Monte Viglio da Meta via Peschio Merundi
anello Monte Viglio da Meta via Peschio Merundi e ritorno dalla Bocchetta del Viglio e dal Valico dell'Arsiccia
anello Monte Viglio da Meta via Peschio Merundi e ritorno dalla Bocchetta del Viglio e dal Valico dell'Arsiccia
Si raggiunge con la propria auto il piccolo paese di Meta (Frazione di Civitella Roveto), alle pendici del Monte Viglio sul versante abruzzese e qui si parcheggia nella piazza antistante la chiesa del paese oppure presso il primo tornante poco più in basso lungo la strada statale che conduce al paese. Il tracciato si dirige inizialmente verso il dismesso campo sportivo in località “la Ravara”, a circa 600 m dal punto di partenza (via del Campo sportivo), per poi continuare a sinistra del muretto di recinzione con la classica segnaletica bianco-rossa. La strada adesso ha preso le sembianze di una mulattiera, che pochi metri più avanti si ridurrà ulteriormente in una traccia di sentiero. Questa traccia di sentiero prosegue sempre in direzione NO, inerpicandosi tortuosa nella faggeta del versante di Peschio Merundi. La progressione sul fogliame misto a terriccio presente sul selciato risulta molto difficoltosa, mentre la pendenza si fa via via più impegnativa nell’affrontare un piccolo canalino verticale, che può richiedere anche l’uso delle mani su qualche conglomerato roccioso. Il dislivello che si accumula in questa fase è concentrato in pochi chilometri, pertanto l'ascesa risulterà molto impegnativa con un notevole dispendio di energie. Il percorso tocca dapprima quota 1200 m slm in località “Peschio Merundi” (o Peschie Meruno), dopodiché l’erta si farà ancora più impegnativa e verticale, lasciando intendere del perché la zona sia stata denominata “Peschio”. La toponomastica locale, infatti, con il termine “Peschio” o “Pesco” definisce un luogo ripido e impervio. La traccia poco evidente e ripida attraverso la faggeta raggiunge finalmente la cresta in località Belvedere di M. Piano o Vado della Moscosa (Madonnina, a q.1770 m) e rappresenta un punto di incrocio di alcuni sentieri (ottimo belvedere, sono presenti sia un altare sacro con una statua della Madonna sia una Croce). Qui la traccia si congiunge con quella proveniente dalla Fonte della Moscosa e prosegue in direzione SO, percorrendo la frequentata dorsale verso il M. Piano (1838 m). Seguendo il crinale in direzione Sud, si supera dapprima il Monte Piano 1838 m e sempre in salita, serpeggiando a mezza costa, si raggiungono in sequenza le elevazioni dei Càntari di quota 1992, 2050, 2088 m. Ad un certo punto si ridiscende bruscamente uno spallone roccioso in direzione Sud fino ad una sella (quota 2045 m) e poi in salita fin sotto il torrione del Gendarme che si risale con alcuni passaggi di I° grado, quota 2113 m. Se non si desidera affrontare la piccola arrampicata per salire il Gendarme, si può optare per la Variante invernale di destra. Se si sceglie la Variante invernale del Gendarme, è necessario prima raggiungere la Sella a quota 2045 m., dopodiché scendere sulla destra per una decina di metri, abbandonando il sentiero di cresta e prendendo un evidente sentiero, che in discesa, sempre in direzione Sud, aggira sulla destra lo sperone roccioso del torrione e risale dall'altra parte su un pietraio fino a raggiungere la Sella tra il Gendarme e il Monte Viglio. Quindi con facile salita in direzione Nord si raggiunge la vetta. Dal Gendarme, invece, non rimane altro che percorrere la panoramica cresta in direzione Sud fino alla Croce di vetta del Monte Viglio, posta a quota 2156 m (tempo di salita da Meta 4 ore - ascesa 1200 m). Nell’anno 2011 pochi metri più in basso della vetta è stato posto un altare votivo con una grande statua dedicata alla Madonna. Nella valletta sottostante la cima del Viglio, chiamata Fossa Comune, è presente ritto e visibilissimo dalla Croce il cippo n° 249 di confine dello Stato Pontificio (quota 2135 m) e accanto, a non più di 6 metri, il grosso basamento che faceva corpo unico con il cilindro.
Dalla Fossa Comune, risalendo il crinale sempre in direzione Ovest, si raggiunge il sentiero 651, AV3, che ci consentirà di scendere di quota e di raggiungere la Bocchetta del Viglio. Il tracciato in questione, raggiunta la Bocchetta del Viglio a quota 1936 m, continua sulla sinistra (tralasciando pertanto il sentiero che scende a Filettino verso destra), tagliando in diagonale il versante Sud e perdendo gradualmente di quota fino a toccare i 1630 m del Valico dell’Arsiccia (sono presenti due immagini sacre, una Croce e una statua della Madonna). Dal valico, scendendo in direzione Nord, si attraversa dapprima una fascia di bosco e poi un prato scosceso, guadagnando la sterrata presso il Rifugio Cerasoli, posto quota 1500 m. Il percorso a questo punto segue la sterrata in discesa e percorsi pochi metri si giunge presso la Fonte degli Scifi. Dal lato opposto della fonte parte un sentiero segnato che scende in direzione Nord-Est e che taglia tutti i tornanti della strada sterrata. Questo sentiero è molto diretto e scosceso e permette con la dovuta attenzione di far guadagnare velocemente in discesa ben 500 m di dislivello. La fatica comunque e la tensione della ripida discesa si faranno sentire!! Il percorso, raggiunta quota di 1060 m, segue nuovamente la sterrata, immettendosi infine in via Fratelli Durante e raggiungendo in breve tempo il paese di Meta (tempo di discesa dal Valico dell’Arsiccia al paese 1 ora e 30 minuti ca.).
Il percorso non é adatto a tutti gli escursionisti, ma consigliato a quelli medi con una certa esperienza: ottime capacità di orientamento, passo sicuro e resistenza alla fatica. Si tratta di un'escursione grandiosa ma impegnativa, sia per il dislivello sia per il fatto che bisogna percorrere tracce di sentiero in mezzo al fogliame spesso poco visibili. É doveroso affidarsi rigorosamente alla traccia con GPS alla mano e ai pochi segni rossi, se presenti. Tutta la salita da Meta per raggiungere il Vado della Moscosa risulta alquanto faticosa ed estenuante per la presenza di fogliame misto a terriccio. La pendenza del tracciato si fa via via più impegnativa, superando qualche contrafforte roccioso che può richiedere anche l’uso delle mani. Il dislivello e la stanchezza che si accumulano in questa fase sono concentrati in pochi chilometri, pertanto l'ascesa risulterà molto impegnativa con un notevole dispendio di energie. Un altro punto del percorso da fare un pò di attenzione è la salita del Gendarme (alcuni passaggi di I° grado), ma niente di preoccupante. Più importante invece è la scorta di acqua da portarsi dietro (2,5 litri minimo), soprattutto nelle giornate assolate. Il percorso poi è lungo ed è quasi sempre esposto al sole, quindi sono sempre indispensabili gli occhiali, un cappello e la crema solare. Il paesaggio in quota è grandioso e la vista dalla vetta del Monte Viglio a 360° gradi ripaga tutta la fatica. A nord sbuca inconfondibile la sagoma maestosa del Velino, mentre fanno da sfondo a sud-est gli imbronciati Monti Ernici con il Monte Passeggio e il Pizzo Deta!
DURATA TOTALE: 5,30 - 6,30 H
DURATA SALITA: 3 - 4 H
DURATA DISCESA: 2 - 3 H
LUNGHEZZA: 14,7 KM
QUOTA MASSIMA: 2156 M
QUOTA MINIMA: 986 M
DISLIVELLO SALITA: 1242 M
DISLIVELLO DISCESA: 1242 M
GRADO DI DIFFICOLTA' ESCURSIONISTICA: EE