Analisi Tecnica: Convergenza 095
Serie: Convergenze
Data: Maggio 2026, Ascoli Piceno
Supporto: Original Polaroid (Color i-Type Film)
Attrezzatura: Polaroid Now+ | Luce continua
Tecnica: Doppia esposizione in-camera
Dimensioni: 107x88mm (Area immagine 79x79mm)
Stato: Acquisizione digitale
EN
Series: Convergences
Date: May 2026, Ascoli Piceno
Medium: Original Polaroid (Color i-Type Film)
Equipment: Polaroid Now+ | Continuous light
Technique: In-camera double exposure
Dimensions: 107x88mm (Image area 79x79mm)
Status: Digital acquisition
IT
CODICE ARCHIVIO: PROT.II.95
PROTOCOLLO: Convergenza Strutturale
DATI DI RILIEVO (Scheda di Laboratorio):
Soggetto: Dispositivo plastico fondato sulla scomposizione di masse verticali e l'interazione di piani cromatici. Da sinistra a destra si distinguono: una bottiglia verde acido e una bottiglia a base quadrata grigio-azzurra. In primo piano a sinistra, una sfera traslucida si sovrappone parzialmente alla base della bottiglia verde, mentre a destra domina un solido rettangolare arancio di medie dimensioni. Lo sfondo è bipartito verticalmente con una sezione giallo-crema a sinistra e una sezione verde scuro a destra. Una sagoma arancio traslucida avvolge parzialmente il corpo dei due solidi verticali centrali.
Condizione luminosa: Illuminazione zenitale netta. La radiazione colpisce perpendicolarmente le sommità dei volumi, saturando i colli delle bottiglie e l'apice della sfera. La doppia esposizione fonde i corpi opachi con il piano arancio trasversale, creando un effetto di stratificazione dove la densità degli oggetti viene modulata dalla sovrapposizione del colore caldo. La luce mantiene la netta separazione cromatica del fondo bipartito.
Risposta del supporto: Il reagente i-Type documenta una decisa saturazione del solido arancio in primo piano, che contrasta con la neutralità fredda della bottiglia a base quadrata. Le zone di transizione tra il fondo chiaro e quello scuro mostrano una precisa registrazione delle ombre portate dai volumi, mentre l'emulsione cattura con rigore le variazioni tonali della sfera traslucida sotto l'incidenza zenitale.
Rapporto spaziale: La struttura evidenzia il collasso della prospettiva euclidea. Il rapporto tra gli oggetti è mediato dalla compenetrazione dei piani luminosi e traslucidi; lo spazio non è un contenitore fisico, ma un campo di forze dove la forma emerge dalla stratificazione dei segni. La disposizione degli elementi suggerisce una profondità ottica definita dalla reciproca trasparenza delle masse e dei piani di colore.
EN
ARCHIVE CODE: PROT.II.95
REFERENCE PROTOCOL: Structural Convergence
LABORATORY DATA (Technical Sheet):
Subject: Plastic arrangement based on the decomposition of vertical masses and the interaction of chromatic planes. From left to right: an acid-green bottle and a grey-blue square-based bottle. In the left foreground, a translucent sphere partially overlaps the base of the green bottle, while a medium-sized orange rectangular solid dominates the right. The background is vertically bipartite with a yellow-cream section on the left and a dark green section on the right. A translucent orange shape partially wraps around the bodies of the two central vertical solids.
Lighting condition: Sharp zenithal illumination. Radiation hits the tops of the volumes perpendicularly, saturating the bottle necks and the apex of the sphere. Double exposure merges the opaque bodies with the transversal orange plane, creating a layering effect where the density of the objects is modulated by the superposition of warm color. The light maintains the sharp chromatic separation of the bipartite background.
Media response: The i-Type reagent documents a strong saturation of the orange solid in the foreground, which contrasts with the cold neutrality of the square-based bottle. The transition zones between the light and dark backgrounds show a precise recording of the shadows cast by the volumes, while the emulsion rigorously captures the tonal variations of the translucent sphere under zenithal incidence.
Spatial relationship: The structure highlights the collapse of Euclidean perspective. The relationship between objects is mediated by the interpenetration of luminous and translucent planes; space is not a physical container but a field of forces where form emerges from the layering of signs. The arrangement of elements suggests an optical depth defined by the mutual transparency of masses and color planes.