STEM - Milano, 20 Novembre 2025
Segnala la bufala!
Come riconoscere le fake news
di Filippo Giuggioli-Busacca e Sofia Sormani
di Filippo Giuggioli-Busacca e Sofia Sormani
“Mangiare cioccolato fondente ogni giorno fa dimagrire”.
Vero o Falso? Falso, o non del tutto vero.
Questa affermazione è un esempio di come una notizia possa sembrare credibile solo perché invita a crederci o perché ripetuta sui social. Ed è proprio da qui che nasce la necessità di imparare a riconoscere le fake news: informazioni che circolano con facilità, ma che possono ingannare chiunque non abbia gli strumenti per valutarle criticamente.
Durante l’anno scolastico 2024/2025 le classi terze e quarte del Liceo Scientifico Marcelline Tommaseo hanno partecipato a un corso sulla disinformazione scientifica, imparando a riconoscere gli articoli attendibili e a distinguerli dalle pseudoscienze, in collaborazione con un gruppo di ricercatori dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Divisi in gruppi, gli studenti hanno realizzato dei poster per sensibilizzare sul tema e promuovere un’informazione di qualità. Il percorso si è concluso con la creazione di un poster collettivo, esposto durante l’evento di divulgazione scientifica MeetMeTonight.
Il progetto è iniziato con alcune lezioni e attività dedicate alla lettura critica digitale, cioè alla capacità di riconoscere se una notizia è affidabile.
Abbiamo scoperto che leggere sul web non è come leggere un libro o un giornale: serve attenzione ai dettagli, capacità di verifica e spirito critico.
Un testo può sembrare credibile solo perché scritto in modo tecnico o accompagnato da grafici, ma questo non significa che sia vero. C’è da ricordarsi però che non tutto quello che è scritto su un libro equivale alla verità assoluta e sarebbe bene munirsi sempre di attenzione e spirito critico anche se è innegabile che per processi di revisione dovuti alla stampa di libri e di testi scritti sono meno soggetti a fake news (ma non esenti da esse!)
Per farci comprendere quanto sia facile lasciarsi ingannare, i ricercatori ci hanno proposto articoli realmente presenti online e ci hanno chiesto di stabilire quali notizie fossero vere e quali fake news. Molte sembravano attendibili, ma in realtà erano costruite per ingannarci. Altre invece, pur essendo vere, apparivano poco credibili. È stato interessante scoprire quanto le prime impressioni possano trarci in inganno.
Dall’esperimento è emerso che anche chi usa internet tutti i giorni può faticare a riconoscere la disinformazione.
Abbiamo anche imparato che spesso le fake news funzionano perché sfruttano le emozioni, come paura, rabbia o sorpresa, spingendoci a condividere il contenuto senza pensarci troppo.
Durante gli incontri, i ricercatori ci hanno spiegato che solo un terzo degli studenti di tutte le scuole partecipanti ha l’abitudine di verificare le notizie cercando conferme su altre fonti.
Hanno inoltre mostrato come la maggior parte dei ragazzi trascorra oltre cinque ore al giorno sullo smartphone, principalmente su Instagram, TikTok e Telegram, piattaforme dove è facile imbattersi in contenuti non verificati.
Come si riconoscono le fake news?
Successivamente all’esito di queste scoperte ci sono stati forniti alcuni suggerimenti per controllare la veridicità delle informazioni online e siamo stati incaricati di creare un poster nel quale si riassumono i punti principali sottoriportati:
Controlla la fonte: preferisci siti seri, istituzionali o con autori riconosciuti.
Verifica chi scrive: un esperto è più affidabile di un profilo anonimo.
Controlla la data: una notizia vecchia può non essere più valida.
Non fermarti al titolo: molti titoli cercano solo di attirare clic.
Cerca le prove: controlla se l’articolo cita dati o studi verificabili.
Confronta più fonti: se è vero, lo diranno anche altri siti.
Osserva immagini e video: possono essere modificati o decontestualizzati.
Questo lavoro ci ha permesso di trasformare le conoscenze teoriche in un vero strumento pratico, utile per tutti.
Una parte importante del progetto ha riguardato la disinformazione scientifica, cioè la diffusione di notizie false che sembrano basate su ricerche o studi che nella realtà sono inesistenti.
I ricercatori ci hanno spiegato la differenza tra informazione scientifica e pseudoscienza: la prima si basa su prove e metodi verificabili, la seconda imita la scienza ma non segue criteri di serietà e controllo.
Capire questa differenza è fondamentale, soprattutto quando si parla di salute, ambiente o tecnologia, perché una falsa informazione può avere conseguenze reali.
Abbiamo anche parlato di quanto sia importante avere fiducia nella scienza, ma allo stesso tempo saperla valutare criticamente.
Non tutto ciò che si presenta come “scientifico” lo è davvero, e imparare a distinguere tra ricerca seria e teorie infondate è una competenza che tutti dovremmo sviluppare.
Il progetto ci ha fatto riflettere sul fatto che l’informazione è una responsabilità collettiva.
Ogni volta che condividiamo un post, un video o una notizia, contribuiamo alla diffusione di contenuti che possono essere veri o falsi.
Per questo è fondamentale riflettere prima di condividere e imparare a usare internet in modo consapevole.
Abbiamo anche capito che la disinformazione non si combatte solo con le regole, ma con l’abitudine a pensare in modo critico: chiedersi sempre da dove arriva una notizia, chi la diffonde e con quale scopo.Solo così possiamo diventare utenti attivi e responsabili, capaci di navigare nel mare dell’informazione senza farci trascinare dalle onde delle fake news.