All’inizio del trecento Firenze era una delle più fiorenti città d’Europa, ma c’erano continue lotte politiche sociali.
Il popolo minuto riuscì a conquistare un piccolo spazio politico, mentre il popolo grasso governava insieme alle famiglie nobili secondo uno schema oligarchico. Nel 1345 Ciuto Brandini guidò uno sciopero di cardatori e tessitori dell’industria dei panni lana, che si trasformò in una sommossa popolare.
Trent’anni dopo nel 1378 i lavoratori dell’industria organizzarono una nuova protesta a causa del basso salario, presero il nome di "ciompi". Riuscirono a entrare nel governo cittadino ma il popolo grasso, appoggiato dalle arti minori, riuscì a sconfiggerli.
Così un’oligarchia di famiglie guidò la città secondo una nuova politica espansionistica che portò fino alla conquista di Pisa.
Firenze stava diventando uno stato regionale e una delle famiglie più influenti erano i De' Medici che crearono una delle banche più potenti d’Europa.
Cosimo De’ Medici (1389-1464), detto “il Vecchio”, guidò la situazione politica trasformando Firenze in signoria, inaugurò anche una politica dell’equilibrio.
Nel 1454 Firenze sigillò la pace di Lodi, per porre fine alle guerre tra gli stati italiani. Si ottenne una pace che durò quarant’anni dal 1454 al 1494. Durante questo periodo gli stati italiani conobbero una fioritura artistica culturale detta “rinascimento”.
La pace di Lodi finì nel 1494, in quanto era un compromesso in cui nessuno Stato prevaleva e causò un grande malcontento.
Lorenzo il Magnifico, nipote di Cosimo De’ Medici, venne considerato ago della bilancia nella situazione politica italiana. Diventò signore di Firenze e fu appellato con la locuzione "il Magnifico" in quanto fu capace di portare la letteratura e la poesia a Firenze (lui per primo fu un grande poeta). Così Firenze divenne luogo di ritrovo tra poeti, artisti e filosofi.
Lorenzo il Magnifico morì nel 1498 con la sua morte tornarono le guerre tra gli stati italiani.