Dedicata al culto della reliquia del Preziosissimo Sangue che, secondo la tradizione e la documentazione storica, nel 782 a.C.
La reliquia del Sangue di Cristo insieme ad una croce lignea, oggi conservata a Lucca, fu portata dall’Oriente con una nave nel porto di Luni.
Da questo momento in poi la sacra ampolla cominciò ad essere venerata dalla popolazione della vasta Diocesi.
Nella sala sono esposte opere che testimoniano il culto per la veneranda reliquia.
Questo dipinto è molto significativo in quanto raffigura Gesù bambino incarnato nel seno di Maria che lo dona all’umanità. I pastori furono i primi ad avere l‘annuncio della nascita; infatti di notte ebbero una visione di angeli che inneggiavano a Dio nel cielo. Dopo questa visione i pastori si recarono nella grotta/stalla indicata dagli angeli dove trovarono il bambino. In quest’opera si raffigura il Cristo bambino avvolto con panni tra le braccia di Maria Vergine.
Un frate cappuccino era stato incaricato di scrivere il rito della messa in onore del Preziosissimo Sangue, di cui abbiamo una riproduzione affianco al quadro.
Il reliquiario rappresentato nel dipinto fu voluto dal vescovo Giovan Battista Salvago nel 1616 in sostituzione dell originario.
Questa nuova esposizione consente di vedere meglio l’ampolla contenente il sangue, riconosciuta dagli archeologi come fiala per unguenti risalente al I sec. d.C.
Le fiale per unguenti (o lacrimatoi) non avevano la base. Le matrone avevano ”astuccetti” dove tenevano gli unguenti.
Il sangue contenuto nell’ ampolla proviene da Cristo in croce, arrivato in essa grazie a Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea presenti al momento della deposizione della croce.
Nota: l’ultima stesura dell’ufficiatura della messa del Preziosissimo Sangue, che fu approvata da Benedetto XVI (Lambertini), possiamo vederne una copia nella sala.
Legno scolpito d’orato, opera di Antonio Maria Maragliano (XVII sec.) proveniente dalla parrocchia di Santa Caterina in Sarzana.
La vergine viene raffigurata secondo l’iconografia dell’immacolata mentre schiaccia con il piede il serpente (il diavolo) sopra una mezzaluna.
L’opera è stata interamente realizzata in legno intagliato, dipinto e dorato con inserti vitrei negli occhi.
Questa si trovava nella chiesa di Santa Caterina perché donata al prete dell’ epoca il quale, durante la guerra, la conservò per pregare nella sua casa. Questo perché, durante le guerre, le chiese venivano spesso saccheggiate. Inoltre gli angeli sono inserti applicati e si possono togliere.
Alcuni studiosi hanno riconosciuto nei disegni delle vesti i panni liguri tipici del secolo XVII.
Questo dipinto raffigura la deposizione del Cristo morto, il quale è posto al centro del quadro. Olio su tela , donato al museo da Don Franco Lombardi,pittore ligure del XVII sec. A sinistra si può scorgere la corona di spine poggiata sulla testa del Cristo; in basso a destra, si notano i 3 chiodi che hanno fissato il corpo del Cristo sulla croce. Accanto ai chiodi è situata la bacinella piena del sangue del Cristo.
Questo dipinto raffigura la santissima trinità : Dio padre, la colomba e Cristo. Esso proviene dall’omonimo oratorio nel quartiere sarzanese della Trinità, affrescato dallo stesso pittore.
Ai piedi della croce si trovano: a sinistra Maria Vergine e sant’Andrea (a cui sono dedicate le due chiese di Sarzana), a destra una figura maschile, forse Giuseppe d’Arimatea, con in mano il reliquiario del preziosissimo sangue.
Tutta questa rappresentazione sovrasta la veduta della città di Sarzana, come si doveva presentare agli inizi del Settecento vista da porta Genova. Si notano le torri campanarie della Pieve di Sant’Andrea, della cattedrale di Santa Maria Assunta, i bastioni della città e, sulla collina, la fortezza di Sarzanello.