La Parola

IV DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

Anno B - Rito Ambrosiano – 23 settembre 2018

Il tuo pane, Signore, sostiene i poveri in cammino

Lettura: Primo libro dei Re 19,4-8

Salmo 33 (34) - Il tuo pane, Signore, sostiene i poveri in cammino

Epistola: Prima lettera ai Corinzi 11,23-26

Vangelo: Giovanni 6,41-51 In quel tempo. I Giudei si misero a mormorare contro il Signore Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

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Rinascere dall'alto

A fronte anche della nostra ignoranza tentata da una mormorazione colpevole sta la grazia che Dio stesso realizza là dove può incontrare un cuore disponibile, un’intelligenza aperta, capace di ascolto. Facendoci rinascere dall’alto, come già diceva a Nicodemo. E questo vale soprattutto per il nostro stare davanti al segno grande dell’Eucaristia così come Gesù ce l’ha consegnato. Abbiamo certo le nostre teologie e le nostre tradizioni celebrative; ma soprattutto non verrà mai meno la profondità del segno eucaristico così come Lui ce l’ha voluto consegnare. Tanto che qualcuno, proprio a questo riguardo, s’è permesso di definire il segno dell’Eucaristia come una sorta di sacramento dimenticato (P. Ricca). Non tanto nelle sue forme celebrative, quanto nella profondità sostanziale che si nasconde nei diversi racconti evangelici dell’Eucaristia. Anche Gesù sapeva d’avere mirato molto in alto in quell’ultima cena, mentre in ginocchio lavava i piedi ai Suoi discepoli. VoltandoSi, infatti, dice loro: “Capite quello che vi ho fatto? (Gv 13,12-14). Ci sia data la grazia di non abituarci mai all’Eucaristia. Come fossimo sempre sulla soglia di un mistero così grande che non ammette parole inutili, che non sopporta alcuna mormorazione.

(don Walter Magni - Commento al Vangelo di domenica 23 settembre 2018)

III DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

Anno B - Rito Ambrosiano – 16 settembre 2018

Manda il tuo Spirito, Signore, e rinnova la faccia della terra

LETTURA - Is 32, 15-20. In noi sarà infuso uno spirito dall’alto.

SALMO - Sal 50 (51) Manda il tuo Spirito, Signore, e rinnova la faccia della terra.

EPISTOLA - Rm 5, 5b-11. L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo.

VANGELO - Gv 3, 1-13. Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».

Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo.

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«Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto» (Gv 3, 7)

Nascere dall’alto significa guardare il mondo dal punto di vista di Dio, cioè dalla croce, dal momento massimo in cui si manifesta l’Amore.

È una rinascita perché chiede di cambiare il modo di vedere le cose. E si rimette in discussione anche quello che ci hanno insegnato a casa quando eravamo piccoli, o a scuola, o che abbiamo imparato dagli amici, se ci accorgiamo che il Vangelo va in un’altra direzione. Occorre essere pronti a perdere anche le proprie idee, le convinzioni per cui abbiamo fatto battaglie, se Gesù dice altro. Occorre morire. Per rinascere figli di Dio. Per rinascere Gesù. (don Carlo Josè Seno)

SECONDA DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

Anno B - Rito Ambrosiano – 9 settembre 2018

Fa’ splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi

LETTURA Isaia 63,7-17. Tu conducesti il tuo popolo per acquistarti un nome glorioso.

SALMO 79 (80) Fa’ splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.

EPISTOLA Ebrei 3,1-6. Mosè, servitore nella casa e testimone di ciò che doveva essere

annunciato più tardi. Cristo è posto sopra la casa come.

VANGELO Giovanni 5,37-47. Voi scrutate le Scritture. Di me Mosè ha scritto - In quel tempo. Il Signore Gesù disse: 37«Anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, 38e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. 39Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. 40Ma voi non volete venire a me per avere vita. 41Io non ricevo gloria dagli uomini. 42Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. 43Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. 44E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio? 45Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. 46Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. 47Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

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Accorgersi della sete

Racconta un midrash della tradizione rabbinica che Mosè, stando dalla parte del suo popolo, fu messo alla prova dal Signore. Dice così: “Fu col gregge che il Signore lo mise alla prova. Osservano i nostri maestri: una volta, quando Mosè pascolava il gregge di Ithro nel deserto, gli sfuggì un capretto: Mosè gli corse dietro sino alla fessura di una roccia. Giunto là, il capretto si fermò davanti ad una cisterna per bere. Quando Mosè gli fu vicino, gli disse: ‘ma io non sapevo che tu corressi per la sete! sei, dunque, stanco?’ E, nel dire così, se lo mise sulle spalle e continuò a camminare. Allora il Santo, benedetto Egli sia, gli disse: ‘poiché tu hai compassione e sai guidare il gregge degli uomini, sono certo che saprai guidare anche il gregge del mio popolo Israele’”.

PRIMA DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

Anno B - Rito Ambrosiano – 2 settembre 2018

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza

LETTURA Isaia 29,13-21. Guai a quanti vogliono sottrarsi alla vista del Signore!

SALMO 84 (85): Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

EPISTOLA Ebrei 12,18-25. Voi vi siete accostati al monte Sion, al mediatore dell’alleanza nuova.

VANGELO Giovanni 3,25-36. La testimonianza di Giovanni - In quel tempo. 25Nacque una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. 26Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». 27Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. 28Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. 29Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. 30Lui deve crescere; io, invece, diminuire». 31Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. 32Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. 33Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. 34Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. 35Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. 36Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

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... Dicevamo che il Battista, che pure era un temperamento forte, a Gesù aveva dato l’immagine dello sposo, lo sposo lo tocchi. E a se stesso aveva dato l’immagine dell’amico, dell’amico dello sposo. Siamo nel tempo dell’amicizia. Puoi dare a Gesù il nome di amico. Fedele, fedele per sempre. E lui lo dà a noi: “Non vi chiamo più servi, vi chiamo amici”. Lo dice a te, a me, a ciascuno di noi. E non sono parole, non ha mai detto parole che non sentisse. Siete miei amici. Siatelo anche voi tra di voi! Non siamo più nel tempo della paura, del tremore, siamo nel tempo dell’amicizia. (don Angelo Casati, Omelia di domenica 2 settembre)

DOMENICA CHE PRECEDE IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

Anno B - Rito Ambrosiano – 26 agosto 2018

Avrò pienezza di vita alla tua presenza, Signore

LETTURA. 2Mac 7,1-2. 20-41 - La madre e i sette figli martiri per la Legge.

SALMO 16 (17): Avrò pienezza di vita alla tua presenza, Signore.

EPISTOLA 2 Cor 4,7-14. Parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù.

VANGELO Mt 10,28-42. Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo - In quel tempo. Il Signore Gesù disse: 28«Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. 29Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. 30Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! 32Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. 34Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. 35Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; 36e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. 37Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; 38chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. 39Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. 40Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. 42Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

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Don Pino Pugliesi diceva di sé: “Non sono un teologo, sono uno che ha cercato di lavorare per il regno di Dio…”. E in una lettera: “Non credere che io non abbia paura. Non sono un eroe. Viene un momento della vita in cui uno prende una decisione ed io l’ho presa”. E in una delle sue ultime omelie gridava così: “Se siete ancora uomini fatevi vedere alla luce del sole...le porte della Chiesa sono aperte. Io vi accolgo!”. E proprio il suo assassino era giunto a dire così: “Signor Giudice, quel prete prendeva i ragazzi dalla strada, ci martellava con la sua parola, ci rompeva le scatole”. Quel modello di prete, che la mafia voleva cacciare in sagrestia, viene oggi ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa come massima fedeltà al Vangelo di Gesù.

XIII DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Anno B - Rito Ambrosiano - 19 agosto 2018

Renderò grazie, Signore, al tuo santo nome

LETTURA 2Cr 36,17c-23: Dio suscita Ciro, re di Persia, per ricostruire il tempio;

SALMO (Sal 106): Renderò grazie, Signore, al tuo santo nome.

EPISTOLA Rm 10,16-20: Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano;

VANGELO Lc 7,1b-10: Neanche in Israele ho trovato una fede così grande - In quel tempo. Il Signore Gesù entrò in Cafarnao. Il servo di un centurione era malato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: “Egli merita che tu gli conceda quello che chiede - dicevano -, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga”. Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: “Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa”. All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: “Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!” E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

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«Signore, non disturbarti!» (Lc 7, 6) - Il messaggio inviato a Gesù da questo centurione esprime davvero una grande fede. Lui non chiede una presenza di Gesù in casa sua, cosa che a miracolo avvenuto gli avrebbe potuto dare un certo prestigio e non chiede neppure un colloquio personale, riservato, con Lui. Gli basta una sola Sua parola. È la certezza che la Parola di Gesù è una nuova creazione, che dà vita a ciò che altrimenti non esisterebbe. Così capita anche a noi quando la Parola di Gesù messa in pratica cambia il nostro modo comportarci, inaugura una vita tutta nuova. (don Carlo Josè Seno)

XII DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Anno B - Rito Ambrosiano - 12 agosto 2018

Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia

LETTURA, Geremia 25,1-13. Geremia preannuncia i settant’anni di cattività

SALMO 136 (137) Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.

EPISTOLA Romani 11,25-32. La chiamata di Dio è irrevocabile.

VANGELO Matteo 10,5b-15. I Dodici, inviati alle pecore perdute d’Israele - In quel tempo. Il Signore Gesù 5inviò i Dodici, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; 6rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. 7Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. 8Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. 9Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, 10né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. 11In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. 12Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. 13Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. 14Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. 15In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

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I cristiani, soprattutto quelli impegnati nella predicazione […] dimenticano che l’ascoltare potrebbe essere un servizio più importante del parlare. Molti cercano un orecchio disposto ad ascoltarli, e non lo trovano fra i cristiani, che parlano sempre, anche quando sarebbe il caso di ascoltare. Ma chi non sa più ascoltare il fratello, prima o poi non sarà più nemmeno capace di ascoltare Dio, e anche al cospetto di Dio non farà che parlare (D. Bonhoeffer, La vita comune).

XI DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Anno B -Rito Ambrosiano – 5 agosto 2018

Mostrati a noi, Signore, nella tua santa dimora

Lettura: 1Re 18,16b-40a – Elia e la punizione dei falsi profeti di Baal al Carmelo .

Salmo responsoriale: Sal 15 (16) - Sei tu, Signore, l’unico mio bene.

Epistola: Rm 11,1-15 – L’esempio dei fedeli d’Israele al tempo di Elia

Vangelo: Mt 21,33-46 – L’opposizione all’invito di Dio: i vignaioli omicidi. In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

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Etty Hillesum, giovane ebrea morta nell’inferno di Auschwitz, scriveva nel suo Diario: “È la sola cosa che conti: un po’ di Te in me, in ciascuno di noi, mio Dio. Poter contribuire a farti venire alla luce nei cuori martirizzati degli altri”. ‘Partorire’ Dio ogni giorno, riscoprendolo nelle ferite, spesso mortali, di chi ci sta accanto”.

X DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Anno B - Rito Ambrosiano – 29 luglio 2018

Mostrati a noi, Signore, nella tua santa dimora

LETTURA 1 Re 7, 51–8, 14 - La nube divina prende possesso del tempio.

SALMO Sal 28 (29): Mostrati a noi, Signore, nella tua santa dimora.

EPISTOLA 2 Cor 6, 14–7,1 - Noi siamo il tempio del Dio vivente.

VANGELO Mt 21,12-16 - Gesù entra nel tempio e ne scaccia i venditori. In quel tempo. Il Signore 12Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe 13e disse loro: «Sta scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi invece ne fate un covo di ladri». 14Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. 15Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, 16e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode?».

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«I fanciulli che acclamavano nel tempio: “Osanna al figlio di Davide!”» (Mt 21, 15)

Gli unici nel tempio che capiscono il messaggio di Gesù sono i malati e i bambini. Cioè le persone che si mettono davanti a Lui senza l'arroganza di chi pensa di sapere già tutto, di avere diritti o peggio approfitta della fede degli altri per trarne il proprio profitto.

don Carlo Josè Seno

IX DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Anno B - Rito Ambrosiano – 23 luglio 2018

Il Signore ha scelto Sion per sua dimora

LETTURA – 2 Samuele 6,12b-22 - Davide si umilia davanti all’arca di Dio

SALMO - 131 (132): Il Signore ha scelto Sion per sua dimora.

EPISTOLA – I Corinzi 1, 32-31 - Ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini

VANGELO - Marco 8, 34-38 - Chi vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso - In quel tempo. 34Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, il Signore Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. 36Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? 37Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? 38Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».

Da chiesadimilano.it: Prepariamo la domenica

Nel contesto del nostro mondo occidentale, caratterizzato da demotivazioni e stanchezze (…) che cosa ci può dare un colpo d’ala, un cambiamento di marcia, un orizzonte di gioia e di speranza? Non basta deplorare e denunciare le brutture del nostro mondo. Non basta neppure per la nostra epoca disincantata parlare di giustizia, di doveri, di bene comune, di programmi pastorali, di esigenze evangeliche… Bisogna irradiare la bellezza di ciò che è vero e giusto nella vita, perché solo questa bellezza rapisce veramente i cuori e li rivolge a Dio. (card. C.M. Martini, Quale bellezza salverà il mondo?)

VIII DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Anno B - Rito Ambrosiano – 15 Luglio 2018

Ricòrdati, Signore, del tuo popolo e perdona

Lettura del libro dei Giudici 2, 6-17 - In quei giorni. Quando Giosuè ebbe congedato il popolo, gli Israeliti se ne andarono, ciascuno nella sua eredità, a prendere in possesso la terra. Il popolo servì il Signore durante tutta la vita di Giosuè e degli anziani che sopravvissero a Giosuè e che avevano visto tutte le grandi opere che il Signore aveva fatto in favore d’Israele. Poi Giosuè, figlio di Nun, servo del Signore, morì a centodieci anni e fu sepolto nel territorio della sua eredità, a Timnat-Cheres, sulle montagne di Èfraim, a settentrione del monte Gaas. Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; dopo di essa ne sorse un’altra, che non aveva conosciuto il Signore, né l’opera che aveva compiuto in favore d’Israele. Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e servirono i Baal; abbandonarono il Signore, Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dalla terra d’Egitto, e seguirono altri dèi tra quelli dei popoli circostanti: si prostrarono davanti a loro e provocarono il Signore, abbandonarono il Signore e servirono Baal e le Astarti. Allora si accese l’ira del Signore contro Israele e li mise in mano a predatori che li depredarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno, ed essi non potevano più tener testa ai nemici. In tutte le loro spedizioni la mano del Signore era per il male, contro di loro, come il Signore aveva detto, come il Signore aveva loro giurato: furono ridotti all’estremo. Allora il Signore fece sorgere dei giudici, che li salvavano dalle mani di quelli che li depredavano. Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via seguita dai loro padri, i quali avevano obbedito ai comandi del Signore: essi non fecero così.

Sal 105 (106) - Ricòrdati, Signore, del tuo popolo e perdona.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 2, 1-2. 4-12 - Voi stessi, fratelli, sapete bene che la nostra venuta in mezzo a voi non è stata inutile. Ma, dopo avere sofferto e subìto oltraggi a Filippi, come sapete, abbiamo trovato nel nostro Dio il coraggio di annunciarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte. Come Dio ci ha trovato degni di affidarci il Vangelo così noi lo annunciamo, non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio, che prova i nostri cuori. Mai infatti abbiamo usato parole di adulazione, come sapete, né abbiamo avuto intenzioni di cupidigia: Dio ne è testimone. E neppure abbiamo cercato la gloria umana, né da voi né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo. Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli. Così, affezionati a voi, avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari. Voi ricordate infatti, fratelli, il nostro duro lavoro e la nostra fatica: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi, vi abbiamo annunciato il vangelo di Dio. Voi siete testimoni, e lo è anche Dio, che il nostro comportamento verso di voi, che credete, è stato santo, giusto e irreprensibile. Sapete pure che, come fa un padre verso i propri figli, abbiamo esortato ciascuno di voi, vi abbiamo incoraggiato e scongiurato di comportarvi in maniera degna di Dio, che vi chiama al suo regno e alla sua gloria.

Lettura del Vangelo secondo Marco 10, 35-45 - In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Da chiesadimilano.it: Prepariamo la domenica

La sequela di Gesù non va letta nella logica di potere, ma nella logica del servizio. Fuori dalla logica umana di acquistare il potere a tutti i costi. Un potere che deve diventare già su questa terra in questa logica. (don M. Cerutti)

VII DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Rito Ambrosiano – 8 luglio 2018

Il Signore dà vittoria al suo consacrato

LETTURA – Giosuè 10,6-15: 6 Allora gli uomini di Gàbaon mandarono a dire a Giosuè, all'accampamento di Gàlgala: «Non privare del tuo aiuto i tuoi servi. Vieni presto da noi; salvaci e aiutaci, perché si sono alleati contro di noi tutti i re degli Amorrei, che abitano sulle montagne». 7 Giosuè partì da Gàlgala con tutta la gente di guerra e tutti i prodi guerrieri. 8 Allora il Signore disse a Giosuè: «Non aver paura di loro, perché li metto in tuo potere; nessuno di loro resisterà davanti a te». 9 Giosuè piombò su di loro d'improvviso: tutta la notte aveva marciato, partendo da Gàlgala. 10 Il Signore mise lo scompiglio in mezzo a loro dinanzi ad Israele, che inflisse loro in Gàbaon una grande disfatta, li inseguì verso la salita di Bet-Coron e li battè fino ad Azeka e fino a Makkeda. 11 Mentre essi fuggivano dinanzi ad Israele ed erano alla discesa di Bet-Coron, il Signore lanciò dal cielo su di essi come grosse pietre fino ad Azeka e molti morirono. Coloro che morirono per le pietre della grandine furono più di quanti ne uccidessero gli Israeliti con la spada. 12 Allora, quando il Signore mise gli Amorrei nelle mani degli Israeliti, Giosuè disse al Signore sotto gli occhi di Israele: «Sole, fèrmati in Gàbaon e tu, luna, sulla valle di Aialon». 13 Si fermò il sole e la luna rimase immobile finché il popolo non si vendicò dei nemici. Non è forse scritto nel libro del Giusto: «Stette fermo il sole in mezzo al cielo e non si affrettò a calare quasi un giorno intero. 14 Non ci fu giorno come quello, né prima né dopo, perché aveva ascoltato il Signore la voce d'un uomo, perché il Signore combatteva per Israele»? 15 Poi Giosuè con tutto Israele ritornò all'accampamento di Gàlgala.

SALMO - 19 (20): Il Signore dà vittoria al suo consacrato

EPISTOLA - Romani 8,31b-39: 31 Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 32 Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? 33 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. 34 Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? 35 Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? 36 Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. 37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. 38 Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, 39 né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

VANGELO - Giovanni 16,33–17,3: In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: 16,33«Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!». 17,1Così parlò Gesù. Poi, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. 2Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. 3Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo».

Da chiesadimilano.it: Prepariamo la domenica

Dio attende come un mendicante (…), immobile e silenzioso, davanti a qualcuno che forse gli darà un pezzo di pane. Il tempo è l’attesa di Dio che mendica il nostro amore. (Simone Weil)

VI DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Rito Ambrosiano – 1 luglio 2018

O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra

LETTURA – Esodo 3,1-15 In quei giorni. 1Mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. 2L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». 4Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». 5Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». 6E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio. 7Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. 8Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Ittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. 9Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. 10Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». 11 Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e fare uscire gli Israeliti dall’Egitto?». 12Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte». 13 Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?». 14Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”». 15Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione».

SALMO - 67 (68): O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

EPISTOLA: 1Corinzi 2,1-7 - 1Anch’io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. 2Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. 3Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. 4La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, 5 perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. 6Tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. 7Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria.

VANGELO: Matteo 11,27-30 - In quel tempo. Il Signore Gesù disse: 27«Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. 28Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. 29Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. 30Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Da chiesadimilano.it: Prepariamo la domenica

Dio poteva obbligare gli uomini a obbedire come fanno le stelle. Egli, invece, si è fatto uomo e ha deposto la sua onnipotenza all’uscio delle case degli uomini. L’onnipotente che regge il cosmo se ne va come un mendicante tra la folla delle anime chiedendo come elemosina di spartire le ricchezze misteriose del suo essere. (Sigrid Undset)