SENTIERI NARRANTI – PERCORSO VIOLA
SULLE TRACCE DI
CHI HA "SCRITTO"
LA STORIA LOCALE
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SENTIERI NARRANTI – PERCORSO VIOLA
SULLE TRACCE DI
CHI HA "SCRITTO"
LA STORIA LOCALE
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TAPPA 5 DI 6
Federico Barbarossa
Nel 1184 era ospite degli Ubaldini e partecipò a una battuta di caccia in questi boschi, durante la quale Ubaldino degli Ubaldini bloccò un cervo che Barbarossa stava inseguendo, afferrandolo per le corna, permettendo così l'uccisione. Impressionato dal coraggio, l’imperatore concesse le corna nello stemma di famiglia.
La tradizione narra che nel 1184, durante una battuta di caccia in onore dell’imperatore Federico Barbarossa, Ubaldino Ubaldini afferrò un cervo per le corna permettendo all’imperatore di ucciderlo; in segno di gratitudine, Federico gli avrebbe donato la testa dell’animale come trofeo e concesso di usarla come stemma di famiglia. L’episodio sarebbe riportato in un’iscrizione marmorea attribuita a “Ubaldino del Cervo”, con genealogia annessa, datata 1184.
Il marmo, originariamente nelle case fiorentine degli Ubaldini, passò alla villa “Il Monte” dopo l’estinzione della casata (1804) e venne riscoperto a fine Ottocento. Il testo fu pubblicato per la prima volta nel 1585 da Vincenzo Borghini e ristampato nel 1588 da Giovan Battista Ubaldini per nobilitare la famiglia, che basava le sue pretese feudali su presunte concessioni di Federico Barbarossa e Federico II.
Studi successivi hanno dimostrato che l’episodio è apocrifo: il 22 luglio 1184 l’imperatore non era in Italia (vi arrivò a settembre, restando nella marca veronese), mentre a Firenze giunse solo il 31 luglio 1185. Probabilmente l’iscrizione fu realizzata dopo il 1332, prendendo spunto da un errore cronologico di Giovanni Villani, e confezionata da un autore trecentesco per rafforzare le pretese degli Ubaldini nel Mugello contro Firenze. Per secoli il componimento fu considerato autentico e persino uno dei primi esempi di poesia volgare.