Il 3 ottobre 1460 la cappella di San Tommaso venne consacrata nella concattedrale di S.M.Assunta in Sarzana. Filippo Calandrini dotò la cappella di famiglia con una munificenza regale : il parato di velluto operato è quanto rimane dei reliquiari paramenti e altri arredi liturgici non giunti fino a noi (casula, dalmatica, tonacella e relativi annessi). Il ternario è da attribuire con tutta probabilità ad una manifattura fiorentina particolarmente fiorente nel XV secolo e costituisce una delle più complete interpretazioni a noi pervenute del motivo della "griccia", il cui tronco ricurvo, sul quale si innestano fiori di cardo e altri motivi vegetali, scandisce il disegno con le sue lente spire. Non meno importante è il gioco cromatico fra oro e rosso in cui l’oro è rappresentato dall’ordita tela di lino rivestito di argento dorato e il rosso da seta color cremisi.
Tasca quadrata che compare verso la fine del Medioevo, e serve per porre il corporale e portarlo all‘altare.
Veste liturgica indossata dal diacono e dal vescovo nella celebrazione eucaristica. La ritroviamo per la prima volta dipinta in un affresco nelle catacombe di Santa Priscilla dove si raffigura un vescovo che consacra una vergine e indossa dalmatica e casula. La dalmatica subì varie trasformazioni : prima venne aperta verticalmente sui fianchi e successivamente vennero aperte le due maniche serrando poi i lembi con fettucce. Le antiche dalmatiche erano di lana o Lino e più tardi si preferì la seta.
Veste liturgica indossata dal vescovo e dal sacerdote nella celebrazione della santa messa. La pianeta chiamata anche casula, paenula, errans, é un indumento rotondo a forma di cono, a base larga, che ricopre abbondantemente la persona fino ai piedi senza aperture ai lati tranne quella di mezzo per introdurre la testa. Essa trae origine dall‘antica paenula romana di uso civile.
Veste liturgica indossata dal suddiacono nella celebrazione eucaristica. Le prima tunicelle erano di materia tenue, con maniche piú lunghe e strette di quelle della dalmatica. Con il crescere dell‘importanza liturgica del suddiacono si pensó di dargli una veste diversa dal semplice camice portato come abito ordinario. Anch‘ essa come la dalmatica fu successivamente accorciata é aperta ai due lati con i legacci che chiudono l‘apertura del capo.