Possono partecipare gratuitamente uomini e donne che abbiano compiuto il 14° anno di età e non abbiano compiuto il 40° anno.
I giovani calciatori, fino al 19° anno, possono continuare a giocare a calcio in una società con il doppio tesseramento arbitro - calciatore.
Il corso per arbitri di calcio dura un mese con tre incontri a settimana di un'ora e mezza ciascuno (scarica l'ebook con le regole del gioco del calcio).
Al temine del corso l'aspirante arbitro dovrà sostenere una prova d’esame con un test scritto e uno orale sulle regole del gioco del calcio e un test d’idoneità atletica.
Superata la prova d’esame si diventa ufficialmente un arbitro dell’Associazione Italiana Arbitri e dalle settimane successive si inizia ad arbitrare nella prima categoria dell’arbitraggio, l'Under14. In occasione delle prime gare gli arbitri saranno accompagnati da un tutor, un arbitro esperto, che insegnerà loro il disbrigo delle pratiche burocratiche prima della gara e che darà loro utili indicazioni e consigli durante la partita.
Il materiale tecnico necessario per lo svolgimento dell’attività (divisa arbitrale, fischietto, taccuino, cartellini, tuta e polo di rappresentanza) viene consegnato gratuitamente a tutti gli arbitri.
Per ogni partita arbitrata è sempre riconosciuto all’arbitro un compenso adeguato.
A ogni arbitro viene consegnata la tessera federale per entrare gratuitamente in tutti stadi italiani, anche in Serie A.
Il corso per arbitri di calcio è valido come credito formativo scolastico.
Il prossimo corso per arbitri di calcio verrà presentato venerdì 13 febbraio 2026 alle ore 20.30. Compila questo modulo per essere ricontattato da un nostro referente, oppure scrivi a crema@aia-figc.it o chiama 342 1814692 (Diego Maurizio).
Sì, è davvero tutto gratuito, nel senso che tutti i costi del corso per arbitri (prova finale compresa) sono sostenuti dall’Associazione Italiana Arbitri. L’unica spesa a carico dell'aspirante arbitro è quella per l’ottenimento del certificato medico sportivo agonistico, indispensabile per lo svolgimento dell’attività arbitrale (il certificato medico sportivo agonistico è gratuito per tutti i minorenni).
Sì, per ogni partita arbitrata è sempre previsto un compenso che varia in base a due parametri: distanza percorsa per raggiungere il campo da calcio (andata e ritorno) e categoria arbitrata. Non è possibile stimare un guadagno annuo ma arbitrando nelle categorie inferiori e percorrendo 25 km si guadagnano 35,00 €, percorrendo 50 km si guadagnano 50,00 €, percorrendo 75 km si guadagnano 60,00 € e così via. Il guadagno annuo è quindi direttamente proporzionale al numero di partite arbitrate. Mediamente, in una stagione nelle categorie inferiori, si guadagnano oltre 1000€.
Il corso per arbitri dura circa un mese con lezioni serali tre volte a settimana concordate con i partecipanti (in genere il martedì, il giovedì e il sabato). Le lezioni, curate da due istruttori, sono fondamentalmente teoriche e incentrate sulle diciassette regole del gioco del calcio; non mancheranno gli interventi degli esperti e le lezioni pratiche sul campo da calcio, coordinate dal preparatore atletico.
Al termine del corso per arbitri una commissione costituita da tre persone valuterà il grado di preparazione dei canditati attraverso un breve tema d’italiano (per la valutazione delle capacità espositive), un quiz “vero o falso” (per la valutazione della conoscenza del regolamento) e un breve colloquio orale.
Una volta superata la prova finale del corso per arbitri si è ufficialmente un arbitro dell’AIA e, quindi, dalle domeniche successive si inizierà ad arbitrare nella categoria Under15 accompagnati da un tutor, ovvero un arbitro esperto. Non si tratterà solo di arbitrare ma si entrerà a far parte di una vera e propria squadra di arbitri e quindi ci si allenerà insieme ai colleghi arbitri, ci si riunirà insieme agli istruttori per ripassare il regolamento del gioco del calcio e si potrà partecipare alle numerose attività ricreative organizzate dalla sezione (incontri, raduni, cene, pizzate, gite, ecc.).
In media si arbitrano tra le 35 e le 55 gare in un anno e in occasione di una decina di queste ogni arbitro viene valutato da un osservatore. L’osservatore attribuisce un voto numerico alla prestazione arbitrale e se il voto è idoneo (più che sufficiente) l’arbitro accede alla categoria superiore. Le categorie da “superare” sono: livello provinciale (Under15, Under16, Under17, Under28, Terza Categoria e Seconda Categoria), livello regionale (Prima Categoria, Promozione ed Eccellenza) e livello nazionale (gare di Eccellenza in regioni diverse da quelle di residenza – Serie D, Serie C, Serie A e B). Quindi il traguardo della Serie A non è un traguardo impossibile da raggiungere: passione, dedizione, impegno, duro lavoro e capacità sono gli ingredienti giusti per riuscirci.
Si, anche l’arbitro Nicola Rizzoli che ha arbitrato la Finale del Mondiale 2014 in Brasile ha iniziato la sua carriera arbitrale con il corso per arbitri di calcio. Ha esordito anche lui nei Giovanissimi Provinciali (ex Under15) e ha quindi scalato tutte le categorie provinciali, regionali e nazionali, esordendo in Serie A il 14 aprile 2002 in Venezia – Perugia (0-2); ha ottenuto la qualifica di arbitro internazionale nel 2007 ed è così giunto alla FIFA World CUP in Brasile con la Finalissima tra Germania e Argentina.
Sì, l’AIA mette a disposizione dei suoi arbitri un polo di allenamento a Crema (CR) e un team di preparatori atletici. Gli allenamenti si svolgono, di norma, il martedì e il giovedì dalle 19.00 alle 20.15.
Si, una volta arbitro si riceve una tessera federale personale che garantisce l’ingresso gratuito in tutti gli stadi italiani, anche in Serie A. Norme specifiche (variabili da società a società) regolamentano tali ingressi.
Si, grazie all’accordo tra AIA e Ministero dell’Istruzione, frequentare il corso per arbitri e diventarlo attribuisce un punto di credito scolastico formativo per gli esami di maturità.