Ciò che ha fatto capire che tutta la fatica ha avuto un senso, è stato vivere i momenti più intensi, come la festa degli italiani, una vera festa con musica, dj, che ha fatto divertire i ragazzi, ma anche riflettere, con testimonianze e preghiera. Poi ci sono stati i momenti più forti, con quel milione e mezzo di gente, e il papa che passa a due metri da noi; i ragazzi hanno vissuto una Via Crucis che è stata molto forte ed ha parlato a loro, ai giovani. Ma la fatica più grande è stata raggiungere il luogo della Veglia del sabato sera, una camminata di 4 ore sotto il sole di 40 gradi, con gente che sveniva dalla fatica, e raggiunto il nostro posto, trovare a fatica un punto dove sistemare i materassini per la troppa gente. Ma quando finalmente eravamo tutti sistemati, la sera, è stato il momento della Veglia col papa, vissuta con fede, ed in quel momento ti rendi conto che tutta la fatica fatta fino a quel momento ha un valore, capisci che sei stato ripagato, sei soddisfatto di aver visto che ne è valsa la pena. Durante tutti i momenti di testimonianza, di preghiera, c'era gente che comunque parlava, che faceva altro. Ma in quella piazza, nel momento in cui è stato esposto il Santissimo, un milione e mezzo di gente si è inginocchiata a pregare l'unico Dio, ed è calato un silenzio che ha fatto rabbrividire, da pelle d'oca.
Il pellegrinaggio si è concluso con la S. Messa del papa per i giovani la Domenica mattina, e subito dopo siamo tornati ai pullman per riprendere il viaggio verso casa, facendo prima una tappa relax a Barcellona.
Cosa ha lasciato questo pellegrinaggio ai nostri ragazzi oltre la fatica: una bella esperienza che si porteranno nel cuore per tutta la vita, la speranza nel vedere altri giovani della loro età pregare lo stesso Dio e non sentirsi soli, la generosità dei volontari che riempiono di gratitudine portando a voler imitare questo gesto, le parole forti del papa che dice "è sbagliato guardare una persona dall'alto al basso, l'unico motivo per cui posso guardare un'altra persona dall'alto al basso è quando devo porgli la mano per aiutarla ad alzarsi per non lasciarla caduta" e quell'invito "Brillare è la prima parola, siate luminosi; ascoltare, per non sbagliare strada; e infine la terza parola: non avere paura. Non abbiate paura".