Schema per utilizzare sul proprio smartphone l'App con il tracciato per una biciclettata lungo l'antica via Stradazza che dai tempi della colonia romana univa Rivergaro con Piacenza.
Con il proprio smartphone, ci si può orientare sulla mappa, riconoscendo la propria posizione indicata da un pallino blu.
Funziona preferibilmente con i browser Chrome (Android) e Safari (iPhone).
Schema con le funzioni della mappa sul proprio smartphone
Biciclettata lungo l’antica via Stradazza
(articolo pubblicato sulla rivista "L'Urtiga" N. 35 del 2024)
Si propone un percorso in bicicletta per riscoprire il tracciato dell’antica via Stradazza, che dal tempo della colonizzazione romana univa Rivergaro con Piacenza con un percorso praticamente rettilineo.
La storia della Stradazza è un argomento noto e trattato in vari articoli accademici, ma per me si è trattato di una scoperta a cui sono giunto con una specie di caccia al tesoro. Tutto cominciò quando Michela, del blog Facebook “Il mio viaggio a Piacenza e nelle valli”, mi chiese di tentare di ubicare una mappa pubblicata nel volume di Carmen Artocchini sui castelli del Piacentino, e che mostra un presunto castello di Settima. La mappa è indicata risalire al ‘600 e ne ho recuperata una riproduzione di buona qualità (figura 1) dall’Archivio di Stato di Piacenza in Palazzo Farnese, ma non sono riuscito a farla coincidere con il castello di Settima e i suoi dintorni. Per di più il castello di Settima aveva la forma di una corte quadrata con quattro torri agli angoli (di cui se ne conservano ancora due) e quindi poco simile all’edificio disegnato su questa mappa. Per questo ho cominciato ad analizzare altri dettagli e sono giunto a una conclusione differente.
Innanzitutto la rosa dei venti disegnata sulla mappa ha la freccia orientata verso il basso e questo, assieme all’orientazione delle lettere “S” (Settentrione), “L” (Levante), “P” (Ponente) e “O” (Ostro = Austro = Meridione), porta a concludere che la mappa è disegnata con il Nord verso il basso. Inoltre si riconosce che il lato sinistro (est) è rivolto verso Settima, dato che questo è il nome indicato per le proprietà dei campi su quel lato. Poi il supposto castello di Settima è disegnato a lato di una strada indicata come “Strada da Settima a Ciavernasco”, quindi si trova in realtà a ovest di Settima, in direzione di Ciavernasco, ed è ragionevole che corrisponda con un altro castello che si trova invece in località “I Pilastri”.
Proseguendo con l’analisi, sul lato destro della mappa (ancora più a ovest) è disegnata una strada orientata nord-sud e indicata come “Stradazza o Strada Vecchia del Rivergaro”. Al suo posto attualmente c’è solo il confine tra due campi agricoli, ma la mappa suggerisce che in epoche passate ci dovesse essere una strada percorribile a partire da Rivergaro.
Figura 1: Mappa del ‘600 raffigurante un’area nei pressi di Settima e orientata con il nord in basso; l’edificio raffigurato è probabilmente il castello de “I Pilastri”; sulla destra si riconosce la Stradazza (Strada Vecchia del Rivergaro) orientata nord-sud (Archivio di Stato di Piacenza, “Mappe, stampe e disegni”, n. 6205)
Un’altra mappa che mostra il tracciato completo della Stradazza è quella che il cartografo Alessandro Bolzoni disegnò nel 1602 (figura 2) per rappresentare i vari canali artificiali che catturavano l’acqua dal Trebbia per irrigare la campagna e alimentare i canali della città di Piacenza. Su questa mappa si riconosce una strada rettilinea, chiamata “Strada del Rivergaro Vecchia”, che parte da Pieve Dugliara in direzione di Ottavello e Pittolo, e raggiunge l’esterno della cinta delle mura Farnesiane di Piacenza.
A partire da questi indizi della cartografia antica, ho ricostruito il percorso della Stradazza sulle mappe da satellite attuali. Gran parte del percorso è ancora attivo con stradine carrozzabili. In alcuni tratti le stradine deviano ad angolo retto e il tracciato della Stradazza è allora riconoscibile come confine tra i campi agricoli, spesso marcato da un canale di irrigazione. Questo accade nella zona tra Settima e Ciavernasco, e poi in prossimità di Pittolo. Verso Rivergaro il percorso si estende fino al piazzale della chiesa parrocchiale di Sant’Agata. Entrando in Piacenza invece, il percorso coincide con via Lanza e dopo si perde nella trama delle vie moderne per poi riallacciarsi con via Beverora e finalmente, evidenziata dai confini dei caseggiati, arrivare fino a Piazza Borgo, sede di un’antica porta che permetteva di accedere all’interno della colonia romana.
La Stradazza è una testimonianza dell’opera degli antichi coloni romani che, dopo la fondazione di Piacenza, cominciarono a ordinare il territorio circostante, tracciando strade rettilinee che partendo a raggiera dalle porte della città, la collegavano con i principali insediamenti delle campagne.
In questo contesto agricolo, la via Stradazza era affiancata da un canale colatore, che aveva la funzione di drenare le acque in eccesso dai campi. Tale canale è ancora riportato sulla cartografia attuale come Rio Stradazza ed ha origine nei pressi di Pieve Dugliara per terminare infine nel Canale della Fame. Però ai tempi della colonia romana è ragionevole che proseguisse fino alle porte della città e, dato il suo allineamento, confluisse forse nel Canale Beverora.
La via Stradazza permetteva così un collegamento tra Rivergaro e Piacenza alternativo a quello rappresentato attualmente dalla Strada Statale 45. La sua collocazione permette di conferire maggior valore ad alcune località raggiunte da questa strada e che altrimenti sembrerebbero marginali. Ad esempio Ottavello, sede di un Presidio Romano posto a otto miglia romane da Piacenza, Ciavernasco, dove nel 1877 fu ritrovato il Fegato Etrusco, e Pittolo, sede di un importante mercato medievale, giusto al termine del cammino che da Genova, attraverso la val Trebbia, conduceva i mercanti fino alle porte di Piacenza.
Per tutti questi significati, viene qui proposto un percorso in bicicletta da Piacenza a Rivergaro (figura 3), che permette di riscoprire questa antica strada, per di più pedalando tranquillamente su stradine secondarie poco frequentate.
Si parte da Piazza Borgo (porta dell’antica colonia romana) e tramite via del Castello ci si immette su via Beverora che rappresenta il tratto più cittadino della Stradazza. Arrivati all’Ospedale Militare si è obbligati a lasciare il tracciato antico, ma tramite via Genova e via Veneto lo si recupera di nuovo quando ci si immette in via Lanza. In fondo a questa via si supera il ponticello per attraversare il Canale della Fame e si percorre la pista ciclabile che finalmente permette di raggiungere Pittolo (antica sede di un importante mercato medievale). Superato l’abitato occorre fare alcune deviazioni ad angolo retto, ma poco oltre si riprende di nuovo l’antico tracciato.
Dopo circa tre chilometri occorre di nuovo seguire alcune deviazioni ad angolo retto, raggiungendo Ciavernasco (dove venne ritrovato il Fegato Etrusco), passando di fronte alla cascina “I Pilastri” (riportata nella mappa che ha dato origine a questa ricerca) e poi dirigendosi verso Baselica e Larzano. Da qui si devia verso Ottavello (sede di un antico Presidio Romano) e a questo punto si riprende di nuovo l’antico tracciato, percorrendo un lungo rettilineo che sembra disegnato con il righello, fino a Pieve Dugliara. Nell’ultimo tratto di questo percorso ci si immette sulla Strada Provinciale Agazzana, e quindi occorre prestare attenzione perché si torna a incrociare il traffico automobilistico. Dopo Pieve Dugliara si è ormai nei pressi di Rivergaro. Si attraversa la Strada Statale 45 utilizzando il sottopassaggio ciclabile e, già in paese, si raggiunge finalmente il piazzale della Chiesa parrocchiale di Sant’Agata.
Con ciò concludo la descrizione della biciclettata lungo la Stradazza. Spero che questo ispiri qualche lettore a percorrerla con la consapevolezza di seguire un cammino antico che risale alle origini di Piacenza.
Bibliografia:
Franceschelli 2006, “Centuriazione e viabilità”, in “La linea e la rete. Formazione storica del sistema stradale in Emilia Romagna”
Rizzi 2016, “Dai canali di bonifica ai rivi urbani di Piacenza”, in “Dai canali di bonifica ai rivi di Piacenza” (Italia Nostra)
Rocca 2024, "Biciclettata lungo l'antica Via Stradazza", in "L'Urtiga" n. 35
Tozzi 1990, “Gli antichi caratteri topografici di Piacenza”, in “Storia di Piacenza dalle origini all’anno mille”