Come ogni docente, l'Insegnante di Religione (IdR) è oggi, più che mai, una figura centrale nella scuola. Egli, in quanto referente per gli studenti e i genitori, è in grado di realizzare un rapporto interpersonale a tutto vantaggio del suo ruolo di educatore.
In ambito scolastico l'educazione religiosa è affidata all'insegnante di religione, mentre in altre sedi si ricorre a figure più consone ai fini dell'iniziazione cristiana quali il catechista, l'animatore giovanile, il pastoralista.
La distinzione del ruolo docente rispetto agli altri ruoli di educazione e formazione religiosa nasce dalla richiesta delle società laiche e pluralistiche di garantire una conoscenza critica del dato religioso-cristiano che sia rispettosa delle finalità della scuola pubblica. Pertanto la scuola, in quanto istituzione della società civile, presenta la religione come oggetto di analisi e conoscenza culturale con metodi e strumenti analoghi a quelli delle altre discipline, senza per questo dover ignorare o alterare le peculiari esigenze epistemologiche della materia, così come sono state evidenziate fino ad oggi dalle scienze sia teologiche che non teologiche.
L'insegnante di religione unisce in sè alcune competenze peculiari:
Per la complessità dell'agire disciplinare, il profilo professionale dell'insegnante di religione comporta diverse sfaccettature che enumeriamo:
a) Formazione iniziale e in servizio dell’IdR.
Il compito della preparazione iniziale dei docenti di Religione, attualmente, è assegnato alle Facoltà Teologiche Pontificie e agli Istituti Superiori di Scienze Religiose che contemplano un ampio ventaglio di discipline, non solo teologiche, ma anche giuridiche e pedagogico-didattiche.
Tali corsi di studi Superiori, peraltro previsti e riconosciuti anche dalla legislazione statale, offrono una preparazione completa ai futuri docenti, anche se non sufficiente per un buon inserimento nella scuola, per il quale inserimento è richiesta anche una buona predisposizione caratteriale e spirituale, nonché una forte motivazione ideale.
L’Ufficio Scuola della Curia dovrà individuare precise iniziative per consolidare, alimentare e aggiornare quelle competenze iniziali dei docenti di Religione.
Così pure si attiverà per tenere gli Insegnanti sempre puntualmente aggiornati su tutte le innovazioni legislative, pedagogiche e didattiche, relative all’IRC e al mondo della Scuola.
I Parroci, dal canto loro, i Vicari Parrocchiali e gli Amministratori Parrocchiali, così pure tutti i Presbiteri e i Religiosi in cura d’anime, sapranno trovare nei docenti di Religione dei validi collaboratori per le loro attività pastorali, valorizzando proprio le specifiche competenze degli IdR, in vista soprattutto della formazione dei Catechisti e della Catechesi degli Adulti, oltre che per quella dell’iniziazione cristiana.
b) Collocazione dell’IdR nel contesto scolastico.
Dagli Accordi di revisione del Concordato ad oggi la condizione degli IdR è progressivamente mutata, è migliorata e vi sono buoni presupposti perché possa migliorare ancora, soprattutto con la definizione della questione relativa allo “stato giuridico”, ma non mancano, a volte, motivi di fondata preoccupazione circa l’effettiva applicazione della normativa civile, ormai sempre meno penalizzante nei confronti dei docenti di Religione.
Tuttavia, mentre siamo chiamati a seguire con senso critico ogni novità, invito tutti gli Insegnanti di Religione ad impegnarsi con generosità all’interno delle Istituzioni Scolastiche, dando il loro qualificato contributo, senza disperdere preziose energie, ma canalizzandole in quei progetti in cui il loro apporto può essere più significativo, come ricordavo nella lettera inviata a tutti loro il 15 agosto 2002, quale incoraggiamento ad intraprendere con serenità e gioia le fatiche di un nuovo anno scolastico.
Ogni IdR deve sentirsi nella Scuola, sia Statale che Paritaria, come educatore a pieno titolo e non come ospite, esperto in umanità, cordiale, disponibile, ma anche fermo e deciso quando le circostanze lo richiedano: egli è “l’uomo della sintesi”