonerà mai tanto che scriverà “L’origine della Legge da Mosè a Giustiniano” dedicandosi successivamente a scritti d’ogni genere e all’insegnamento. Nel 1818 venne prescelto come professore di lingua italiana e, poi, di Retorica e Poesia nel Regio Collegio Vibonese. Il grande giurista, scrittore e poeta fu autore anche del “Dizionario delle voci calabresi” e di opere allegre come “Il testamento dell’asino”, il “testamento d’amore”, il “Pesceduovo”. Al giurista e letterato è dedicata una via a Laureana di Borrello.

Borrello

I Badolati hanno avuto ruolo anche nella storia di Borrello (odierna Laureana di Borrello), antico e importante Contado della Piana di Gioia Tauro, completamente distrutto dal devastante terremoto del 1783. Giuseppe Nicola Badolati <patrizio della città di Monteleone ne fu viceconte nel 1751 e nel 1753> [21].

Stesso incarico svolse il suo congiunto, come lui giureconsulto e nobile, Giuseppe Antonio Badolati nel 1754 e nel 1756 [22].

Palmi

Nella città della Costa Viola i Badolati sono presenti dalla metà del 1800 con ruoli sociali e professionali significativi. Oltre alle mansioni svolte dal giurista e letterato Francescantonio Badolati come vice responsabile del governo tra la fine del 1700 e il nuovo secolo, compare nella veste di notaio e giurista per conto di Ferdinando II di Borbone, Luigi Badolati, nato a Palmi il 28 ottobre 1827 da Don Felice Badolati e Donna Concetta Cuppari. Luigi era il quinto di sei fratelli: Giovanni (1818), Maria (1821), Francescoantonio (1823), Rosalia (1826) e Antonino (1829). Il notaio Luigi, laureatosi a Napoli, viene nominato responsabile del <distretto di Palme> nel 1851 su proposta del ministro di Grazia e Giustizia e del presidente del consiglio e segretario di Stato. Il decreto di nomina è tuttora custodito nello studio legale di famiglia a Palmi. Attraverso la lettura degli atti rogati da Luigi Badolati è possibile ricostruire tutto il sistema economico e le dinamiche sociali della cittadina dal 1851 al 1879. Dopo la caduta del Regno delle Due Sicilie, infatti, il notaio verrà confermato nell’incarico da Vittorio Emanuele II [23]. Luigi Badolati sposerà Annunziata Pugliese e dal matrimonio nasceranno Maria Concetta, Vincenzo, Maria Teresa, Rosario, Caterina, Felice, Giuseppe e Francesco.

Felice Badolati diventerà notaio come il padre, dopo aver ottenuto la laurea in legge a Napoli. Il decreto di nomina reca la data del 16 ottobre 1886 e la pergamena è custodita nello studio di famiglia. Il secondo notaio opererà sia a Palmi che a Cittanova e prenderà in moglie Serafina Fonti (figlia di Arcangelo e donna Teresa Gerace), dell’omonimo nobile casato cittanovese. La coppia avrà a cinque figli: Luigi, Annunziata, Arcangelo, Angela e Francesco. Il notaio Felice Badolati diventerà presidente del Distretto notarile di Palmi, incarico che conserverà fino alla morte [24].

Luigi Badolati, figlio del notaio Felice, allievo del prestigioso collegio militare di Roma, svolgerà la professione di medico distinguendosi nel suo lavoro come testimonia la pubblicazione “L’Ordine dei Medici di Reggio Calabria dalle origini ai nostri giorni” scritta dal professore Alfredo Focà. Nel testo di Focà si legge: <Luigi Badolati, medico di Palmi, è ricordato per l’assistenza amorevole ai suoi concittadini e per gli interventi sugli operai feriti nella costruzione delle gallerie ferroviarie in particolare per i traumi al cranio. Badolati morì in seguito alle ferite riportate in azione di guerra mentre era al comando di un reparto di sanità al forte di Piale presso Villa San Giovanni> [25].

Nella famiglia Badolati, prima di Luigi, figura un altro medico, Vincenzo Badolati, fratello del notaio Felice, ricordato nella città calabrese per due interventi di laparotomia eseguiti con incredibile audacia professionale su altrettanti braccianti agricoli della zona cui salvò la vita. I libri del medico, che recano in copertina la sigla “DVB” – dottor Vincenzo Badolati – sono custoditi nella preziosa biblioteca dello studio legale dei Badolati accanto a quelli di “NLB” – notaio Luigi badolati - e di “NFB” – notaio Felice Badolati. Vincenzo, di carattere forte e avventuroso, stanco di restare in Calabria decise poi di svolgere la professione sanitaria sulle grandi navi che attraversavano gli oceani verso le Americhe. Nei suoi viaggi conobbe la moglie, Adelina, nata a Napoli nel 1865, con cui stabilì successivamente di vivere negli Stati Uniti mettendo al mondo due figli: Mario e Luigi Felice Giuseppe. Il primo diverrà cantante e attore; l’altro attore, cantante, e titolare di una compagnia teatrale [26].

In America decise di trasferirsi pure Francesco Badolati, fratello del notaio Felice e del medico Vincenzo. Laureatosi in Farmacia nell’Università di Napoli, raggiunse gli Stati Uniti dove, l’8 febbraio 1899, si sposò con Emilia Del Gaizo. Ebbe quattro figli: Luigi, Giuseppe, Grazia e Anna.

Arcangelo Badolati, figlio del notaio Felice, allievo del prestigioso collegio militare di Roma, sceglierà di svolgere la professione di avvocato divenendo uno dei penalisti insigni della Calabria del Novecento. Memorabili le difese assunte in tutta la regione con Luigi Gullo, Aldo e Mario Casalinuovo, Giuseppe Cantafora, Francesco Giurato, Alfredo De Marsico (già ministro della Giustizia), Mario Lombardo, Alberto Calogero, Giovanni Leone (poi eletto Presidente della Repubblica), Domenico D’Ascola, Rodolfo Ferrari, Giuseppe Marazzita. Arcangelo, nominato dai regnanti Savoia “commendatore della Corona d’Italia” sarà durante il Fascismo podestà di Melicuccà e commissario prefettizio di Palmi nel 1941 e nel 1943. Nel Dopoguerra sarà candidato al Parlamento per il Partito Monarchico, ricoprirà l’incarico di presidente della Banca Popolare di Palmi, di segretario dell’Ordine degli avvocati, di presidente della Proloco, di presidente della squadra di calcio della Palmese; guiderà, inoltre, la filodrammatica locale come regista ed autore; svolgerà le funzioni di consigliere comunale e si occuperà anche della tutela dei diritti di autore per conto della Siae. A lui è intestata una via nella cittadina calabrese proprio nella zona in cui sorge la casa di famiglia tra via Gramsci e corso Garibaldi. Al comune calabrese la famiglia Badolati ha donato, nel settembre 2012, un busto del celebre avvocato realizzato in bronzo dallo scultore Antonio Badolati [27].

Francesco Badolati, figlio del notaio Felice, allievo del prestigioso collegio militare di Roma, dottore in agronomia, maestro della Massoneria del Grande Oriente d’Italia, servirà la Patria durante il Secondo conflitto mondiale come ufficiale di artiglieria nel Regio esercito italiano. Preso prigioniero in Sicilia ritornerà a casa solo nel 1946 dopo aver sopportato una durissima detenzione nei campi di concentramento allestiti dagli anglo-americani in Tunisia. Sposerà Elvira Messina, di Reggio Calabria, dalla quale non avrà figli. Svolgerà la professione di agronomo con pubblico apprezzamento in tutta la Piana di Gioia Tauro e presiederà il Circolo Ufficiali di Palmi [28].

Franco Felice Badolati, figlio del medico Luigi, svolgerà la professione medica come pediatra a Palmi, divenendo direttore dell’Ipai (Istituto per l’assistenza all’infanzia) mostrando grandi doti umane e professionali. È stato più volte consigliere comunale e dirigente provinciale del Movimento sociale italiano. Ha inoltre ricoperto incarichi direttivi nel Lions club nella Piana di Gioia Tauro.

Giovanni Badolati, figlio del medico Luigi, docente, pittore e scultore, è stato protagonista di una intensa stagione artistica nazionale ottenendo importanti riconoscimenti sia in Italia che all'estero.

Felice Badolati, figlio dell'avvocato Arcangelo, allievo della prestigiosa scuola militare “Nunziatella” di Napoli, svolgerà la professione di avvocato, ricoprendo le prestigiose cariche di Presidente della Camera civile di Palmi e di segretario del Consiglio dell’Ordine degli avvocati; sarà inoltre eletto Governatore del Distretto 2100 del Rotary International (Calabria, Puglia, Campania, Basilicata per gli anni 1993-94), e nominato dal Consiglio Superiore della Magistratura Giudice di Pace a Soriano Calabro; diverrà, inoltre, Presidente onorario e decano dell’Associazione calabrese degli ex allievi della “Nunziatella” di Napoli e cavaliere del secolare ordine cavalleresco del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Coltiverà, oltre alla passione per il Diritto, quella per la scrittura, pubblicando diversi volumi sulla storia e le leggende di Palmi e della Piana di Gioia Tauro [29].

Roberto Badolati, figlio dell'avvocato Arcangelo, allievo della prestigiosa scuola militare “Nunziatella” di Napoli, diverrà avvocato e svolgerà la professione di funzionario legale dell’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria.

Anna Maria Badolati, figlia dell'avvocato Arcangelo, laureata in Farmacia, svolgerà la professione di docente, dedicandosi poi alla cultura e all’associazionismo ricoprendo incarichi e ruoli di rilievo nella Fidapa e nel Soroptimist. Con il marito, Antonio Gargano, avvocato, commercialista, titolare di un importante studio professionale a Palmi, fonderà l’Associazione “Amici della Musica “Nicola Antonio Manfroce” promuovendo la diffusione della cultura musicale in tutta la Calabria. La loro attività di mecenatismo favorirà la costante presenza in Calabria di straordinari musicisti: dal violista russo Pavel Kogan, ai compositori e strumentisti italiani Marcella Crudeli, Antonio Bacchelli, Roberto Cappello, Federico Mondelci, Cristiano Rossi, Mario Brunello. Ad Antonio Gargano si deve, nel 1977, la fondazione del prestigiosissimo Premio internazionale “Francesco Cilea” [30].

Antonio Badolati, docente, pittore, scultore e poeta, è stato un uomo dal grande talento artistico e dall'animo sensibile e raffinato. Tra le sue opere più famose figurano la scultura “Deposizione di Cristo” che pone in rilievo il contrasto tra il corpo rilassato di Gesù e quello teso, quasi vibrante, dell'uomo che lo ha deposto dalla croce. L'artista ha pure realizzato il bassorilievo della chiesa dell'Oratorio di Palmi, l'angelo con la fiaccola accanto alla tomba-mausoleo di Francesco Cilea e tante altre opere. Nato a Palmi, ha vissuto a Roma. Nella sua amata città di origine gli è stata intitolata una piazza. Una parte delle sue realizzazioni sarà donata alla Casa della cultura di Palmi [31].

Domenico Badolati, medico chirurgo, figlio di Giuseppe e della nobildonna Soccorsa Caprì Gabrielli dei conti di Gubbio. Medico di grande valore ebbe in Palmi un ruolo professionale particolarmente significativo prestando la sua opera anche gratuitamente a favore della gente di umile condizione sociale. E' stato per questa ragione particolarmente amato dalla sua gente.

Aurelio Badolati, commendatore, studioso di storia, ricercatore, è delegato vicario per la Calabria del secolare Sacro Militare Ordine cavalleresco Costantiniano di San Giorgio fondato dalla famiglia reale dei Borbone. La sua costante azione ha ridato all'Ordine centralità nella vita della regione e slancio grazie a molteplici attività culturali e benefiche. Badolati ha voluto, nel 2017, l'investitura dei nuovi cavalieri nella splendida cattedrale di Gerace [32]. Il padre, Carmelo, è stato un apprezzatissimo docente di Scienze matematiche nel Novecento.

Anna Badolati, figlia del professore Carmelo, è una pittrice e scultrice che predilige per le sue opere l'argilla e materiali di recupero cui da forma di vita. La sua esperienza professionale al servizio dei disabili ne ha acuita la sensibilità che si riflette in tutte le sue creazioni artistiche [33].

Leda Badolati, avvocato, specializzata in Diritto Civile, Amministrativo e in Legislazione scolastica, dirige lo storico studio legale di famiglia a Palmi. E' stata governatore del Distretto 2100 dell'Interact ed ha incarichi distrettuali nel Rotary Club [34].

Giorgia Badolati Gargano, archeologa, storica, docente, ispettore dei beni numismatici della Calabria, è una studiosa apprezzata in tutta Italia per le ricerche compiute sul patrimonio storico, archeologico e artistico della regione [35].

Arcangelo Luigi Francesco Vincezo Badolati [36], giornalista, autore televisivo e teatrale, laureato in Giurisprudenza, è caposervizio del quotidiano "Gazzetta del Sud" e viene ritenuto uno dei massimi esperti italiani di 'ndrangheta. Autore di 18 libri sui fenomeni criminali calabresi, è componente del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso dell'Università della Calabria ed è coordinatore del comitato scientifico dell'Osservatorio “Falcone-Borsellino-Scopelliti”. Tiene seminari nell'università della Calabria ed ha vinto numerosissimi premi per le attività di studio e ricerca compiuti. Tra questi “Losardo”, “Gerbera gialla”, “Iustitia-Rosario Livatino”, “Giancarlo Siani”, “Impastato-Valarioti”, “Unesco per il giornalismo”. E' promotore di numerose campagne nelle scuole calabresi contro la violenza sulle donne e contro le mafie. Arcangelo Badolati ha firmato l' inchiesta giornalistica che ha consentito di smascherare un pentito di 'ndrangheta, Francesco Fonti, che aveva “inventato” l'affondamento di tre navi cariche di rifiuti radioattivi al largo delle coste calabresi e lucane. Il suo straordinario lavoro di ricerca, condotto in perfetta solitudine e mentre tutto il resto del Paese accreditava la versione del collaboratore di giustizia, viene unanimemente riconosciuto come un pezzo di storia del giornalismo italiano. Straordinaria può essere considerata, inoltre, l'altra inchiesta condotta dal giornalista su Salvatore Belvedere, un evaso originario di Lamezia Terme che nei primi anni Settanta s'è finto morto, facendo ritrovare il cadavere di un altro uomo mai identificato, ed è fuggito in Corsica rifacendosi una vita come ristoratore. Badolati ha scoperto l'incredibile trama, individuato il nuovo nome assunto dall'evaso e indotto la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro a riesumare il corpo del “falso” Belvedere. Al contrario dei suoi antenati, tutti allievi dei collegi militari di Roma e della “Nunziatella” di Napoli, la sua storia militare è legata alla Legione Straniera francese [37]. E' padre di Maria Teresa Costanza Chiara, Felice Domenico e Tancredi.

Vittorio Badolati, figlio di Franco Felice, è medico chirurgo, specialista in geriatria, risiede a Palmi e opera a Gioia Tauro. Appassionato di saggistica, vanta tra i suoi autori preferiti Seneca e Friedrich Nietzsche. E' padre di Francesco Felice.

Luigi Badolati, figlio di Alessandro, laureato in legge, bancario appassionato di letteratura, vive a Roma. E' padre di Matilda e Isabella.

Luigi Carlo Felice Badolati, figlio di Giovanni, medico chirurgo, specializzato in anestesiologia e rianimazione, è un appassionato di storia e letteratura, vive a Bassano del Grappa. E' padre di Giovanni Pio.

Francesco Badolati, figlio di Franco Felice, è commercialista. Vive a Palmi e coltiva la passione per lo sport ed è presidente di squadra di pallavolo che porta il nome di "Ekuba" in onore di una delle più famose opere del musicista Nicolantonio Manfroce. E' padre di Gabriele Franco Maria.

Claudia Badolati Gargano, figlia di Annamaria, commercialista. Vive a Palmi ed è contitolare dello studio di consulenza finanziario e tributario insieme al padre Antonio. Appassionata di vela, musica e tango.

Giovanna Badolati, figlia di Alessandro, è specialista in materia sanitaria. Vive a Palmi ed è appassionata di storia. E' madre di Alessandro e Filippo.

Paola Badolati, figlia di Giovanni, docente, appassionata archeologia e di letteratura classica e moderna. Vive a Castelfranco Veneto. E' madre di Alessandro.

Massimo Badolati, figlio di Roberto, appassionato di studi classici e di storia, manager nel settore agricolo con aziende in Italia e Bulgaria. E' padre di Ivan Roberto, Emily e Kiril Gaetano.

Note:

  1. Henri Pirenne, “Mahomet et Charlemagne”, Laterza, Bari, 1939; Anonimo sassone, “Le gesta dell'imperatore Carlo Magno”, Milano, Jaca Book, 1988.
  2. Gabriele Barrio, “De antiquitate, et situ Calabriae, cum privilegio Pii V” 1571; Francesco Sacco, “Dizionario geografico, istorico e fisico del Regno di Napoli” 1796 .
  3. L'E'tat present de la maison de Bourbon. Quatrienne edition, Parigi Le Leopard d'or, 1991.
  4. Robert Lawrence Nicholson, “Tancred: A study of his Career and Work. AMS Press, 1978; Edward Peters, “The first Crusade: The Chronicle of Fuylcher of Charters and Other Source Materials” (University of Pennsylvania PRESS 1998).
  5. Raffaele Bracco, “Il principe Gianandrea Doria: patriae libertatis conservator, conte di Lano, fondatore di S. Agostino” Genova 1960; Camillo Manfroni, “Storia della Marina Italiana, III, Livorno, R. Accademia navale, 1897.
  6. Manoscritto del 1660 redatto da Domenico Arena intitolato: “Libro della vera origine ed aumento delle famiglie nobili del Sedile di Cosenza, estratto da quello del Duca di Verzino” consultabile nella Biblioteca Civica di Cosenza
  7. Faldone numero 27 fol. 18, 39, 36, 37, 5, 11, 25, 266, 134, 147, 210, 221, 71, 235, 100, 320, 321 “acta pro Scipione Badolati” presso Archivio di Stato di Cosenza
  8. Faldone numero 249 fol. 85, 119, 147 “acta pro Francesco Badolati” presso Archivio di Stato di Cosenza.
  9. Faldone numero 236 fol. 71 e 125 “acta pro frà Antonio Badolati” presso Archivio di Stato di Cosenza.
  10. Il testo è custodito in originale dal barone Anton Mario Cordopatri residente a Rizziconi in provincia di Reggio Calabria; ed in copia dall'avvocato Felice Badolati residente a Palmi in provincia di Reggio Calabria.
  11. Faldone numero 236 fol.185 “acta pro Petronilla Badolati” presso Archivio di Stato di Cosenza.
  12. Beatrice Badolati è citata nell’opera di padre Giovanni Fiore da Cropani “Della Calabria illustrata” nella versione tramandataci da padre Giovanni di Castelvetere nel 1691.
  13. Giuseppe Bisogni de' Gatti “Hipponii, sei Vibonis Valentiae, vel Monteleonis, Ausoniae civitatis accurata historia, pagina 174 edito nel 1710. La medesima affermazione troviamo in altri testi: “Il libro e la piazza: le storie locali dei Regni di Napoli e di Sicilia in età moderna” di Antonio Lerra, 2004, pag. 83, in cui lo scrittore riporta un sonetto che reca identiche parole; e nell’opera “Settecento calabrese” di Franz von Lobestein stampato nel 1990 ma che attinge agli scritti di Bisogni de’ Gatti, padre Giovanni Fiore da Cropani, Vito Capialbi, Domenico Mantelli, Giò Battista Marzano.
  14. “Dizionario geografico, istorico e fisico del Regno di Napoli” pag. 251 edito nel 1796.
  15. “La certosa dei Trisulti” pag. 196 edito nel 1912.
  16. “Istoria degli scrittori nati nel Regno di Napoli” Pag. 454 Tomo III edito nel 1753.
  17. Giovan Battista Marzano “Scritti, IV” pag. 253 ripubblicato nel 1926
  18. Gustavo Valente nel “Dizionario della Calabria bibliografico, biografico, storico, geografico” pag. 6, edito nel 1991.
  19. Antonio Morelli, “Michele Morelli e la rivoluzione napoletana del 1820-21” pag. 214, edito nel 1961.
  20. Vito Capialbi “Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli” edito nel 1830); Giuseppe Marzano “Elogi storici” edito nel 1846 e Antonio Piromalli “Storia della letteratura calabrese” edito nel 1996.
  21. Giò Battista Marzano “Scritti”, vol. II pag. 251.
  22. G.B. Marzano op.cit. pag. 251.
  23. Il decreto di nomina del 1851 emesso su proposta del ministro di Grazia e Giustizia e del presidente del consiglio e segretario di Stato è tuttora custodito nello studio legale di famiglia a Palmi, in via Gramsci numero 29 – Studio Legale Associato Badolati paginebianche.it.
  24. Il decreto di nomina reca la data del 16 ottobre 1886 e la pergamena è custodita nello studio di famiglia a Palmi, in via Gramsci numero 29 - Studio Legale Associato Badolati paginebianche.it.
  25. Alfredo Focà , “L’Ordine dei Medici di Reggio Calabria dalle origini ai nostri giorni” edito nell’anno 2010.
  26. sito “Italianamericantheater”, Emelise Aleandri nel volume “Little Italy” edito nel 2002. A pag. 98; Lawrence Estavan “The italian theatre in San Francisco” edito nel 1991, a pagina 71, si riferisce di Luigi Badolati come <tenore impegnato con grande successo in teatro nel ruolo di D'Artagnan>. )Mario diverrà cantante, attore, autore di brani musicali, conduttore di programmi radiofonici negli States. Di lui si parla nel libro “Un prete a New York” scritto da Giuseppe Alfonso Grassi nel 2012. A pagina 228, l'autore riferisce di una manifestazione svolta a New York, nel Bronx, in onore di un sacerdote, nella prima metà del Novecento. Lo scrittore ripredendo le cronache dell'epoca rievoca l'esibizione: <Il noto artista Mario Badolati è stato applauditissimo nella nuovissima canzone del maestro Vincenzo De Crescenzo “Italia avanti”>. A Mario è dedicato uno spazio nel sito “Italianamericantheater” dove viene ricordato come autore di soap radiofoniche di successo, membro del Teatro dell'Arte di New York, direttore di programmi in radio, produttore di spettacoli nell'Accademia della Musica di Brooklin e come paroliere. Non solo: l'eclettico artista figura come co-protagonista nel film hollywoodiano “Strano incontro” (1963) interpretato da Natalie Wood e Steve Mcqueen e nelle serie televisive “Le spie” (1965) e “La ragazza di Uncle” (1966). Dell'attore della famiglia Badolati, citato anche nella rivista “Billboard” del 16 dicembre 1944, parla anche la scrittrice Emelise Aleandri nel volume “Little Italy” edito nel 2002. A pag. 98 si legge: <Recitò nello spettacolo “U cafè dei critici” prodotto da Luigi Iaccarina nel 1937, interpretando il ruolo di “Gennarino”>. Mario Badolati sposò Olga Maida ed ebbe una figlia, Elda, nata il 6 luglio del 1923 che, diventata cantante, è poi emigrata in Brasile l'11 aprile del 1961. L'attore è morto a Los Angeles il 31 marzo 1967; Olga, la fedele compagna, è spirata dieci anni dopo e, come lui, riposa nella città della California.
  27. Antonio Papalia altervista.org 22 settembre 2012; mappa stradale Comune di Palmi 2016; wwwstrill.it 22 settembre 2012.
  28. Elenchi Massoneria del Grande Oriente d'Italia – Internet- Popoffquotidiano 3/10/ 2014 Elenchi Massoneria Italiana.
  29. Annuario Rotary International anno sociale 1993-94; Gazzetta del Sud edizione 28/09/2017 “Riunione ex allievi della Nunziatella.
  30. Premio Francesco Cilea, Gazzetta del Sud, edizione 16/10/2016.
  31. Mappa stradale Comune di Palmi 2016; “Tornano a Palmi le spoglie dell'artista Antonio Badolati” www.vtservice.it del 10/9/2012
  32. www.ordinecostantiniano.it – www.newz.it 27/10/2017 – www.strettoweb.com 27/2/2017
  33. concorsoliquido.workpress.com – accademiabelleartirc.it- www.tuttoqui.it
  34. Titolare dello studio di famiglia a Palmi, in via Gramsci numero 29 - Studio Legale Associato Badolati paginebianche.it – Annuario Interact Distretto 2100 1983 – Annuario Rotary Cub 2016-2017
  35. beniculturali.accademia.edu 2017 – www.telemia.it 21/8/2017 – archeologiavocidalpassato.wordpwordpress.com
  36. Arcangelo Badolati, su it.wikipedia.org.
  37. Wikipedia – giornalista e scrittore italiano – Nicola Gratteri e Antonio Nicaso in “Acquasantissima, Mondadori, Milano, pag. 143; Francesca Chirico “Io parlo. Donne ribelli in terra di 'ndrangheta” Castelvecchi, Roma.