Si corre un grosso rischio quando si leggono i libri di Marco Ciardi: perdersi. Il motivo? Offre decine di spunti, di storie, di date e di personaggi che possono arricchire le nostre lezioni. Due di questi libri sono collegati: Galileo & Harry Potter. La magia può aiutare la scienza? (Carocci editore, 2014) e Breve storia delle pseudoscienze (Hoepli editore, 2021).
Nel primo viene descritto il rapporto che Galileo, Newton, Kant, Coleridge e tanti altri hanno avuto con la scienza e la cultura del loro tempo; nel secondo viene proposta una visione storica delle pseudoscienze, evidenziando i collegamenti e i temi comuni.
Dopo averli letti mi sono venute due necessità: da una parte tirare le fila del discorso, mettendo in luce l’aspetto teorico fondamentale; dall’altra ho voluto approfondire una delle storie raccontate dall’autore. Partiamo quindi dalla prima necessità.
Per capire che cos’è una pseudoscienza dobbiamo prima capire che cos’è la scienza. Entrambe partono da un’aspirazione comune: dare una spiegazione ai fenomeni che interessano la nostra vita. A questa esigenza, però, rispondono in modo molto diverso, sia sul piano del metodo sia sul piano del coinvolgimento delle persone. Ecco 9 differenze:
Grazie a questo confronto possiamo capire perché nella colonna della scienza non possono rientrare:
l’omeopatia,
il creazionismo,
l’alchimia,
l’astrologia,
la ricerca di Atlantide,
il mito dell’antica sapienza,
la teosofia,
l’ufologia,
lo spiritismo,
il razzismo,
il terrapiattismo
e una serie di teorie del complotto. Ma per venire a tempi più recenti, neppure l’antivaccinismo,
il metodo Stamina
L’importante, sottolinea Ciardi, è non deridere chi segue delle idee pseudoscientifiche e non limitarsi a esporre le basi logiche che dimostrano che è caduto in un errore. Se fosse così semplice, non ci sarebbero movimenti no-vax, no-mask o seguaci di sette e dottrine. Occorre fare una comunicazione empatica e ragionata, cercando di ricostruire le origine storiche di questi movimenti.
La seconda necessità che mi è venuta, come dicevo, era quella di approfondire uno degli argomenti trattati nei libri. Ho trovato particolarmente avvincente la storia di Rodolfo II, imperatore del Sacro Romano Impero tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Questa vicenda è infatti interessante per almeno tre ragioni:
storica, perché si sa poco dei fenomeni pseudoscientifici e dei personaggi che li hanno diffusi nel Cinquecento e Seicento, ma la maggior parte di loro si ricollega in qualche modo alla corte di Rodolfo II (Nostradamus, Giordano Bruno, John Dee, Edward Kelley, Tycho Brahe);
scientifica, perché siamo agli albori della scienza moderna e quindi una parte delle scoperte rivoluzionarie di quel periodo avvengono alla corte di Rodolfo, nonostante un contesto non semplice (leggi di Keplero);
narrativa, perché ci sono personaggi così incredibili, sia tra gli scienziati sia tra i non scienziati, che si capisce il motivo per cui è nato il mito di Praga esoterica.
Ho così deciso di raccontare questa vicenda e in un podcast, letto da Enrico Bergianti, che trovate qui:
Come puoi cominciare la prossima lezione? Assegniamo agli studenti una piccola ricerca su un tema pop come gli UFO o Atlantide e chiediamo loro di smontarla a partire dall’identikit tracciato da Ciardi.
Ma visto che la storia è così succosa e ricca di misteri, mi sono chiesto: può una trasmissione come Voyager, che sulla confusione tra scienza e pseudoscienza ha fatto la sua fortuna, non aver parlato della corte di Rodolfo II? Ovviamente ne ha parlato, anche se di quella puntata è rimasto solo un frammento.
Purtroppo la Rai ha rinnegato questa sua trasmissione, per cui non si trovano più queste perle di divulgazione scientifica balbettante (ma tremendamente divertente)