La Parola

IV DOMENICA DI PASQUA

Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni

Anno B - Rito Ambrosiano – 22 aprile 2018

Ti esalto, Signore, perché mi hai liberato

LETTURA Atti 20,7-12 Alla domenica Paolo spezza il pane nella comunità di Troade.

SALMO 29 (30). Ti esalto, Signore, perché mi hai liberato.

EPISTOLA 1Timoteo 4,12-16. Il dono spirituale che è in te, è stato conferito con l’imposizione delle mani da parte dei presbiteri.

VANGELO Giovanni 10,27-30 Il Pastore buono dà alle sue pecore la vita eterna - In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: 27«Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 28Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. 29Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. 30Io e il Padre siamo una cosa sola».

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Pietra di carità (G. Testori, da Post-Hamlet)

E quando scenderà dei rischi che verranno la paura,

stringiTi in noi e stringi noi in Te;

facci realtà santa, realtà paziente, realtà sicura;

e fa’ che noi si sia pietra di carità che oltre morte dura.

III DOMENICA DI PASQUA

Anno B - Rito Ambrosiano – 15 aprile 2018

Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia

LETTURA Atti 16,22-34. Il battesimo del carceriere: credi nel Signore Gesù e sarai salvato

SALMO 97 (98): Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

EPISTOLA Colossesi 1,24-29. Sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi, a favore della Chiesa, di cui sono diventato ministro

VANGELO Giovanni 14,1-11a. Mostraci il Padre. Io sono la via, la verità e la vita - In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: 1«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? 3Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. 4E del luogo dove io vado, conoscete la via». 5Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». 6Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». 8Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? 10Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me».

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Mio Dio , donami il continuo sentore della tua presenza, della tua presenza in me e attorno a me… e, al tempo stesso, quell’amore carico di timore che si prova in presenza di tutto ciò che si ama appassionatamente, e che fa sì che si rimanga davanti alla persona amata, senza poter staccar gli occhi da lei, con il desiderio grande e la volontà di fare tutto quel che la compiaccia, tutto quel che è buono per lei; e con il grande timore di fare, dire o pensare qualcosa che le dispiaccia o la ferisca… In te, da te e per te, Amen. (Charles de Foucauld)

II DOMENICA DI PASQUA

IN ALBIS DEPOSITIS - Rito Ambrosiano – 8 aprile 2018

Domenica della Divina Misericordia

LETTURA Atti 4,8-24a. Gesù Cristo, che è stato crocifisso e che Dio ha risuscitato.

SALMO 117 (118) La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare

EPISTOLA Colossesi 2,8-15. Siete stati sepolti con Cristo nel battesimo e con lui siete risorti.

VANGELO Giovanni 20,19-31. L’apparizione del Risorto nel cenacolo presente Tommaso - In quel tempo. 19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». 22Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». 24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». 26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». 27Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». 28Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 29Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». 30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

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L'evangelista Giovanni ricorda il costato "metti la tua mano nel costato". Non possiamo dimenticare che Giovanni, unico evangelista, ha parlato nel suo vangelo della lancia che ha aperto il costato del Signore sulla croce.

Attraverso quella ferita -dicono i mistici- attraverso l'apertura del costato, tu hai accesso al cuore di Cristo: un territorio ora invaso, invaso da tutti, una dimora per tutti noi, una dimora di pace, per tutti.

Le ferite, proprio perché vi leggi l'amore di un Dio che ci ha amati sino alla fine, quelle ferite, ci danno pace. Pace a voi. State in pace.

(A. Casati, da Sulla soglia, Omelia nella II domenica di Pasqua)

DOMENICA DI PASQUA

Rito Ambrosiano – 1 aprile 2018

Questo è il giorno che ha fatto il Signore; rallegriamoci e in esso esultiamo

Giovanni 20,11-18 - In quel tempo. 11Maria di Màgdala stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». 16Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». 17Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». 18Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

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Poesia per Pasqua (D. Maria Turoldo)

Io vorrei donare una cosa al Signore, / ma non so che cosa.

Andrò in giro per le strade / e mi fermerò soprattutto coi bambini / a giocare in periferia, / e poi lascerò un fiore / ad ogni finestra dei poveri / e saluterò chiunque incontrerò per via.

E poi suonerò con le mie mani / le campane sulla torre.

Andrò nel bosco questa notte / e abbraccerò gli alberi / e starò in ascolto dell'usignolo, / quell'usignolo che canta sempre solo / da mezzanotte all'alba.

E poi andrò a lavarmi nel fiume / e all'alba passerò sulle porte / di tutti i miei fratelli / e dirò a ogni casa: - Pace.

DOMENICA DELLE PALME

Anno B – Rito Ambrosiano – 25 marzo 2018

Ecco, o figlia di Sion, il tuo re

MESSA del GIORNO: Gv 11,55-57;12,1-11: In quel tempo 55Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. 56Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». 57Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo. 1 Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. 2E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. 3Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo. 4Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: 5«Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?».6Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.7Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. 8I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». 9Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 10I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro,11perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

MESSA unita alla Processione con gli Ulivi - Gv 12,12-16 - In quel tempo. 12La grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, 13prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!» 14Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: 15Non temere, figlia di Sion! Ecco il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina. 16I suoi discepoli al momento non compresero queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte.

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“Anni fa una mia parrocchiana mi commosse. Le portavo quel giorno l’Eucaristia. Mi disse: ‘Oggi mi è venuto il desiderio di profumare la mano in cui riceverò il Signore’. Profumare il Signore ed esserne profumati, diventare a nostra volta il buon profumo di Cristo. Nella letteratura rabbinica ci si chiede perché Dio fece uscire Abramo dalla sua terra e si risponde che Abramo era come un’ampolla di unguento profumato e Dio lo faceva uscire, perché, là dove fosse arrivato, si potesse godere del suo profumo. Poche parole dunque. Il profumo, se c’è, lo senti nell’aria. Un vero discepolo del Signore, se c’è, non c’è bisogno di parole, lo senti: dà gioia, dà benessere, dà un senso di fragranza, di leggerezza. La pesantezza delle parole, parole come pietre e la leggerezza del profumo.”

(Angelo Casati, il sorriso di Dio)

DOMENICA DI LAZZARO

Anno B – V di Quaresima - Rito Ambrosiano – 18 marzo 2018

Il Signore fece uscire il suo popolo fra canti di gioia

LETTURA Deuteronomio 6,4a.20-25. Quando tuo figlio ti domanderà, risponderai: eravamo schiavi del faraone e il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente

SALMO 104 (105). Il Signore fece uscire il suo popolo fra canti di gioia.

EPISTOLA, Efesini 5,15-20. Inneggiate al Signore, rendendo continuamente grazie.

VANGELO Giovanni 11,1-53. La risurrezione di Lazzaro - In quel tempo. 1Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. 2Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». 4All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». 5Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. 6Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. 7Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». 8I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». 9Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». 11Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». 12Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». 13Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. 14Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto 15e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». 16Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!». 17Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. 18Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri 19e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. 20Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». 23Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». 24Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». 25Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». 27Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». 28Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». 29Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. 30Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. 31Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. 32Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». 33Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, 34domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». 35Gesù scoppiò in pianto. 36Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». 37Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». 38Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. 39Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». 40Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». 41Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. 42Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». 45Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. 46Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. 47Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. 48Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». 49Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! 50Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». 51Questo però non lo disse da sè stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; 52e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. 53Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

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«Se Cristo fosse veramente risorto i cristiani avrebbero un’altra faccia», affermava Nietzsche. La Resurrezione è il punto centrale della fede cristiana. Credere nelle Resurrezione non vuol dire credere che duemila anni fa il Signore è risorto. Vuol dire, avere incontrato il Signore risorto oggi. Vuol dire, essere partecipi oggi della sua vita e della sua gioia. L’esistenza di chi ha incontrato il Signore è tutta sotto la gioia della Pasqua: “gioite, rallegratevi, non temete”. La gioia è il segno che Cristo è risorto e che lo abbiamo incontrato. Dove c’è Dio c’è gioia, la gioia è il suo distintivo. Nella tradizione spirituale la gioia è il segno della sua presenza. (Padre Silvano Fausti)

DOMENICA DEL CIECO

Anno B – IV di Quaresima - Rito Ambrosiano – 11 marzo 2018

Signore, nella tua luce vediamo la luce

LETTURA Esodo 33,7-11 Dio parla faccia a faccia con Mosè nella tenda del convegno

SALMO 35 (36). Signore, nella tua luce vediamo la luce.

EPISTOLA 1Tessalonicesi 4,1b-12. Trattate il vostro corpo con santità e rispetto

VANGELO Giovanni 9, 1-38b Il cieco nato - In quel tempo. 1Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita 2e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». 3Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. 4Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. 5Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». 6Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Siloe» - che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. 8Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». 9Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». 10Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». 11Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Siloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». 12Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so». 13Condussero dai farisei quello che era stato cieco: 14era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. 15Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. 17Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». 18Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. 19E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». 20I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; 21 ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». 22Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. 23Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!». 24Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». 25Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». 26Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». 27Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». 28Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! 29Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». 30Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. 31Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. 32Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. 33Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». 34Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. 35Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». 36Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». 38Ed egli disse: «Credo, Signore!».

Da chiesadimilano.it: Prepariamo la domenica

“A chi assomigliamo come chiesa? Come chiesa, ma anche come singoli cristiani? Uno ti incontra e dice: Ma che luce che ha dentro, e come fa bene, com'è bello stare e camminare con lui. Uno ti incontra e dice: Parla come un libro stampato! Questi sa tutto. Che presunzione, che noia! A chi assomigliamo? Il Signore ci renda luminosi, luminosi dentro e sul volto, come Mosè sul monte”.

(don Angelo Casati).


DOMENICA DI ABRAMO

Anno B – III di Quaresima - Rito Ambrosiano – 4 marzo 2018

Salvaci, Signore, nostro Dio

LETTURA, Esodo 32,7-13b.

SALMO 105 (106): Salvaci, Signore, nostro Dio.

EPISTOLA 1Tessalonicesi 2,20–3,8

VANGELO, Giovanni 8,31-59. In quel tempo. Il Signore 31Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; 32conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». 33Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». 34Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. 35Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. 36Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. 37So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. 38Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». 39Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. 40Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. 41Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». 42Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. 43Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. 44Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. 45A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. 46Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? 47Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio». 48Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». 49Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. 50Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. 51In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». 52Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. 53Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». 54Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, 55e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. 56Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». 57Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». 58Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». 59Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

Da chiesadimilano.it: Prepariamo la domenica

“(…) Camminare è essenziale per noi umani, ma sovente lo scopriamo tardi, come tardi ci accorgiamo che la vita è un cammino da percorrere giorno dopo giorno, verso una meta che non sempre cerchiamo o abbiamo chiara davanti a noi. Ben lo aveva intuito Machado: “Camminando si apre cammino”, passeggiando si può scoprire una meta che all'inizio non si conosceva. A volte basta prendere la decisione di partire, come Abramo: “Lech, lechà!”, Alzati, va': va' verso te stesso, va' al di là dell'orizzonte, cammina, cammina, non troverai mai un limite sulla terra, perché la terra è rotonda e tu sei più grande dei tuoi limiti”.

Enzo Bianchi Camminare (da Jesus, giugno 2016)

DOMENICA DELLA SAMARITANA

Anno B – II di Quaresima - Rito Ambrosiano – 25 febbraio 2018

Signore, tu solo hai parole di vita eterna

LETTURA Deuteronomio 5,1-2.6-21. Il Decalogo

SALMO 18 (19) Signore, tu solo hai parole di vita eterna.

EPISTOLA Efesini 4,1-7. A ciascuno è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.

VANGELO Giovanni 4, 5-42 La Samaritana - In quel tempo. Il Signore Gesù 5giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. 7Giunse una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». 8I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. 9Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. 10Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». 11Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? 12Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». 13Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete: 14ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». 15«Signore - gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». 16Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». 17Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. 18Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». 19Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! 20I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». 21Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. 24Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». 25Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». 26Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». 27In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». 28La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: 29«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». 30Uscirono dalla città e andavano da lui. 31Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». 32Ma egli rispose loro: «Io ha da mangiare un cibo che voi non conoscete». 33E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». 34Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. 37In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. 38Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». 39Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». 40E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. 41Molti di più credettero per la sua parola 42e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

LETTURE DOMENICALI - TRACCIA DI RIFLESSIONE A CURA DI ANGELO CASATI (da www.chiesadimilano.it)

Testo completo: Seconda domenica di Quaresima

La Quaresima vive di simboli, ha il fascino dei simboli: il deserto, la scorsa domenica, e oggi l’acqua. Mi rimormora nella mente, quasi a commento dell’acqua, il ricordo di un canto medioevale:

Anime affaticate e sitibonde venite all’onda viva cui vi invita la vera vita ove spegner potrete la lunga sete. Venite all’acque dolci e chiare torbide e amare son l’acque d’Egitto. Il cammin dritto prenda, e salga il monte chi brama il fonte.

Le acque di Dio sono acque dolci e chiare, sono acque di libertà. Noi spesso lo dimentichiamo, dimentichiamo che nelle acque del Mar Rosso – come nelle acque del battesimo peraltro – sta scritto uno statuto di libertà. Perché battezzi un figlio? Perché rimanga libero. Dio è geloso della nostra libertà. Anche le dieci parole di Dio sul monte sono a difesa della nostra libertà, a protezione da ricadute in schiavitù. Pensate solo come viene presentata l’osservanza del sabato, noi diremmo della domenica: come il giorno in cui fare memoria della libertà. Sta scritto: “Il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te. Ricordati che sei stato schiavo nella terra d'Egitto e che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore, tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno del sabato”. Il sabato per ricordare la libertà.

(…)

Il pensiero mi va ad Etty Hillesum, morta a 29 anni nel campo di sterminio di Auschwitz. In una pagina del suo diario, lei, ragazza libera da appartenenze religiose, scrive: “Dentro di me c’è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c’è Dio. A volte riesco a raggiungerla, più sovente è coperta di pietre e sabbia. Allora bisogna dissotterrarla di nuovo. Mi immagino che certe persone preghino con gli occhi rivolti al cielo: esse cercano Dio fuori di sé. Ce ne sono alcune che chinano il capo nascondendolo fra le mani, credo che cerchino Dio dentro di sé “ (Diario, Adelphi 2012, p.153). Qualche mese dopo scriverà nel suo diario: “Oggi pomeriggio mi sono ritrovata d’un tratto in ginocchio sulla stuoia di cocco marrone, nel bagno, la testa nascosta nell’accappatoio, che pendeva dalla sedia di vimini rotta. Non riesco proprio a inginocchiarmi bene, c’è una sorta di imbarazzo in me. Perché? Forse a causa della parte critica, razionale e atea che pure mi appartiene. Tuttavia sento, di tanto in tanto, un forte desiderio di inginocchiarmi, con le mani sul viso, per trovare pace e per ascoltare la fonte nascosta in me” (Ib pp. 168- 169). Disseppellire la fonte, ascoltare la fonte, un richiamo per la nostra quaresima.

DOMENICA ALL’INIZIO DI QUARESIMA

Anno B – Prima domenica di Quaresima - Rito Ambrosiano (18 febbraio 2018)

Domenica della Parola di Dio

LETTURA Isaia 57, 15–58, 4a. Non digiunate tra litigi e alterchi

SALMO 50 (51) Pietà di me, o Dio, nel tuo amore.

EPISTOLA, 2 Corinzi 4,16b–5,9. Se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore

si rinnova di giorno in giorno

VANGELO Lettura di Matteo 4,1-11. Gesù tentato nel deserto - In quel tempo. Il Signore 1Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». 4Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini al tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». 7Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». 8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». 10Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». 11Allora il diavolo lolasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

LETTURE DOMENICALI - TRACCIA DI RIFLESSIONE A CURA DI ANGELO CASATI (da www.chiesadimilano.it)

Testo completo: Prima domenica di Quaresima

“Fu condotto dallo spirito nel deserto”. E lui, Gesù, si lasciò condurre. Sì, perché allo Spirito che spinge verso il deserto si può anche opporre resistenza. E nasce proprio da qui la prima domanda per la mia quaresima: se ho il desiderio, la determinazione, il coraggio di lasciarmi condurre nel deserto.

Voi sapete che nel cuore degli Israeliti il deserto evocava i giorni dell’uscita dalla schiavitù d’Egitto, un grido di indipendenza dal faraone, un cammino verso la libertà. Devo allora dire a me stesso che non sarà quaresima, la mia, se non avrò il coraggio di dare a questo tempo momenti di deserto, cioè un indugio in qualche spazio di silenzio. Non importa dove o quando, ma che sia uno stare faccia a faccia con me stesso e con Dio. Per un’urgenza di sincerità. E come dunque non pregare perché possiamo avere il coraggio di uscire dalla tirannia? Anche dalla tirannia delle nostre immobilità, questo immobile stare in quello che sono o in quello che ho sempre fatto, dando credito invece alla possibilità della conversione, parola che allude alla possibilità, mai chiusa, di invertire o, se non altro, di correggere la rotta.

È possibile, mi chiedo, sarà possibile? Oppure niente più mi schioda, perché alla mia età mi ritengo ormai argilla indurita, impermeabile al tocco di qualsiasi mano? (…)

Gesù risponde, vince, con la parola di Dio. Facciamo posto alla parola di Dio in questi giorni, cominciando da noi stessi, chiedendo a noi stessi questo coraggioso libero e liberante confronto con la parola di Dio. Sicuri che l’esito sarà, per grazia, un altro. Quello, a mio avviso, alluso nell’ultimo versetto del racconto di Matteo. Dove è scritto che di fronte all’opposizione, senza se e senza ma, di Gesù, “il diavolo lo lasciò ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano”. Sembra di intravvedere, non so se sbaglio, uno squarcio di rara, emozionante bellezza: la vittoria della libertà. Altro che quaresima tempo triste! Cominciamo dunque da noi stessi. E ci sia dato respirare la libertà di Gesù, che abbiamo contemplata in tutta la sua franchezza e bellezza all’inizio della quaresima. Ora ce ne andiamo. Cercandone le orme.