Riflessione sul futuro - Milano, 20 Novembre 2025
Educare la Gen Z
Sfide di un sistema che deve evolvere
di Anna Marsano
Riflessione sul futuro - Milano, 20 Novembre 2025
Educare la Gen Z
Sfide di un sistema che deve evolvere
di Anna Marsano
La Generazione Z affronta la scuola con ansia da prestazione, ma anche con speranza e valori. Criticata per il suo legame con il mondo digitale, rivendica un bisogno di riconoscimento e autenticità.
La Generazione Z, che comprende i nati tra il 1997 e 2012, si trova oggi al centro di un dibattito educativo e sociale che mette in luce fragilità, potenzialità e contraddizioni. Cresciuti in un mondo “iperconnesso”, i giovani affrontano l’istruzione con un carico emotivo che va ben oltre i voti e le interrogazioni. La scuola è percepita dalla “Gen Z” come un ambiente di giudizio costante, dove il fallimento scolastico è vissuto come un fallimento della propria persona. Questo è particolarmente vero per le ragazze e i ragazzi più grandi, (terza media, scuole superiori ed università) che manifestano una maggiore paura di deludere le aspettative. Mentre i ragazzi delle elementari o i novelli delle medie percepiscono meno questo “peso sociale” .
La Gen Z viene spesso criticata per il suo rapporto quasi simbiotico con la tecnologia. L'uso intensivo di piattaforme come YouTube, TikTok e Instagram ha alimentato lo stereotipo della "generazione distratta", incapace di concentrazione e profondità. Tuttavia, la realtà è più sfumata: per molti giovani, per esempio, YouTube è diventato un vero e proprio strumento educativo, capace di colmare lacune e stimolare curiosità. Questa tendenza, però, mette in crisi il sistema scolastico tradizionale, che fatica a riconoscere e integrare queste nuove modalità di apprendimento. Gli insegnanti si trovano spesso impreparati a dialogare con studenti che apprendono in modo non lineare, visivo e interattivo. Non mancano infatti note disciplinari e divieti nell’uso di computer o altri strumenti all’interno della scuola, come se l’istruzione di oggi volesse rimanere ferma, ancorata ad un passato che restituisce sicurezza rifiutandosi di stare al passo con le innovazioni di oggi: Libri online, piattaforme audio, podcast, video d’istruzione.
Nonostante questo, I giovani mostrano una forte attenzione ai valori morali e un elevato livello di empatia, soprattutto tra le ragazze e i più giovani. Molti di loro chiedono una scuola più inclusiva, che dia spazio alle emozioni, alla creatività e alla collaborazione. Vogliono essere riconosciuti non solo per i risultati, ma per ciò che sentono e per ciò che sono. In questo senso, la scuola è chiamata a trasformarsi: da luogo di selezione a spazio di crescita condivisa.
La sfida educativa non riguarda solo i giovani, ma l'intera società. Capire la Generazione Z significa ascoltarla, valorizzarla e accompagnarla in un percorso che tenga conto delle sue paure, ma anche della sua voglia di futuro. Perché dietro ogni "like" c'è un desiderio di riconoscimento, e dietro ogni video guardato c'è una ricerca di senso. La scuola forma, educa e aggiorna. Oggi rischia di identificare un essere umano in un numero: Questo è il suo fallimento.