SENTIERI NARRANTI – PERCORSO VIOLA
SULLE TRACCE DI
CHI HA "SCRITTO"
LA STORIA LOCALE
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SENTIERI NARRANTI – PERCORSO VIOLA
SULLE TRACCE DI
CHI HA "SCRITTO"
LA STORIA LOCALE
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TAPPA 3 DI 6
Donna Ghisla
Moglie di Azzo di Pagano, nobile dei Suavizi, rimasta vedova, donò al monastero di San Pier maggiore questi territori: le corti di Polcanto, Pila, Capo Carza e Pietra Mensola, che entrarono così nelle proprietà del Vescovo di Firenze. È in un documento del 1066 che attesta la donazione che viene citato per la 1^ volta Polcanto.
Le prime notizie certe di Polcanto le troviamo nei documenti delle Autorità ecclesiastiche che assieme alle famiglie locali e feudatarie esercitavano uno stretto controllo del territorio e delle sue risorse.
Una prima menzione la troviamo infatti in un documento del 1066 nel quale si riporta che i territori di Polcanto, della Pila, di Capo Carza e di Pietra Mensola, parte di una vasta curtis appartenente alla stirpe dei Suavizi , furono donati da donna Ghisla del fu Rodolfo Firidolfi, vedova di Azzone di Pagano dei Suavizi al monastero di San Pier Maggiore di Firenze entrando così nella Mensa (proprietà) del Vescovo fiorentino.
Con la morte di Rolando, l’unico figlio maschio, la nobildonna prese il velo in quel monastero assieme alle quattro figlie Gisla, Guazza (che furono anche badesse), Adalasia e Linia. Com’era d’uso per le donne di nobile stirpe, Ghisla non si rinchiuse nel monastero, ma si ritirò nel castello di Spugnole, presso San Piero a Sieve. Per una donna vedova e rimasta senza eredi era questo l’unico modo per assicurare alle figlie un’esistenza più che dignitosa.
La stirpe dei Suavizi, di probabile origine longobarda, era una famiglia dell’ aristocrazia fiorentina, facente parte della cerchia vescovile, con grandi possedimenti in Mugello (oggi identificabili nei Comuni di Vaglia, San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo) ma anche con residenze a Firenze. Suavizio di Pagano, cognato di Ghisla, possedeva una residenza in città vicino alla chiesa di S. Michele in Bertelde presso l’attuale piazza degli Antinori. Le tracce dei Suavizi in Firenze si perdono dopo il 1120 ma un ramo, quello derivato da Guicciardino, nipote di Suavizio Pagano, lo troviamo come signoria sul castello mugellano di Ascianello (Scarperia). Da Guicciardino pare probabile l’origine dei Guicciardini, importante famiglia fiorentina tuttora esistente.