La Storia
IRGOLI
IRGOLI
Il borgo ha origini remote, collocabili nell’età prenuragica, come testimoniano i numerosi siti archeologici e i vari reperti, (monete, matrici di fusione, frammenti e cocci di terracotta e bronzo), conservati in questo periodo presso l’Antiquarium comunale.
La presenza dell'uomo è evidenziata da chiare stratificazioni monumentali; nel territorio di Irgoli si concentrano, ad esempio, il Nuraghe Sant'Antiocu, il pozzo e le strutture nuragiche di Santo Stefano, alcune domus de janas tra cui la nota Conca 'e Mortu, sepolture in tafone, tombe di giganti, nuraghi, villaggi e edifici cultuali nuragici, aree insediative e rinvenimenti d'ambito funerario di età romana e medioevale. Alcune chiese campestri sono sovrapposte a monumenti nuragici, come Sant'Antioco e Santu Miali (XIII secolo), su una tomba di Giganti, di cui è stata usata come altare su una lastra.
Tali evidenze rivelano in maniera inequivocabile la complessità e la capillarità che anticamente hanno caratterizzato i fenomeni di occupazione e di utilizzo di questo territorio.
Al periodo nuragico seguono tracce della dominazione romana e bizantina, tra le quali la chiesa di Costantinopoli, unica in Sardegna, all'interno della quale si trova la statua della Madonna D'Itria.
Nel Medioevo, Irgoli appartenne al giudicato di Gallura e alla curatoria di Galtellì e Orosei.
Nel 1296, con la morte dell'ultimo giudice Nino Visconti, il territorio passò sotto il controllo diretto della Repubblica di Pisa e successivamente, nel 1323, sotto il dominio aragonese.
Le regioni storiche denominate Baronie costituirono, in quel periodo, la parte meridionale del Giudicato di Gallura. Alfonso V d'Aragona, dopo aver sconfitto la resistenza dei Giudicati, il 25 giugno 1431 investe governatore l'orfano Nicolò Carroz, discendente dalla casa d'Arborea di Mandas e Terranova.
Antiquarium, sala del primo piano. Alcune delle vetrine espositive. (Dal sito del Comune di Irgoli)
Strutture nuragiche di Santo Stefano; da Fastionlinedocuments&research n.174/2010
Domus de janas, conca 'e mortu - Irgoli. Credits: A.C.. License: CC BY.
Lo Stemma di Irgoli
Per ottenere dati certi sul borgo è però necessario risalire al 1600, anno in cui il paese contava 300 abitanti, principalmente allevatori che facevano pascolare le greggi nelle colline e contadini in lotta contro il Cedrino per i suoi continui allagamenti.
In quell'epoca, Irgoli era ancora incorporata nella baronia di Orosei, feudo regio, di cui condivise le sorti e la storia fino alla ben più recente soppressione del sistema feudale (1839).
Nel periodo successivo alla prima guerra mondiale e fino alla fine della seconda, dal 1927 al 1946, Irgoli formò assieme a Galtellì, Loculi e Onifai un'unica entità comunale, "Irgoli - Galtellì".
Lo stemma e il gonfalone del comune di Irgoli sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 3 maggio 1956.
Testo a cura di Cesare M.