SENTIERI NARRANTI – PERCORSO VERDE
LUOGHI DI GUERRA,
VIE DI RESISTENZA [vol. 2]
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SENTIERI NARRANTI – PERCORSO VERDE
LUOGHI DI GUERRA,
VIE DI RESISTENZA [vol. 2]
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TAPPA 2 DI 6
Tra Montegiovi e Montesenario
Monte Giovi è stato un punto di riferimento fondamentale per la Resistenza toscana, Monte Senario per quella locale. Questi boschi, rappresentavano un collegamento strategico e fondamentale tra i due. Cannone conosceva sicuramente questi sentieri a memoria, in quanto staffetta dei partigiani. Vasco Palazzeschi, nel suo libro “Mara”, racconta il valore strategico di questi boschi e parla della calda accoglienza riservatagli dalle famiglie di Polcanto: punto di rifocillamento e luogo sicuro.
Dal libro Mara. Dall'antifascismo alla resistenza con la 22^ brigata "Lanciotto" di Vasco Palazzeschi
[...]Per un po' di tempo la mia attività fu quella di staffetta, Scendevo a Firenze a piedi, via Pontassieve finché non cambiai itinerario per prendere la via di Polcanto. Questo cambiamento mi fece conoscere due care compagne di Polcanto: la Maria e la Magenta. La casa della Maria, che si trovava all'inizio della strada per le Salaiole, divenne anzi il mio punto d'appoggio: tanto all'andata che al ritorno, Iì mi cambiavo d'abito e ricevevo informazioni circa i movimenti dei fascisti nella zona.
In questa casa erano tutti con la Resistenza: la mamma Rosa, i fratelli che vennero a combattere nella Brigata e le sorelle della Maria; ma devo aggiungere che Polcanto era fatta di queste famiglie, come quella di Timo: "La madre", come la chiamava lui riferendosi al romanzo di Gorki, le sorelle, il fratello Bubo, e così tante altre.
Questa attività di staffetta era assai pericolosa, specialmente nelle fasi di rientro a Firenze; non si sapeva mai quale situa zione si poteva trovare, cosa potesse capitare. Bisognava stare con gli occhi molto aperti; non c'era da combattere armi in pugno e anzi bisognava evitare lo scontro, ma se mi avessero "beccato" era la fine, Ci voleva anche un po' di fortuna, ma questa andava aiutata nel senso di non abbandonarsi troppo a essa e soprattutto di non trascurare nessuna precauzione.
[...] Quando, dopo la liberazione di Firenze, alla stagione della raccolta dei marroni andai con Timo in Candigliana a farne una provvista, ebbi una sorpresa incredibile: tutta la gente di Polcanto mi conosceva. Sentii alcuni che dicevano: "Guarda, quello è il partigianoche passava sempre di qui". Ciò vuol dire che quando attraversavo quel bosco, benché non incontrassi nessuno ero in realtà visto da tutti e in certo modo protetto.