La Parola

V DOMENICA DI AVVENTO

Anno C - Rito Ambrosiano – 16 dicembre 2018

Il Precursore

LETTURA Isaia 30,18-26b. Popolo di Sion, che abiti in Gerusalemme, non si terrà più nascosto il tuo maestro.

SALMO 145 (146) Vieni, Signore, a salvarci.

EPISTOLA 2 Corinzi 4,1-6. Noi non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore.

VANGELO Giovanni 3,23-32. Chi possiede la sposa è lo Sposo; ma l’amico dello Sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello Sposo - In quel tempo. 23Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. 24Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione. 25Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. 26Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». 27Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. 28Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato andato avanti a lui”. 29Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. 30Lui deve crescere; io, invece, diminuire». 31Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. 32Egli attesta ciò che ha visto e udito».

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Signore Gesù, tra non molti giorni celebreremo il Natale. Sapremo trovare le parole più toccanti per dire a tutti la nostra gioia nell’accogliere la tua presenza che abbiamo atteso e invocato con il senso della nostra mendicante povertà? Abbiamo bisogno di parole molto semplici, di parole umili che però vengano dal cuore. Abbiamo bisogno, come Giovanni, di non vantare alcun merito, ma di sentirci, semplicemente, voce della tua parola, piccolo riflesso della tua grande luce, lampada che arde e risplende, sia pure in misura molto modesta, per le persone che abbiamo accanto, per i nostri familiari, per i nostri amici e per tanti fratelli e sorelle che sono in cerca di una luce per il loro cammino e il loro futuro. La tua gioia sia il sapore della nostra fede, la tua parola sia l’orizzonte del nostro esistere, la tua luce sia il conforto della nostra speranza. Signore Gesù, vieni a colmare la nostra attesa con la certezza che tu sei sempre accanto a noi, anche quando i nostri occhi velati non sanno scorgere le tracce della tua meravigliosa, divina presenza. Amen.

(don Luigi Pozzoli)

IV DOMENICA DI AVVENTO

Anno C - Rito Ambrosiano – 9 dicembre 2018

L’ingresso del Messia

LETTURA Isaia 4,2-5. Verrà il Signore sul monte Sion come una nube.

SALMO 23 (24): Alzatevi, o porte: entri il Re della gloria.

EPISTOLA Ebrei 2, 5-15. Avendo sottomesso a lui tutte le cose, nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso

VANGELO Luca 19, 28-38 Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. - In quel tempo. 28Il Signore Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. 29Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli 30dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. 31E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”». 32Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. 33Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». 34Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno». 35Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. 36Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. 37Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, 38dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».

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“Se invece di voltarci indietro, guardassimo avanti, se invece di guardare le cose che si vedono, avessimo l’occhio attento a quelle che non si vedono ancora, se avessimo cuori in attesa, più che cuori in rimpianto, nessuno ci toglierà più la nostra gioia”. Così scrive don Primo Mazzolari. E Gesù è uno che cammina guardando avanti, senza mai voltarSi indietro. Che va risoluto verso Gerusalemme, come dice il Vangelo di questa domenica (Don Walter Magni, IV di Avvento, 9 dicembre 2018).

III DOMENICA DI AVVENTO

Anno C - Rito Ambrosiano – 2 dicembre 2018

Le profezie adempiute

LETTURA Is 45,1-8 Stillate, cieli, dall’alto

SALMO 125 (126). Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

EPISTOLA Rm 9,1-5 Vorrei essere io stesso anatema a vantaggio dei miei fratelli secondo la carne.

VANGELO Lc 7,18-28 Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito - In quel tempo. 18Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni 19li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». 20Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». 21In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. 22Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. 23E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». 24Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? 25Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. 26Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. 27Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via. 28Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

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Gesù, per quanto sia già entrato nella nostra storia (adventus), tuttavia, in quanto morto e risorto, ci viene incontro continuamente come Colui che ancora viene (adveniens). Tra queste due situazioni – l’essere già venuto e il fatto che sicuramente verrà alla fine del mondo – sta il tempo della nostra storia, come occasione di conversione a Lui, di adesione e di sequela nei Suoi confronti. Una adesione a Gesù che ha sperimentato anche Giovanni Battista (don Walter Magni, III di Avvento, 2 dicembre 2018).

II DOMENICA DI AVVENTO

Anno C - Rito Ambrosiano – 25 novembre 2018

I figli del Regno

LETTURA Isaia19,18-24 Gli Egiziani serviranno il Signore insieme con gli Assiri

SALMO 86 (87) Popoli tutti, lodate il Signore.

EPISTOLA Efesini 3,8-13. Mi è stata concessa la grazia di annunciare Cristo alle genti.

VANGELO Marco 1,1-8. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo -1Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. 2Come sta scritto nel profeta Isaia: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. 3Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», 4vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 5Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.6Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. 7E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

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Un giorno chiesero ad un musicista, F. J. Haydn, il motivo per cui la sua musica ‘da chiesa’ era sempre tanto vivace e festosa: “compongo la mia musica – rispose – secondo i sentimenti che mi salgono dal cuore. Pensando a Dio il mio cuore è così pieno di gioia che le note mi escono dalla penna come ballando e saltando”. Una fede senza gioia non c’entra con Gesù Cristo. Nulla è più triste che incontrare un cristiano senza speranza. Come dice il salmo: “Tutte le mie fonti di vita e di gioia sono in te, Signore” (sl 87,7).

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO

Anno C - Rito Ambrosiano – 18 novembre 2018

La venuta del Signore

LETTURA Isaia 13,4-11. Ecco, il giorno del Signore arriva

SALMO 67 (68) Sorgi, o Dio, e vieni a salvare il tuo popolo.

EPISTOLA Efesini 5,1-11. Nessun impuro o avaro ha in eredità il regno di Cristo

VANGELO Luca 21,5-28. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo perché la vostra liberazione è vicina - In quel tempo. 5Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: 6«Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 7Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». 8Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! 9Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». 10Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, 11e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.12Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. 13Avrete allora occasione di dare testimonianza. 14Mettetevi dunque in mente di non preparare prima 2la vostra difesa; 15io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. 16Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; 17sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 18Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 19Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita. 20Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. 21Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; 22quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. 23In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. 24Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. 25Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. 27Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. 28Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

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“C'è, nella storia, una continuità secondo ragione, che è il futurum. È la continuità di ciò che si incastra armonicamente, secondo la logica del prima e del dopo. E c'è una continuità secondo lo Spirito, che è l'adventus. È il totalmente nuovo, il sopraggiungere di ciò che non si aveva neppure il coraggio di attendere”. (don Tonino Bello)