SPUNTO
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Il primo numero di Spunti per l’arteterapia traccia i punti chiave del Metodo Anne Denner attraverso le voci di tre generazioni di arteteterapeuti: contiene un articolo inedito di Anne Denner, una sua ricerca sullo spazio raccontata e commentata da Ilaria Innocenti, contributi di Elena Giordano e di Lucilla Carucci, allieve, poi amiche, di Anne dagli anni ‘70 – ‘80 fino alla fine della sua vita, nel 2002, e un articolo di Ilaria Innocenti.
L’arteterapia, oggi diffusa in ambito educativo, sociale e sanitario, nasce come pratica strutturata nel corso del Novecento grazie all’incontro tra arte, psicologia e psichiatria. Tra i contributi più significativi in Europa si colloca il lavoro di Anne Denner, arteterapeuta francese che, a partire dagli anni ’60, ha elaborato una vera e propria teoria e metodologia dell’“espressione plastica” applicata alla cura del disagio psichico.
Il suo metodo si sviluppa inizialmente in Francia all’interno di contesti psichiatrici e riabilitativi, per poi diffondersi anche in Italia a partire dalla metà degli anni ’70, quando cominciano a nascere le prime comunità terapeutiche e i servizi alternativi all’ospedale psichiatrico, in parallelo al rinnovamento portato dalla Legge Basaglia.
In quel periodo l’arteterapia era ancora poco conosciuta nel nostro Paese. L’approccio di Denner rappresentò quindi un riferimento concreto e innovativo per molti operatori alla ricerca di nuovi strumenti di cura
Oltre la “libera espressione”
Il metodo di Anne Denner si distingue da una visione semplicistica dell’arte come sola “libera espressione”.
L’esperienza clinica mostrava infatti che, soprattutto con pazienti psichiatrici gravi, invitare semplicemente a “disegnare ciò che si sente” non era sufficiente. Spesso le produzioni risultavano ripetitive, povere o disorganizzate, senza una reale funzione comunicativa.
L’arte, lasciata senza guida, rischiava di diventare uno sfogo sterile o un’attività puramente occupazionale.
Da qui nasce l’esigenza di un metodo strutturato, capace di accompagnare gradualmente la persona verso un vero processo espressivo e relazionale