La frase è un insieme unitario e ordinato di parole, dotato di senso compiuto e organizzato intorno a un solo o più predicati.
In una frase semplice (o proposizione), le parole si organizzano attorno ad un solo predicato. In una frase complessa (o periodo), le parole si organizzano attorno a più predicati.
Per distinguere il numero di preposizioni, dobbiamo utilizzare la regola "un verbo a frase". Nel caso in cui ci si presenti un verbo servile, fraseologico o aspettuale, bisogna considerare che costituisce un'unica entità con il verbo che accompagna.
Secondo la grammatica valenziale, la frase minima è considerata come la struttura essenziale della frase semplice. Essa è costituita dagli elementi indispensabili a formare una frase di senso compiuto. Immancabile è il predicato.
La frase minima a zero argomenti è una frase minima composta da verbi impersonali.
La frase minima a un argomento è una frase minima composta da verbi intransitivi o transitivi in senso assoluto e un soggetto .
La frase minima a due argomenti è una frase minima con le seguenti possibili strutture:
verbi transitivi, il cui significato deve essere completato da un altro argomento che indichi l'oggetto su cui passa l'azione e un soggetto;
verbi intransitivi, soggetto e complemento indiretto;
verbo essere usto come copula e predicato nominale.
La frase minima a tre argomenti è una frase minima composta da predicato, soggetto, complemento oggetto e complemento di termine.
La frase minima si può espandere, arricchendosi di altri elementi non essenziali a conferirle un senso compiuto, ma che forniscono ulteriori informazioni relative al soggetto, al predicato o alla frase intera.
I principali tipi di espansione sono:
attributi: costituito da un aggettivo che si unisce a un nome per indicarne una qualità o per determinarlo meglio;
apposizioni: costituiti da un nome che precisa e determina il significato o del soggetto o del complemento a cui si riferisce;
complementi: completano, espandono il significato di un elemento della frase
In alcuni casi è possibile costruire una frase facendo a meno del verbo. In questo caso l'elemento centrale è un nome, parliamo dunque di frase nominale.
In una frase nominale, il predicato è sottinteso.
Nella lingua italiana, il soggetto, non è sempre esplicitato, in questi casi si parla di soggetto sottinteso.
Il soggetto è l'elemento della frase di cui il predicato dice qualcosa, può indicare:
chi o che cosa compie l'azione;
chi o che cosa subisce l'azione;
chi o che cosa si trova in un certo stato;
chi o che cosa possiede la qualità espressa dal verbo.
Il soggetto è legato al predicato da vincoli grammaticali di concordanza. Può essere un nome o qualunque parte del discorso, anche un'intera preposizione, che prende il nome di proposizione soggettiva.
Il soggetto può essere accompagnato da altre parole (attributi, apposizioni e complementi) che ne specificano qualità e determinano o espandono il significato.
Per schematizzare:
soggetto + attributo /complemento/apposizione = gruppo del soggetto
Il soggetto è solitamente collocato prima del predicato. A volte, per ragioni espressive o per dare maggior risalto al soggetto, viene collocato dopo o alla fine della frase.
Il soggetto può essere preceduto da un articolo determinativo, indeterminativo o partitivo. In quest'ultimo caso il soggetto viene preceduto da una preposizione
Il predicato è l'elemento essenziale della frase, ha la funzione di "predicare" qualcosa sul soggetto.
A livello grammaticale, soggetto e predicato devono concordare sempre. Bisogna porre particolare attenzione per i nomi collettivi:
i nomi collettivi vanno considerati come singolari, di conseguenza anche i predicati devono essere utilizzati al singolare.
Il predicato, indica:
un'azione compiuta dal soggetto
un'azione subita dal soggetto
una situazione in cui si trova il soggetto
una qualità o un modo di essere del soggetto
Spesso il verbo da solo non è sufficiente a fornire tutte le informazioni relative al soggetto e deve essere completato da alcuni "argomenti". In questo caso il predicato è formato da un insieme di parole che prende il nome di gruppo del predicato.
Il predicato verbale è formato da un verbo di senso compiuto che "predica" un'informazione intorno al soggetto.
Il predicato nominale è costituito dal verbo essere più una parte nominale. Il verbo essere viene chiamato copula ("legame") poiché collega il soggetto e la parte nominale.
La parte nominale viene chiamata nome del predicato.
ATTENZIONE!
Occorre fare attenzione al verbo essere, che può avere la funzione :
di copula, quando collega soggetto e parte nominale;
di predicato verbale, quando ha significato di "esistere", "vivere", "stare", "trovarsi" ed "esserci";
di verbo ausiliare, quando serve per formare i tempi composti di un altro verbo.
Complemento di specificazione
precisa il significato della Parola che la precede, specificando un aspetto particolare
Di chi ? Di che cosa ?
Preposizione DI
Complemento partitivo
indica l’insieme di cui fa parte l’elemento di cui si parla
Tra chi? Tra che cosa?
Complemento di termine
indica l’essere animato o inanimato da cui è compiuta l’azione espressa da un verbo di forma passiva
A chi? a che cosa?
Complemento di causa
indica il motivo la causa per cui si fa O avviene qualcosa
Per quale motivo? Per quale causa? A causa di chi? A causa di che cosa?
Complemento di fine o scopo
indica lo scopo il progetto l’intenzione il desiderio al quale è finalizzata l’azione espressa dal verbo
Per quale fine? Per quale scopo?
Complemento di mezzo o strumento
indica il mezzo utilizzato per compiere l’azione espressa dal verbo
Per mezzo di chi? Per mezzo di che cosa?
Complemento di modo o maniera
indica il modo la maniera in cui si svolge l’azione espressa dal verbo
Come? In che modo? In che maniera?
Complementi d’agente e di causa efficiente
indicano rispettivamente l’essere animato (agente) e l’essere inanimato (causa efficiente) da cui è compiuta un’azione espressa da un verbo passivo
Da chi? Da che cosa?
Complemento di compagnia e di unione
indicano rispettivamente l’essere animato con il quale ci si trova o si svolge un’azione, o la cosa a cui un’altra è unita, collegata o mescolata.
Con chi? Con che cosa? In compagnia di chi? Unitamente a che cosa?