L’iniziativa sostenibile per dire stop alla plastica e migliorare la vita e le tasche degli italiani.
Con più di 540€ annui spesi per nucleo familiare in bottiglie di plastica e 460.000 tonnellate di CO2(eq) all’anno per la produzione di bottiglie in plastica (PET), i cittadini italiani stanno perdendo l’opportunità di dire stop alla plastica per migliorare la propria condizione di vita e quella del pianeta. (1)
Allo stesso tempo, le famiglie sul territorio nazionale non stanno approfittando di numerosi vantaggi legati al benessere della persona (e delle proprie tasche) raggiungibili attraverso soluzioni tecnologiche semplici e accessibili.
In questo articolo esploriamo:
Cosa significa accogliere una cultura dell’acqua sana e pura e perché farlo
Alcune informazioni critiche sul ruolo del riciclo della plastica
I costi e le possibilità di risparmio sul breve e lungo termine secondo dati reali
I vantaggi e le funzioni dei principali tipi di sistemi di depurazione dell’acqua
Salute, sostenibilità e riduzione dei costi sono fra i temi più importanti per le famiglie italiane, e un comune denominatore che li unisce è l’acqua.
La cultura dell’acqua è uno un fattore cruciale quando si tratta del nostro benessere e di quello del pianeta, non solo perché parliamo del principale componente corporeo, ma anche di una risorsa preziosa, la cui distribuzione influisce sull’equilibrio naturale dell’ambiente.
La composizione dell’acqua ha effetti a medio e lungo termine sul benessere fisico, ed è per questo che la ricerca e l’innovazione tecnologica hanno portato a creare sistemi che la purificano.
Infatti, la depurazione dell’acqua consiste nel trovare soluzioni comode ed efficienti per avere acqua priva di batteri, virus, agenti inquinanti, calcare e cloro.
Quando si parla di acqua pura, non possiamo non considerare il ruolo della plastica sulla cultura dell’acqua attuale: vediamo ora come essa impatta sull’ambiente e sulle finanze dei nuclei familiari in Italia.
Il tema della plastica è spesso solo associato all’impatto ambientale, e spesso si pensa che la responsabilità e le soluzioni possibili siano solo in mano alle aziende.
In realtà, il consumo di plastica impatta anche sulle nostre finanze e senza una scelta consapevole delle persone, non potremmo mai fare nulla per migliorare le nostre condizioni.
Dobbiamo riconoscere che, in Italia, siamo la popolazione che consuma più acqua potabile in Europa (con stime che arrivano ai 220 litri al giorno di consumo complessivo), dove per la maggioranza si tratta di acqua usata per l’igiene personale e la cura della persona.
Oltre che risultare allarmante pensando al puro consumo, queste informazioni evidenziano come gli italiani vogliano evitare acqua qualitativamente scarsa o appena sufficiente da ingerire.
Ed è questa una ragione principale per cui il consumo di acqua in bottiglia sta crescendo invece che diminuendo per il consumo alimentare: si pensi che in Italia solo circa il 29% dei cittadini beve acqua del rubinetto. (2)
Dunque l’acqua in bottiglia prevale, pur essendo una soluzione rapida ma superficiale, costosa e dannosa per l’ambiente.
Il concetto di riciclo della plastica è uno dei temi spesso male interpretati che genera falsi miti e credenze.
Parafrasando parte della pubblicazione del Parlamento Europeo: Rifiuti di plastica e riciclaggio nell’UE: i numeri e i fatti (3), così come da aggiornamento a novembre 2024:
Sebbene riciclare serva a diminuire i nostri problemi ambientali, il principale ostacolo al riciclaggio della plastica è la competizione tra la qualità e il costo dei prodotti riciclati rispetto a quelli nuovi.
Le aziende che lavorano con plastica riciclata richiedono grandi quantità di materiale che deve soddisfare standard di qualità elevati a prezzi competitivi. Tuttavia, la personalizzazione delle plastiche per specifiche esigenze rende il processo di riciclaggio complesso e costoso, influenzando la qualità del prodotto finale e limitando così la crescita della domanda di plastica riciclata.
E, considerando che Il Sole 24 Ore identifica l’Italia come il “secondo più grande produttore di rifiuti plastici in Europa” (4) , la responsabilità degli italiani non è più solo relativa all’inquinamento, ma anche al potenziale di risparmio.
Di seguito, vediamo a quanto può arrivare una spesa tipica annuale e decennale divisa per nucleo familiare in Italia
Spese Annuale per l’Acquisto di Acqua in Bottiglia*:
Per una persona: €182,00 all’anno.
Per due persone: €364,00 all’anno.
Per tre persone: €546,00 all’anno.
Per quattro persone: €728,00 all’anno.
Per cinque persone: €910,00 all’anno.
Per sei persone: €1.092,00 all’anno.
Spese Decennali per l’Acquisto di Acqua in Bottiglia:
Per una persona: €1.820,00 in 10 anni.
Per due persone: €3.640,00 in 10 anni.
Per tre persone: €5.460,00 in 10 anni.
Per quattro persone: €7.280,00 in 10 anni.
Per cinque persone: €9.100,00 in 10 anni.
Per sei persone: €10.920,00 in 10 anni
*Sulla base di informazioni proprietarie, calcolando una spesa media di 0,25€ al giorno per 2l d’acqua, senza considerare l’acquisto di bottiglie extra fuori casa.
Mentre, altre fonti evidenziano come sia possibile risparmiare fino a centinaia di euro l’anno mettendo uno stop alla plastica e bevendo acqua del rubinetto; acqua su cui però gli italiani, come citato prima, non fanno affidamento per il consumo alimentare, e che ha bisogno di un trattamento qualitativo ulteriore.
Chiaro è che il risparmio potenziale dipende anche dal consumo regionale, dove notiamo costi sempre crescenti e altrettanta sfiducia verso l’acqua potabile su quasi tutto il territorio nazionale. Secondo una ricerca del 2024 di Cittadinanzaattiva:
“Un cittadino su due ritiene insufficienti le informazioni a disposizione sulla qualità dell’acqua di rubinetto e nella stessa percentuale vorrebbe riceverne di più puntuali al riguardo attraverso la bolletta.
Per chi acquista prevalentemente quella in bottiglia, la spesa media mensile è fra i 20-25 euro a famiglia. Il 45% ritiene più sicura e controllata l’acqua in bottiglia, percentuale che sale al 57% nel Sud e nelle Isole, dove tra l’altro uno su quattro dichiara che nel proprio comune sono state emesse ordinanze di non potabilità.” (3)
Mentre, se presupponiamo l’uso di un dispositivo di depurazione standard, è possibile investire anche meno di 500 euro (una tantum), con installazione e manutenzione a basso costo o gratuite, dipendentemente dalle offerte proposte.
Quando trasformiamo le nostre abitudini con scelte informate, facciamo qualcosa per noi e per gli altri.
Specialmente nel 2024, stiamo assistendo ai cambiamenti che la UE ha messo in atto per dire stop alla plastica, o per contenere il suo uso non sostenibile.
Ad esempio, dal 3 luglio, nell’UE le bottiglie di plastica monouso devono avere tappi o coperchi attaccati, una misura semplice per ridurre i rifiuti plastici (che ammontano a circa 26 milioni di tonnellate all’anno in Europa). L’80% dei rifiuti marini è composto da plastica, e questa modifica è parte della legge UE sulla plastica monouso, che mira a proteggere l’ambiente e la salute.
Ciò nonostante, il panorama europeo e, soprattutto, la nostra situazione nazionale non è ancora promettente.
Se da una parte il tema ambientale dello stop alla plastica è critico, le soluzioni sembrano poche e lente: ecco perché aziende innovative ed esperte sul tema come Puracqua® sono una risposta per aiutare le persone a migliorare la qualità della propria acqua facilmente e rapidamente.
Esplorando le tecnologie innovative per evitare il giogo delle spese annue sull’acqua, troviamo sistemi di depurazione adatti a diversi scopi, facilmente accessibili per qualunque nucleo familiare.
Per accogliere queste soluzioni e renderle parte delle proprie abitudini di consumo dell’acqua è importante valutare elettrodomestici che:
Siano semplici da installare
Siano facili da mantenere
Durino a lungo
Ci permettano di rientrare rapidamente nell’investimento
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