Il 14 febbraio 2024, il gruppo di lavoro costituito da Monica Baldassarri, Antonio Alberti, Marco Serradimigni e Letizia Chiti si è diretto nella zona di Aiola, in Lunigiana, con l'obiettivo di fare un sopralluogo presso i resti dell'eremo di San Giorgio.
L'eremo di San Giorgio si trova su un alto pianoro a cui si arriva tramite il sentiero CAI 39 che collega gli abitati di Vinca e Aiola. Siamo partiti da Aiola imboccando il sentiero dal margine alto del paese, poco oltre la chiesa. Si comincia, quindi, una salita tortuosa che ricalca la vecchia mulattiera attraverso il bosco, ancora in parte costituito da castagni. A metà costa si trova la deviazione per raggiungere il sito del Castellaccio, caratterizzato da un ampio recinto di mura con alcuni edifici all'interno e una torre dislocata a maggiore altitudine. Arrivati a una casetta in cui è possibile sostare con un enorme ciliegio, si trova la deviazione per l'eremo, che le notizie attestano all'età moderna.
I resti del complesso si estendono su un pianoro da cui si ha un'ampia visuale sulla vallata. Si possono riconoscere una serie di ambienti, in parte ricavati dall'escavazione nella roccia affiorante e in parte in muratura. Si notano cisterne, celle lungo un corridoio, un'ambiente interpretato come peschiera e uno come edificio di culto, con tratti di paramento di età medievale. Molti gli elementi architettonici lavorati che si trovano sparsi nei pressi del sito, oltre ad un ulteriore edificio costruito contro monte che doveva essere di servizio all'eremo.
Non abbiamo potuto fare un sopralluogo esauriente del sito del Castellaccio per questioni di tempo, ma solo della parte più alta della torre circolare, localizzata più in alto, in un punto di ampia visibilità sul fondo valle.
Tornati all'abitato di Aiola, notiamo alcuni edifici di particolare interesse, tra cui la chiesa, un palazzotto ed un edificio abitativo, la cui leggibilità permette di inquadrare la loro costruzione tra la piena età medievale e la prima età moderna.