La storia
GALTELLI'
GALTELLI'
Galtellì deve il suo nome probabilmente al termine “castellum”, da ricondurre alle fortificazioni di XI e XII secolo. La presenza nel territorio di numerose testimonianze preistoriche (domus de janas, nuraghi, tombe di giganti) e storiche (rovine romane, castelli) fa capire che il borgo di Galtellì fu abitato in diverse epoche: prenuragica, nuragica, punica, romana e bizantina. Durante il medioevo fece parte del Giudicato di Gallura e, all'inizio dell’ XI secolo, su una preesistente fortificazione romana situata sul monte Tuttavista, venne costruito un castello fortificato che prende il nome di castello di Pontes e che avrebbe dovuto difendere il confine del Giudicato di Gallura a sud. Tutto il territorio ebbe un importante ruolo, soprattutto in Baronia, in quanto fu diocesi vescovile tra il X e il XII secolo. Alla fine del 1200 con la morte dell’ultimo giudice, il territorio passò sotto il controllo della repubblica di Pisa e in seguito sotto il dominio aragonese. Ci furono numerose incursioni saracene che causarono la decadenza del borgo il quale, insieme ad Orosei, nel 1459 divenne feudo dei baroni Guiso, famiglia nuorese che, stabilendosi in quest’area, le diede il nome di Baronia, tuttora in uso. Nel 1495 la diocesi di Galtellì venne unita a quella di Cagliari. Galtellì ispirò inoltre il premio Nobel alla letteratura (1926), Grazia Deledda, nel romanzo “Canne al vento”.
Rovine del castello di Pontes- SardegnaTurismo.it
Una tipica corte del borgo - Raccolta Comune di Galtellì
La scrittrice premio Nobel Grazia Deledda - Wikipedia
Sitografia: Wikipedia, Borghi autentici d’Italia, Sardegna cultura.