Le testimonianze della preistoria
LOCULI
LOCULI
I primi insediamenti umani in prossimità del paese sono testimoniati dai resti archeologici.
Il territorio di Loculi è ad esempio ricco di domus de janas. Le domus de janas sono tombe preistoriche scavate nella roccia tipiche della Sardegna prenuragica. In italiano il termine è stato tradotto in "casa delle fate", questo sta a testimoniare il fatto che in antichità i popoli che abitavano la Sardegna pensassero che, per la loro somiglianza a piccole case, fossero abitate da fate.
A Loculi sono presenti diverse tipologie di Domus de Janas. Troviamo domos a schema monocellulare, cioè a una camera, come le domos di Pira e Tusu, Locurrentis e Ens Longa ma anche tipologie a schema pluricellulare, cioè a più camere, come le domos di Turrighe e Punteri.
Interessanti, anche se inesatte, sono le descrizioni delle domus de janas di Locurreris, fatte da Antonio Taramelli, un archeologo che ebbe modo di studiare il territorio:
"La domus de gianas di Locurreris, bella grotticella artificiale scavata nel fianco della collina a nord del villaggio.
È una cameretta regolare, capace di tre o quattro uomini, con porticella regolare"
È stata descritta da Taramelli anche la domus detta «Punteri»:
"Pedras Arbas, a nord del villaggio; cameretta scavata nel masso, con pareti regolari."
Sempre Taramelli segnala:
"La domos de gianas di Ena Longa, presso Monte Cottinas; ad una sola cella, con porta bel lavorata e del diametro di 2 metri".
Tipologie di Domus de Janas -Sito Comune di Loculi
Antonio Taramelli (Udine, 14 novembre 1868 – Roma, 7 maggio 1939) - Wikipedia
Alle domus de janas si affiancano le tumbas de gigantes. La tomba dei giganti è un tipo di sepolcro nuragico caratterizzato da una struttura monumentale a forma di dolmen o corridoio lungo. Il nome popolare "tombas de gigantes" deriva dalla credenza che queste tombe fossero destinate ad accogliere individui di notevoli dimensioni. In realtà, si tratta di sepolture collettive. Esistono due tipologie di tomba dei giganti: quella dolmenica, caratterizzata dalla presenza in facciata di una grande stele simbolica, e quella a filari, realizzata con massi disposti sia nel corpo che nella fronte.
La tomba di giganti denominata S'iscusorju, (tesoro nascosto), si trova a circa 2 km a nord-ovest di Loculi, al centro di una pianura attraversata da un affluente del Cedrino, il Lopè. È attualmente ricoperta da un fitto macchione di lentischio e solo a tratti si possono vedere le strutture del monumento. Il corridoio è delimitato da lastroni di granito posti di coltello ed è coperto da altrettanti lastroni a piattabanda. L'esedra, rivolta verso est, è completamente nascosta dalla vegetazione.
La tomba di giganti di Ena Tunda si trova a 15 km dal centro abitato di San Marco, in località Forghe, ed è posta al centro di una vallata delimitata dal Monte Albo e dai monti Sèdda Cottìnas e Sa Nuche. Il monumento, ripetutamente depredato nel corso degli anni, ripete lo schema del tipo tombale: corpo allungato ed absidato nella parte posteriore, corridoio rettangolare a sezione ogivale e fronte semicircolare. La grande stele, alla base della quale si apriva il portello d'accesso alla tomba, segnava monumentalmente la facciata.
La tomba di giganti di Su Gollèi Lupu si trova tra Punta Su Nodale, Loculi, il Monte Gherghè e il Rio Sòlogo ed è orientata a est-sud-est. Anche questa tomba appartiene al tipo con stele centinata e con disegno di pianta a sviluppo retto curvilineo. Il monumento parrebbe addossarsi ad un più antica struttura a dolmen. Nell'area adiacente, insieme ad altro materiale residuo, sono visibili le altre lastre della copertura e, probabilmente, la stele centinata.
Un ultimo paragrafo di questa breve ricerca lo dedichiamo ai nuraghes del territorio di Loculi.
Come sappiamo, il nuraghe è il monumento più caratteristico della Sardegna anche se affiancato da altre testimonianze non meno importanti quali quelle delle domus de janas, delle tombe dei giganti e dai numerosi ella scultura in pietra e in bronzo.
Come spesso accade, anche a Loculi i nuraghi hanno una disposizione che rivela una strategia difensiva. Lo studioso Taramelli ha riportato nel 1933 in un'interessante Carta Archeologica diverse schede relative ai singoli nuraghi presenti nel territorio del comune che riportavano brevi cenni descrittivi, alcune volte imprecisi, ma comunque degni di nota.
I nuraghi segnalati da Taramelli e da altri illustri archeologi sono i seguenti, purtroppo è da rimarcare che alcuni sono stati demoliti nel corso dei decenni per l'allora insufficiente sensibilità di conservazione
nuraghe Cràstu Ruju
nuraghe Caraòcu o Corricanu
nuraghe Calìstru
nuraghe Aìtu 'e Mùru
nuraghe S'Anzone
nuraghe di 'Matt' e sole
nuraghe di Orthennèra
nuraghe di Preda Longa
nuraghe di Survàre.
A destra un'interessantissima mappa dei Nuraghi presenti nel territorio di Loculi disponibile sul sito del Comune
Approfondimento su https://www.comune.loculi.nu.it/index.php/vivere/cultura/17
Bibliografia: Sito del Comune di Loculi - Testo a cura di Francesco A.