Variante direttissima al Monte Ocre
variante direttissima al M. Ocre e discesa dal Canale sinistro del Ventaglio con ritorno ad anello dal Rif. Malequagliata
variante direttissima al M. Ocre e discesa dal Canale sinistro del Ventaglio con ritorno ad anello dal Rif. Malequagliata
Il Gruppo dei monti Ocre-Cagno-Cefalone è un sottogruppo facente parte della più ampia catena del parco Velino-Sirente, sebbene le cime siano da queste ben distinte e separate da bellissimi altipiani quali Campo Felice e l’Altopiano delle Rocche. Il punto più alto del Gruppo è proprio il monte Ocre con i suoi 2.208 mt di altezza. La salita per la direttissima è un’ascesa da non sottovalutare, per la presenza di pendenze fino ai 50°, paretine rocciose e sporgenze, che richiedono la massima attenzione oltre che una adeguata preparazione fisica. In caso di neve ghiacciata è importante avere con sé l’attrezzatura adeguata, necessaria sia per la progressione in assicurazione che per superare gli ultimi passaggi del canale. Lungo la salita e in vetta si possono ammirare magnifici scorci sulla catena del Gran Sasso, posta proprio a nord rispetto al versante di salita, ed anche sulla Valle dell’Aterno e su L’Aquila.
Si esce da L’Aquila con la propria auto in direzione SE e si percorre la SR 5 bis Vestina Sarentina verso il Monte Ocre. Dopo ca. 18,5 km si lascia a sinistra il bivio (via Campo L’Orto) per il piccolo paese di San Martino D’Ocre alle pendici del Monte Ocre e si continua sempre a destra sulla SR 5 bis Vestina Sarentina per altri 600 m dopo aver superato un tornante a sinistra. Da questo punto si sale subito a destra tramite una piccola rampa asfaltata, accedendo poco più avanti ad uno slargo sterrato più grande, dove è possibile parcheggiare. Un'altra possibilità è quella di parcheggiare la propria auto nella piazzola con fontanino, situata lungo la SR 5 bis Vestina Sarentina 100 m prima della deviazione a destra della rampa asfaltata. Questa piazzola purtroppo, però, offre spazio solo per una singola auto. Parcheggiata l’auto inizia l’avvicinamento alla base del Monte Ocra, seguendo a piedi per 2 km la sterrata che si dirige verso il Rifugio Malequagliata (1435 mt.). A ca. 200 m dallo stesso rifugio a una quota 1400 m, si lascia la sterrata e si rimontano direttamente a destra le propaggini erbose del Monte Ocre (non è presente segnaletica sul posto). Si individua la linea diretta del canalino della Direttissima per la cima, dopodiché si prosegue dritto per dritto verso l’alto sui ripidi prati. Raggiunta la base della parete, costituita da ampie macchie detritiche, si risale faticosamente il canale della Direttissima, mantenendosi il più possibile a margine della massa sassosa instabile, che viene aggirata salendo verso destra. A questo punto si prosegue dritto per dritto verso l’alto, mentre la ripida erta toglie il fiato passo dopo passo senza dare tregua. Sono necessarie numerose pause per riprendere fiato e quindi la salita. Il terreno erboso comunque garantisce un’ottima presa e stabilità alla risalita. Più o meno attorno a quota 1800 m si raggiungono le Grotte di Ocre, poi si prosegue verso l’alto lasciandole sulla destra. Si continua a salire, sfruttando la parte erbosa destra del canale della Direttissima. Si raggiungono i dirupi a margine della Fossetta, ma invece che addentrarsi direttamente nel canalino della Direttissima, si continua nel canalino di destra (guardando in alto). Prima di raggiungere la strettoia del canalino di destra, si piega completamente verso sinistra, passando sotto alcune le balze rocciose, per affrontare un piccolo canalino che passa parallelo a destra della Direttissima (guardando verso l’alto) e che si ricongiunge ad essa. Questo camino ha un piccolo passaggio di 3° grado. Raggiunta nuovamente la Direttissima, poco più sopra la si lascia nuovamente, dirigendosi verso sinistra e passando sopra una balza rocciosa fino a trovarsi di nuovo sotto ad un altro piccolo canalino (passaggio di 2° grado). Superato il passaggio del camino e l’intero conglomerato roccioso di destra, si prosegue tutto verso destra, individuando gli ultimi massi sommitali, che ci separano dalla vetta. Si superano gli ultimi sfasciumi, passando lievemente verso sinistra (passaggio 1° grado) e ci si ritrova finalmente in vetta.
Per la discesa della traccia in questione, si segue la cresta in direzione SE per ca. 800 m (seguire scrupolosamente il dispositivo gps). Da qui si scende decisi a zig zag in un canalino molto stretto (Canale sinistro del Ventaglio), che vista la verticalità ha quasi le sembianze di un camino. La discesa si fa subito molto dura, mettendo alla prova la muscolatura antagonista. Con l’apertura del canalino, si punta decisi verso l’altro canalino posto a sinistra, lambendolo, in modo da cercare di alleviare la verticalità del declivio. Approssimandosi poi a questo canalino di sinistra, si ritorna nuovamente verso destra e verso il nostro Canale di sinistra del ventaglio. La traccia, al fine di superare alcune balze rocciose, oltrepassa dapprima il canalino a destra, per poi tornare sull’altro lato e scendere per diversi metri di dislivello con ampie serpentine. Poco prima del raccordo dei canalini del Canale sinistro del Ventaglio, la traccia in questione lo oltrepassa nuovamente a destra, sfruttando il tratto erboso meno ripido. La traccia continua in forte pendenza, superando anche il punto di raccordo dei 3 Canali del Ventaglio (sx, centrale, dx) e mantenendosi sempre sul margine di destra. Raggiunta la base della parete, il percorso prosegue cercando i punti erbosi ed evitando quelli detritici fino a raggiungere il sentiero della Via Normale nr. R9B. Lo si segue per poco, quindi si ripiega a sinistra sul sentiero che porta al Rifugio Malequagliata. Al rifugio si chiude l’anello, poi si segue il percorso a ritroso fino a raggiungere la propria auto.
Il percorso è adatto ad escursionisti esperti con una certa esperienza: ottime capacità di orientamento, passo sicuro, resistenza alla fatica e capacità di superare piccoli tratti d'arrampicata di 1°, 2°, 3° grado. É doveroso affidarsi rigorosamente alla traccia con GPS alla mano. La durezza del percorso sia in salita che in discesa, il dislivello tutto d’un fiato, il continuo cambio della tipologia del fondo del selciato costituito da ampi tratti sia detritici che erbosi, pendenze al limite dei crampi, il superamento di alcune balze rocciose ed erbose con qualche passaggio di arrampicata di 1°, 2° o 3° grado su roccia, sono le asperità che si incontreranno su questo percorso. Si tratta in definitiva di un’ascensione molto bella e suggestiva con una superba veduta sulla Valle dell’Aterno anche durante la fase di salita e con alcuni piccoli passaggi su roccia. La discesa invece seguirà grossomodo, non senza fatica e attenzione, il Canale sinistro del Ventaglio, raggiungendo il sentiero che ci condurrà ad anello al Rifugio Malequagliata e quindi all’auto. Molto importante è la scorta di acqua da portarsi dietro (2,0 litri minimo), soprattutto nelle giornate assolate. Il percorso poi è molto dispendioso, considerando anche la discesa. Portarsi dietro gli occhiali, un cappello e un po’ di crema solare, che fa sempre comodo. Il panorama è ampio e aperto, e permette di vedere gran parte dell'Appennino abruzzese, compensando in parte l’immane fatica dell’ascesa. La vista spazia dal Terminillo, alla Laga, ai Sibillini, al Gran Sasso, al Sirente, al Velino, al Viglio, al Marsicano, alla Majella, e a tante altre catene e massicci.
DURATA TOTALE: 4,00 - 5,00 H
DURATA SALITA: 3,00 – 3,30 H
DURATA DISCESA: 1,30 – 2,00 H
LUNGHEZZA: 10,8 KM
QUOTA MASSIMA: 2172 M
QUOTA MINIMA: 1145 M
DISLIVELLO SALITA: 1026 M
DISLIVELLO DISCESA: 1033 M
GRADO DI DIFFICOLTA' ESCURSIONISTICA: EE