Le esperienze che offre il turismo di massa non arricchiscono l'anima e non contribuiscono a stimolare una maggiore consapevolezza critica del mondo. Al contrario, il turismo di massa ci porta ad "assaporare" un benessere superficiale, predigerito, che non permette agli individui di connettersi con le proprie emozioni più profonde o con la realtà sociale che li circonda.
Lo «slow tourism» è una filosofia di viaggio che si oppone al turismo di massa e al ritmo frenetico dei viaggi tradizionali, e rappresenta un'esperienza profonda e autentica dei luoghi visitati. È un modello in cui il viaggio non deve essere solo una corsa da un posto all’altro, ma deve rappresentare un’opportunità per immergersi nei luoghi, nella cultura e nelle tradizioni locali in modo lento, riflessivo e rispettoso. Perché altrimenti rischiamo di trasformare le città che visitiamo in diversi parchi a tema senza anima.
Per chi, come me, è cresciuto in città divorate dal turismo di massa ha potuto vivere sulla propria pelle l’impatto che l'overtourism può avere sulla vita quotidiana dei cittadini.
A Venezia, dove il fenomeno del turismo di massa ha assunto proporzioni insostenibili, l'overtourism ha trasformato e danneggiato non solo l’identità della città, che è diventata una sorta di parco giochi a cielo aperto, ma anche la qualità della vita dei suoi abitanti.
La vita a Venezia rischia di perdere la propria autenticità e la sua identità culturale, ed essere sempre più ridotta a una vetrina da consumare. Infatti una delle principali conseguenze del turismo di massa è la trasformazione dei luoghi in "prodotti" da vendere e consumare. Venezia, con la sua piazza, i suoi campi, i suoi palazzi e i suoi canali, è sempre piú una merce da spettacolo, semplice scenario per selfie.
Lo slow turism, al contrario, vuole favorire la cultura, le attivitá e tradizioni locali, che con il turismo di massa sono spesso soppiantate dalle esigenze di un turismo che è più interessato a consumare immagini e esperienze prefabbricate che a entrare in contatto con la realtà veneziana
Anziché cercare di "spuntare" il maggior numero possibile di luoghi dal proprio itinerario, l’obiettivo è vivere l’esperienza del viaggio immergendosi pienamente in essa, per apprezzare pienamente ogni luogo e attività.
Lo slow tourism promuove il contatto con le persone del posto, la possibilità di conoscere la cultura, le tradizioni e la quotidianità dei luoghi visitati.
Si tratta di fare un viaggio che vada oltre le attrazioni turistiche più famose, esplorando angoli meno conosciuti e partecipando a esperienze locali, come corsi di cucina, laboratori artigianali o escursioni guidate da persone del posto.
Il turismo lento si concentra su ciò che il territorio ha da offrire a livello culturale, gastronomico, naturale e sociale, con un occhio alla qualità piuttosto che alla quantità.
È un modello di turismo che guarda alla sostenibilità a lungo termine per le comunità locali, che beneficiano di un turismo che rispetta il loro stile di vita e la loro cultura. Per cui sono viaggi sostenibili per l’ambiente e per le comunità locali, anche se non bisogna confondere lo slow tourism con l’ecoturismo.