Negli ultimi anni le librerie sono state inondate da libri sui cambiamenti climatici, i telegiornali ne parlano in continuazione e i sondaggi dicono che tra i giovani la sensibilità sul tema è forte (per esempio, l’indagine Ipsos 2021). Eppure la sensazione è che si faccia ancora troppo poco per risolvere la situazione.
Spiegare i cambiamenti climatici è complicato con tutti, ancora di più con i bambini. L’agenzia spaziale americana, cioè la NASA, investe molte risorse nella comunicazione sui cambiamenti climatici. E lo fa pensando al pubblico a cui si rivolge.
Il sito principale si chiama Global Climate Change ed è ricchissimo di informazioni: ci sono articoli sulle evidenze scientifiche, le cause, gli scenari; ci sono pagine che spiegano in che modo avviene la ricerca e che cosa dobbiamo ancora capire; ci sono dei giochi e tantissime immagini satellitari o mappe da esplorare per vedere come sta cambiando il nostro pianeta. La qualità delle immagini e delle informazioni è tale da essere una fonte di ispirazione davvero appetibile perché può essere facilmente spesa in classe.
Particolarmente interessante è questa pagina interattiva: How Much Carbon Dioxide Are We Emitting? Oltre a spiegare com’è cambiata la concentrazione di CO2 nel corso delle ere geologiche, mostra anche quanta ne stiamo emettendo in questo momento e così facendo amplifica il senso di urgenza e ci spinge ad agire (o a scappare!).
Il contatore si muove così in fretta che ci spinge a chiudere subito la schermata!
Sempre la NASA gestisce un altro sito rivolto ai bambini: si chiama Climate kids. All’interno ci sono articoli, interviste, video e animazioni, ma anche giochi interattivi e attività da fare in classe per capire davvero cosa siano i cambiamenti climatici. La grafica è semplice, magari un po’ superata, ma è essenziale per lo scopo che si prefigge: far capire pochi concetti chiave a un bambino.
Sappiamo infatti che spiegare un argomento a un bambino può essere estremamente difficile perché bisogna immedesimarsi molto nel suo punto di vista: non si può barare sparando frasi a effetto; bsogna essere concisi perché la noia arriva in fretta; non si può essere imprecisi o la domanda “perché?” arriva subito.
Nel film Philadelphia, il personaggio interpretato da Denzel Washington lo ripete spesso: «Spiegamelo come se avessi due anni»
Ovvero raccontamelo in modo semplice, vai dritto al punto, non aprire parentesi lunghissime e non fare esempi privi di significato. Più l’argomento è complesso e peggio è, specie se non ci sono spiegazioni razionali a cui appigliarsi. Lo sa bene lo scrittore Tahar Ben Jelloun, autore del best-seller Il razzismo spiegato a mia figlia (edito da La nave di Teseo).
Anche l’agenzia spaziale europea, cioè l’ESA, ha un portale dedicato: ESA climate office. Qui si trovano tanti contenuti pensati per la scuola. Ma soprattutto si trovano i dati raccolti dai satelliti ESA, liberamente disponibili per chiunque. Non sono dati semplici da usare, ma possono tornare utili nel contesto scolastico, come in qualunque altro.
Tutti questi materiali sono in inglese, mentre il Centro mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC) li offre anche in italiano. In particolare propone una sezione nutrita di materiali sull’ultimo rapporto dell’IPCC, ovvero il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici. Questi testi possono essere la base per un compito di realtà, una prova d’ingresso, una prova trasversale o una simulazione di prima prova dell’esame di Stato.
Il CMCC ha indetto un premio sulla comunicazione dei cambiamenti climatici. Questa newsletter è stata selezionata nella shortlist dei progetti meritevoli ed è stata segnalata sul sito del premio. Non ha vinto, ma è comunque un segnale di interesse molto positivo.
Come puoi cominciare la prossima lezione? In base all’età degli studenti, scegliamo un materiale adatto su uno dei siti e proviamo a costruire un’attività di analisi ai nostri studenti.