Alla ricognizione hanno partecipato:
Monica Baldassarri
Letizia Chiti
Obiettivi dell'attività: verificare la posizione della “Buca di Castelvenere” nel territorio di Fabbriche di Vergemoli e il tracciato per raggiungerla, valutarne il potenziale informativo e l’accessibilità per l’applicazione delle metodiche chimico-fisiche previste dal progetto.
Nella giornata del 21 maggio abbiamo raggiunto l’abitato di Vallico di Sopra, nel Comune di Fabbriche di Vergemoli, una zona di ampio interesse naturalistico nel Parco delle Apuane e più precisamente nella Valle di Turritecava. Già lungo la strada carrabile che si addentra nella valle per arrivare all’arroccato abitato, localizzato alle pendici del Monte Penna, ci imbattiamo in viste panoramiche e nel lago artificiale di Turritecava.
Dal paese partono due sentieri CAI molto ben segnalati, sia con segnaletica orizzontale che verticale: il 111 e il 136. Noi prendiamo il sentiero CAI 111, che esce dall’abitato sulla strada asfaltata, lungo la quale si incontra la chiesa bassomedievale di San Michele Arcangelo, in stile romanico. Dopo una curva a gomito si esce dalla strada e ci si immette sul sentiero vero e proprio; il tratto che abbiamo percorso è molto semplice e in parte panoramico, si vede la vallata e la parete rocciosa del Monte Penna. Si incontrano diversi castagni secolari e un metato ancora ben conservato, oltre a un altro edificio abitativo in stato di rudere. Questo sentiero ripercorre la Strada comunale per Cardoso, attestata nel Catasto Borbonico, un collegamento storico tra i due abitati. Dopo circa 2,5 km dall’inizio del sentiero si trova la deviazione per la grotta, in corrispondenza del Rio Solco, che ha origine proprio dalla cavità. Il sentiero è molto ripido, soprattutto il secondo tratto. Il primo ha una staccionata, mentre nel secondo si sfruttano gli scalini naturali nella roccia. È necessaria molta attenzione.
La grotta è molto grande, il rio scorre all'interno creando una cascatella a cui seguono una serie di vasche naturali. Nella porzione più ampia della camera, si individuano delle fessure poste in linea, da valutare meglio successivamente. La parete esterna è molto alta, chiudendo leggermente, quindi anche lo spazio all’ingresso, piuttosto ampio, doveva risultare abbastanza riparato. Ai lati delle pareti esterne si notano delle zone che potrebbero esser state utilizzate come fronte di cava per la realizzazione di una imponente struttura con muratura a sacco posta poco sotto l’ingresso della grotta, forse di sbarramento dell'acqua nei momenti di maggiore portata. Da una prima valutazione potrebbe risalire all’età moderna, oggi è in parte diruta e con il nucleo ormai esposto (largo circa 3-4 metri).
Decidiamo di tornare indietro, ma ci sarebbe la possibilità di fare un anello proseguendo sul sentiero 136, con anche una deviazione per raggiungere la cima del Monte Penna, quindi passare dall'alpeggio di San Luigi per poi tornare a Vallico di Sopra. Altro sentiero che si innesta nell'anello parte da Cardoso ma ha un maggiore dislivello.
Tornate in paese, che si sviluppa sul versante sud-occidentale del Monte Penna, individuiamo una serie di edifici di età moderna molto ben conservati, con portali datati anche cinquecenteschi; inoltre, sotto un passaggio voltato sono leggibili tratti di muratura tardo-medievale e nella porzione più bassa dell’abitato si trova una porta d’ingresso tardo-medievale piuttosto conservata.
Sicuramente si è confermata una zona di alto valore e con ampie potenzialità geoturistiche.