San Salvatore
Riccardo Rocca geologo (email) - Gennaio 2021
Riccardo Rocca geologo (email) - Gennaio 2021
In questo pagina presento il modello 3D con la ricostruzione di una chiesa scomparsa di Piacenza: San Salvatore.
Venni a conoscenza della storia di questa chiesa partecipando a una visita guidata dell'agenzia Kronos della Cattedrale di Piacenza, e così mi venne la curiosità di ricostruirne l'ubicazione con l'aiuto di mappe e foto d'epoca.
La chiesa fu fondata intorno all’anno 802 e dedicata a Gesù, il Santissimo Salvatore. Era ubicata all’ingresso orientale della città, tra via San Salvatore (attuale via Scalabrini) e via Cavallotti / via San Lazzaro (attuale via Roma). Quella era una posizione speciale, in quanto punto d'arrivo della via Emilia e diramazione del tratto cittadino della via Francigena (via Scalabrini) e del decumano romano (via Roma), e per questo fu dotata di un ospizio-ospedale per i viaggiatori e pellegrini.
Fu rifatta intorno al mille ad un’unica navata e ampliata nel 1493 con la costruzione delle due navate laterali. Aveva anche un campanile e un piccolo oratorio. Era sorta inizialmente come parrocchia, ma fu concessa ai monaci benedettini tra il 1072 ed il 1496. Abbandonata e depredata, fu chiusa e adibita a magazzino militare nel 1868, e la parrocchia fu trasferita in S. Anna.
Il campanile fu demolito nel 1880 e l'oratorio all'inizio del '900. La chiesa era inserita tra i monumenti nazionali, ma venne abbattuta con un colpo di mano nel 1923, per fare spazio al progetto di ampliamento di piazzale Roma. Allora, forse, ci si rese conto che l’interno era quasi completamente coperto da affreschi tre-quattrocenteschi.
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Per ubicare la chiesa in pianta mi sono basato su varie planimetrie trovate nel sito "Movio" dei Beni Culturali:
Per georeferenziare le planimetrie ho utilizzato il software QGIS3. Particolarmente utile è stata una planimetria del 1920, dove appare il nuovo edificio di case popolari che esiste ancor oggi affacciato su piazzale Roma. Grazie a questo edificio mi è stato possibile ubicare la planimetria del 1920 e poi, in base a questa, anche le altre più antiche.
Da questa ricostruzione risulta evidente come la posizione della chiesa fosse molto avanzata verso Piazzale Roma, estendendosi fino alla rotonda. L’oratorio invece era ubicato all’ingresso dell’attuale via Roma.
Il lavoro con le planimetrie mi ha permesso di notare che la casa popolare e la chiesa condividevano uno stesso muro: la facciata dell'una equivaleva alla parete posteriore dell'altra. In effetti, osservando la facciata attuale della casa popolare si può notare un elemento arcuato di mattoni, che potrebbe essere un resto della chiesa. Inoltre alcuni amici mi hanno ricordato che anni fa sulla facciata scrostata si poteva riconoscere una forma a capanna che suggeriva il resto di un tetto. Sembra quindi che la casa popolare fosse stata costruita quando la chiesa ancora esisteva e che la sua facciata venne innalzata inglobando elementi della parete posteriore della chiesa.
Queste osservazioni mi hanno fatto sorgere la curiosità di provare a ricostruire la struttura della chiesa in tre dimensioni. Per questo ho recuperato varie foto d'epoca che mi hanno permesso di stimare le geometrie e le dimensioni dei principali elementi sia all'esterno che all'interno:
La foto che mostra la parte posteriore della chiesa semidistrutta, permette di distinguere i vari elementi antichi e moderni che erano stati combinati nel costruire la facciata della casa popolare.
Analizzando le foto ho individuato su ciascuna i principali elementi strutturali riferibili alla chiesa (pilastri, tetti, archi). Infine li ho combinati assieme, ottenendo una rappresentazione stilizzata della struttura generale della chiesa.
Ho completato il modello rappresentando anche gli archi e le volte all'interno della chiesa, allo scopo di individuare la funzione dell'elemento arcuato di mattoni visibile sulla facciata della casa popolare. Facendo riferimento ai due archi visibili a due altezze distinte nella rappresentazione stilizzata della chiesa, ho ricostruito la volta della navata principale a una quota più alta e la volta del coro a una quota più bassa. Combinando il modello delle volte con la vista della facciata della casa popolare sembra evidente che l'elemento arcuato rappresenti un segmento dell'arco di ingresso al coro.
Il modello 3D l'ho realizzato con il software BLENDER e poi l'ho pubblicato sul portale SKETCHFAB.
Il modello si vede al meglio su uno schermo grande (PC o tablet). Per aprirlo, fai click sulla seguente figura.
Se usi un PC: fai click sul bottone sinistro del mouse per ruotare il modello, sul bottone destro per spostarlo lateralmente, fai girare la ruotina del mouse per cambiare l'ingrandimento
Se usi un tablet: ruota il modello con un dito, spostalo con due dita e cambia l'ingrandimento facendo il gesto di "pizzicare" lo schermo con due dita.
Premi i bottoni azzurri in alto a destra per accendere/spegnere i vari elementi del modello.
In particolare il bottone "Vista del resto di Arco" riposiziona la vista in modo da poter osservare la relazione tra le volte della chiesa e l'elemento arcuato di mattoni.
Quando nel testo faccio riferimento a queste fonti, indico il numero corrispondente tra parentesi quadre (per esempio [1] ).
Cavalloni M., Di Stefano M., Poli V., “Piacenza nei ricordi fotografici di Giulio Milani”, 2004, Tipolito Farnese
Libé E. e Fiorentini F., "Porta Galera. Vita del quartiere piacentino di S. Anna nei ricordi di Milietto e dei suoi amici", 2002, Banca di Piacenza
“Movio”, sito dei Beni Culturali (link)
Pantaleoni G. e Romagnoli G., “Piacenza popolaresca delle vecchie borgate” in due volumi, 1981, Editrice Humanitas
Poli V., "La città di Piacenza e l'architettura religiosa scomparsa", 2015, Edizioni L.I.R.
Siboni A., "Le antiche chiese monasteri e ospedali della città di Piacenza (aperte, chiuse, scomparse), 1986, Banca di Piacenza
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