Spirito di Dio riempimi.
Spirito di Dio battezzami.
Spirito di Dio consacrami.
Vieni ad abitare dentro me.
Spirito di Dio guariscimi.
Spirito di Dio rinnovami.
Spirito di Dio consacrami.
Vieni ad abitare dentro me.
Spirito di Dio riempici.
Spirito di Dio battezzaci.
Spirito di Dio consacraci.
Vieni ad abitare dentro noi.
Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l'orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c'è inganno.
Dal tuo volto venga per me il giudizio,
i tuoi occhi vedano la giustizia.
Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte,
provami al fuoco: non troverai malizia.
La mia bocca non si è resa colpevole,
secondo l'agire degli uomini;
seguendo la parola delle tue labbra,
ho evitato i sentieri del violento.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t'invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole,
mostrami i prodigi della tua misericordia,
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra.
Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all'ombra delle tue ali nascondimi,
di fronte ai malvagi che mi opprimono,
ai nemici mortali che mi accerchiano.
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Parola del Signore
Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile ma non è grave: dobbiamo cominciare a prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà da sé. Una pace futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso; se ogni uomo si sarà liberato dall'odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo; se avrà superato quest'odio e l'avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore, se non è chiedere troppo. È l'unica soluzione possibile. È quel pezzettino d'eternità che ci portiamo dentro. Sono una persona felice e lodo questa vita, nell'anno del Signore 1942, l'ennesimo anno di guerra.
Le mie battaglie le combatto contro di me, contro i miei proprio demoni: ma combattere in mezzo a migliaia di persone impaurite, contro fanatici furiosi e gelidi che vogliono la nostra fine, no, questo non è proprio il mio genere. Non ho paura, non so, mi sento così tranquilla. Mi sento in grado di sopportare il pezzo di storia che stiamo vivendo, senza soccombere. Mi sembra che si esageri nel temere per il nostro corpo. Lo spirito viene dimenticato, s'accartoccia e avvizzisce in qualche angolino. Viviamo in un modo sbagliato, senza dignità. Io non odio nessuno, non sono amareggiata: una volta che l'amore per tutti gli uomini comincia a svilupparsi in noi, diventa infinito.
Bene, io accetto questa nuova certezza: vogliono il nostro totale annientamento. Ora lo so: Continuo a lavorare e a vivere con la stessa convinzione e trovo la vita ugualmente ricca di significato, anche se non ho quasi più il coraggio di dirlo quando mi trovo in compagnia.
La vita e la morte, il dolore e la gioia e persecuzioni, le vesciche ai piedi e il gelsomino dietro la casa, le innumerevoli atrocità, tutto, tutto è in me come un unico, potente insieme e come tale lo accetto e comincio a capirlo sempre meglio.
Un'altra cosa ancora dopo quella mattina: la mia consapevolezza di non essere capace di odiare gli uomini malgrado il dolore e l'ingiustizia che ci sono al mondo, la coscienza che tutti questi orrori non sono come un pericolo misterioso e lontano al di fuori di noi, ma che si trovano vicinissimi e nascono dentro di noi: e perciò sono più familiari e assai meno terrificanti. Quel che fa paura è il fatto che certi sistemi possono crescere al punto da superare gli uomini e da tenerli stretti in una morsa diabolica, gli autori come le vittime.
BEATI QUELLI CHE HANNO FAME E SETE DELLA GIUSTIZIA, PERCHÉ SARANNO SAZIATI
…. AFFAMATI DI GIUSTIZIA, cioè APERTI
“Giustizia”
Nel nostro mondo, “Giustizia” significa uguaglianza di diritti, dare a ciascuno il suo. Nel linguaggio biblico, invece, identifica in primo luogo l’Alleanza tra l’uomo e Dio: avere fame e sete della Giustizia significa avere fame e sete di Dio.
Non solo questa ma anche l’ottava beatitudine parla della Giustizia e ciò tende a sottolineare l’interesse speciale verso questo tema da parte di chi ha scritto questa pagina della Bibbia. Il messaggio implicito è che è necessario lottare ogni giorno per non perdere l’amicizia con Dio: ci sono, infatti, tante cose nella nostra vita che non rendono semplice il mantenimento di questo rapporto e cercano di farcelo perdere.
Sono diversi i significati legati al termine “Giustizia” nella Bibbia:
1) Giustizia come domanda per chiederci cosa vuole il Signore dalla nostra vita
Gesù si pone in questa prospettiva nella pagina del Vangelo di Giovanni, 4 dove dice: “Il mio cibo è fare quello che Dio vuole”. La domanda che dobbiamo porci è molto forte e impegnativa. A tal riguardo, c’è anche una traduzione di questa Beatitudine che dice: “Beati quelli che desiderano ardentemente fare ciò che vuole il Signore”.
2) Giustizia come Alleanza con Dio
L’uomo è giusto quando cerca di essere coerente con questa alleanza con il Signore, compiendo le opere buone che da essa sono suscitate. È beato chi conforma la sua vita a questo legame con il Signore.
In Matteo, 5 si legge: “Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei…”. Gli scribi e i farisei erano persone che desideravano fare quello che voleva il Signore; i cristiani, però, sono chiamati ad avere una giustizia ancora più grande.
La giustizia che Gesù ci chiede non è solo fare le opere buone per semplice osservanza di regole ma fare le opere buone partendo dal cuore, rendendo buona la nostra interiorità, il nostro cuore, i nostri desideri, così da imparare a desiderare ciò che vuole il Signore.
In Matteo, 6 (versetto che apre sempre la quaresima) si legge: “State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini”. La caratteristica della giustizia è imparare a fare le cose nel segreto, indipendentemente dallo sguardo degli altri, e fare il bene perché è bene e non perché c’è la stima e il giudizio degli altri.
La beatitudine della giustizia ci porta sull’autenticità del cuore, sull’autenticità che non cerca l’ammirazione altrui. Nella nostra vita rischiamo di adeguarci agli altri, allo stile che c’è attorno: a questo dobbiamo fare attenzione.
3) Giustizia come Giustizia Sociale
È necessario anche impegnarsi per cercare la giustizia in questo mondo. L’uomo giusto vive uno stile di solidarietà, non è contento finchè attorno a lui ci sono cose che non funzionano.
La radice è chiedersi cosa vuole Dio, il fiore è cercare di rendere buono il cuore e il frutto è il bene visibile, quindi il ricercare la giustizia sociale. Il cristiano non si chiude mai in sé ma si guarda attorno creando uno stile di fraternità e di giustizia.
“Fame e sete”
Ogni beatitudine ci dice qualcosa su Dio e qualcosa sugli uomini. In questo caso ci spiega che Dio si prende cura dei poveri e degli ultimi, vede bene chi sta in basso.
Avere fame e sete della giustizia vuol dire che con la stessa urgenza con cui sentiamo fame e sete “materiale” dovremmo sentire il desiderio di vivere i tre aspetti della giustizia individuati in precedenza. Vuol dire anche sapere lottare per questi aspetti, perché diventino il grande desiderio della nostra esistenza, così che si traducano nell’avere appetito di Dio e delle cose autentiche nonché di uno stile di vita solidale. È necessaria volontà e determinazione affinchè ciò accada. È importante, quindi, fermarsi e chiedersi in che modo questo può avvenire.
“Perché saranno saziati”
Chi imposta la vita seguendo i tre aspetti presentati avrà una vita sovrabbondante, piena, sazia.
SPUNTI DI RIFLESSIONE:
· Nella nostra vita (come singoli e come coppia) ci chiediamo ogni tanto cosa vuole il Signore da noi? È un aspetto fondamentale per noi?
· Come fare a capire cosa Dio vuole da noi? La lettura delle scritture è uno strumento fondamentale. È importante quindi darsi tempi certi per la lettura e tempi certi per l’ascolto. Certi impegni nella vita di fede dovrebbero diventare primari. Per noi la partecipazione agli incontri è primario? Su che cosa possiamo essere più determinati?
· La Quaresima inizia con il digiuno. Che senso ha il digiuno? Che senso ha la rinuncia quaresimale? Per aiutarci nella risposta consideriamo questi due aspetti: 1) Provare fame e sete di qualcosa ci ricorda che il nostro cuore ha una sete più profonda, che è la sete di Dio; 2) Rinunciare a qualcosa per darlo agli altri è parte della giustizia sociale