Milano, 20 Novembre 2025
Il corpo che parla
Cosa ci dicono dolori e tensioni
di Marta Scibetta
Milano, 20 Novembre 2025
Il corpo che parla
Cosa ci dicono dolori e tensioni
di Marta Scibetta
Ci sono giorni in cui il corpo sembra gridare. Una fitta alla schiena quando ci alziamo troppo in fretta, un nodo alla gola prima di un’interrogazione, un mal di testa che compare solo dopo ore sui libri. Sono segnali che impariamo presto a ignorare o zittire con una pillola, una scrollata di spalle, una distrazione. Eppure, se ci fermassimo ad ascoltarli, scopriremmo qualcosa di sorprendente: il corpo non ci sabota mai. Ci parla.
Non solo "problemi del corpo"
I dolori muscolari, le tensioni e i piccoli disturbi fisici non sono solo “problemi del corpo”: sono traduzioni fisiche di ciò che viviamo dentro. La schiena rigida, le spalle chiuse, la mandibola serrata, il respiro corto: tutto racconta la nostra storia quotidiana. La psiconeuroendocrinoimmunologia (sì, un nome lunghissimo, ma affascinante) studia proprio questo intreccio tra mente e corpo. Secondo gli studi di Robert Ader e Nicholas Cohen, pionieri del campo (anni ’70), stress, emozioni e sistema immunitario comunicano costantemente. Quando siamo sotto pressione, il corpo rilascia cortisolo e adrenalina, che preparano alla “lotta o fuga” ma, se lo stress diventa cronico, questi ormoni ci logorano. Il risultato? Tensioni muscolari, infiammazioni e dolori persistenti.
La postura
Non è solo una questione di emozioni. Anche la postura quotidiana, quindi come come stiamo seduti, come respiriamo e come ci muoviamo è una forma di linguaggio. Il corpo impara abitudini e le abitudini diventano forma. Quando passiamo ore piegati sullo smartphone o davanti al computer, le spalle si incurvano, il petto si chiude, il diaframma si blocca. È la “postura digitale”, un fenomeno sempre più studiato (fonte: Harvard Health Publishing, 2023). Non solo causa dolori cervicali e mal di testa, ma riduce anche la capacità respiratoria e perfino il tono dell’umore. È stato dimostrato (Università di Auckland, 2014) che una postura eretta migliora la percezione di energia, autostima e concentrazione. In poche parole: stare dritti non è solo estetica, è un passo verso una salute migliore.
Se impariamo a leggere il corpo, smette di essere un limite e diventa una bussola. Dietro un dolore non c’è solo stanchezza: c’è un’informazione preziosa su come viviamo, su cosa ignoriamo, su cosa ci pesa davvero. La salute è una relazione, non un’assenza di sintomi e come scrive il medico e filosofo Georges Canguilhem, “essere sani significa poter vivere le proprie deviazioni”. In altre parole, la salute non è perfezione: è dialogo con ciò che cambia.
Forse la prossima volta che sentiremo le spalle dure o lo stomaco contratto, potremmo non chiederci solo “come farlo passare?”, ma “cosa mi sta dicendo?”. Il corpo non mente, e più lo ignoriamo, più alza la voce. Perché in fondo, anche quando tace, il corpo parla sempre. Sta solo aspettando che qualcuno lo ascolti.
Fonti principali:
● Harvard Health Publishing, “Posture and Health”, 2023.
● Michael D. Gershon, The Second Brain, Harper Collins, 1998.
● Università di Auckland, Studio sulla postura e il tono dell’umore, Journal of Behavior
Therapy, 2014.
● Robert Ader & Nicholas Cohen, Psychoneuroimmunology, Academic Press, 1991.
● Georges Canguilhem, Il normale e il patologico, 1943.