I dintorni paleolitici della Romagna
Storie di ricerche dalle origini ai nostri giorni, con particolare riferimento agli anni 1970-2010
A cura di Carlo Peretto
Redazione: Enrica Ghirelli
A cura di Carlo Peretto
Redazione: Enrica Ghirelli
Introduzione
Una proficua collaborazione tra il mondo degli appassionati di cose antiche e i responsabili delle Istituzioni locali e nazionali ha contribuito allo sviluppo delle conoscenze del Paleolitico romagnolo, con siti dislocati lungo il Pedeappenino da Faenza a Riccione. Si prendono in esame le vicende storiche che precedono questo fenomeno e gli sviluppi che per circa 30 anni hanno contribuito ad un incisivo progresso delle indagini con ricadute in ambito locale, nazionale e internazionale come attestano, in particolare, le numerose pubblicazioni scientifiche, l’organizzazione a Forlì del XIII Congresso mondiale dell’Unione Internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche e i risultati delle ricerche svolte nell’insediamento di Ca’ Belvedere di Monte Poggiolo.
Si ringraziano quanti hanno operato e aiutato.
Le ricerche paleolitiche in Romagna hanno avuto uno sviluppo consistente sulla spinta delle attività svolte in Emilia, in particolare nelle aree che fanno capo al Museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena e ai Musei Civici di Reggio Emilia, con la partecipazione dell’Università di Ferrara. Si ripercorre l’iter quasi pioneristico degli anni ’70 che portò ad un primo concreto progresso delle conoscenze dell’intera regione attraverso un’ampia quanto determinante collaborazione tra Istituzioni e appassionati della nostra storia più antica, quella paleolitica.
Si descrivono, in chiave cronologica, le attività svolte nel corso di trent’anni che hanno consentito l’acquisizione di fondamentali informazioni sul Paleolitico della Romagna. Si prendono in esame gli scavi sistematici, le prospezioni di superficie, le modalità di catalogazione e di studio dei materiali. Si illustrano le iniziative di divulgazione quali conferenze, mostre, convegni, pubblicazioni, filmati e rassegne cinematografiche. Si riconosce il contributo con immagini e documenti di quanti hanno favorito lo sviluppo delle conoscenze.
Si pone in risalto il ruolo di coloro che hanno favorito l’identificazione e la salvaguardia dei siti, la raccolta e lo studio dei reperti, la valorizzazione e la divulgazione. Persone delle Istituzioni e appassionati altamente qualificati hanno creato una sinergia vincente e inossidabile per oltre trent’anni.