Mosaico (2026) applica alla pittura il principio della granulazione sonora. In musica elettronica, un suono viene scomposto in microsegmenti — i grani — e riassemblato in sequenze che ne alterano radicalmente la percezione, pur conservando la materia originale. Qui lo stesso meccanismo agisce sulla pittura: un acquerello viene frammentato in tessere e ricomposto in collage. Il colore e la texture sopravvivono al taglio; il senso si arricchisce di nuovi significati totalmente inediti.

Mosaico è il punto in cui la doppia formazione — pittore e musicista — smette di essere una coincidenza e diventa metodo.