La storia di Loculi
LOCULI
LOCULI
Per quanto l'area di Loculi fu diffusamente abitata già in epoca prenuragica, nuragica e romana, il borgo, secondo gli storici, dovrebbe risalire al periodo in cui le coste della Sardegna erano frequentate dalle popolazioni fenicio - puniche. Ad avvalorare questa tesi il ritrovamento nel 1959 di monili in bronzo e monete all'interno di una brocca.
Le notizie certe sul Paese risalgono invece al Medioevo. Da diversi documenti ufficiali vi è certezza che, durante questo periodo, il borgo appartenne al Giudicato di Gallura e alla curatoria di Orosei.
Nel 1296, a seguito della morte di Nino Visconti, l'ultimo Giudice, il territorio passò alla Repubblica di Pisa e, di seguito, nel 1323, sotto il dominio del Regno di Aragona.
Sotto la Corona Aragonese Loculi venne annessa al feudo regio della baronia di Orosei da cui si riscattò nel 1839 in seguito alla definitiva soppressione del sistema feudale.
Loculi, dal 1927 al 1946 costituì assieme a Galtellì, Irgoli e Onifai, un'unica entità comunale detta di Irgoli - Galtellì.
Lo stemma e il gonfalone del comune di Loculi sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 9 gennaio 2004.
Relativamente alla storia più recente è da segnalare l'interessante lavoro a due mani del giornalista Livio Zanetti e del fotografo Carlo Bavagnoli che, nel 1959, hanno catturato per L'Espresso la situazione del borgo in un bellissimo reportage corredato da diversi scatti in bianco e nero.
Riportiamo uno stralcio dell'articolo di Angelo Fontanesi pubblicato da "La Nuova Sardegna" il 18/08/2010 che ben descrive l'opera del fotografo:
"Al fotoreporter quello di immortalarne la cruda realtà, tra drammi e miserie, tra povertà e fame. Ma gli scatti di Bavagnoli andarono oltre, colsero la grande dignità di un popolo, la ricchezza intrinseca di famiglie umilissime che riuscivano e vivere con fierezza pur pranzando e cenando con un solo pezzo di pane carastu e unu canzu’e casu. Fotografò la poesia e la bellezza delle donne che non conoscevano ancora l’acqua corrente in casa, esaltò le passioni dei primi sindacalisti che lottavano per il riscatto dei pascoli".
Bibliografia: Wikipedia - Articolo di Angelo Fontanesi pubblicato da "La Nuova Sardegna" il 18/08/2010