In questa prima sala sono esposti i pannelli raffiguranti la storia della diocesi, dell’oratorio e della cittá.
L’estensione della diocesi é raffigurata in una carta del 1770, realizzata da Matteo Vinzoni, ingegnere militare della Repubblica Serenissima di Genova che la donò al vescovo Giulio Cesare Lomellini.
Un‘altra carta di Vinzoni rappresenta la città murata di Sarzana con notizie riguardanti l‘oratorio, sede del museo.
In questa sala vi sono alcune vetrine per mostre temporanee. Nella sala si possono trovare anche opere d‘arte sacra contemporanea, in particolare gessi, dipinti e sculture.
Sulla pareti è presente il frammento di una lapide del 1646, usata come lastra tombale per la sepoltura dei confratelli della Misericordia.
Essa è stata ritrovata nella chiesa in mezzo alle macerie. Si può inoltre vedere un frammento di marmo apuano di epoca romana reimpiegato nel Medioevo.
Sono presenti anche altre opere, di arte contemporanea, in particolare:
· “La Crocifissione”, pannello bronzeo di Vittorio Tabaracci, con cui vinse il concorso sul Preziosissimo Sangue (1977).
· Una scultura in arenaria, presente in una nicchia, opera del sarzanese Renzo Ricciardi. Essa si ispira al lavoro artistico di Viligelmo.
· Un bassorilievo in argento che rappresenta il bozzetto del pannello centrale dell‘ambone nuovo della cattedrale di Sarzana, opera di Floriano Bodini, importante scultore contemporaneo, già direttore dell‘accademia di belle arti di Carrara.
Sono esposte inoltre quattro opere marmo lunense ritrovate lungo i canali a Marinella di Sarzana, dopo che erano state rubate, per poi essere recuperate e vendute. In particolare, si tratta di due sculture settecentesche e di due maestà.
Una di esse, sulla quale c'è scritto il nome del rettore di Castelnuovo, Bartolomeo Tonarelli (anno Giubileo 1675), proviene da Castelnuovo Magra.
L‘altra maestà, anch'essa rubata in precedenza, è stata poi ritrovata dal parroco sotto ad un cumulo di foglie.