Il disco composto da otto brani è un'odissea cosmica che mescola visioni sonore, simbologia antica e distopia post-umana, esplorando un risveglio psicospirituale ottenibile solo tramite distruzione e rinascita. Le sonorità space rock del quartetto fondono riff di chitarra con elettronica sperimentale, creando atmosfere uniche, arricchite da vocalizzi che evocano una scimmia mutante in preghiera, aggiungendo un tocco di surrealismo. Ispirato a band come Hawkwind, King Gizzard and the Lizard Wizard e Causa Sui, l'album esplora la collisione tra visioni lisergiche, mitologia digitale e distopia nucleare, affrontando temi di critica sociale e distopia. Con riferimenti al mito di Prometeo e al disastro di Chernobyl, il disco evoca anche atmosfere ispirate alle colonne sonore poliziottesche degli anni '70. Un viaggio sonoro che stimola a scoprire la realtà nascosta oltre le apparenze, oscillando tra il sacro e l'ironia.
Spiega la band a proposito dell’album: “Questo non è un album ma un atterraggio sonoro d’emergenza e nasce dalla fusione di rituali sonori, chitarre cosmiche e da zero rispetto per la gravità. Dopotutto anche gli extraterrestri hanno bisogno di groove e se il tuo terzo occhio sta facendo headbanging vuol dire che hai capito cosa intendiamo!”.
TRACK BY TRACK
Blues Elettro Rituale
È una overture strumentale, un intro che funge da dichiarazione di intenti. Da un lato un manifesto estetico del linguaggio sonoro dell'album dall'altro un invito ad intraprendere il cammino e addentrarsi in un universo fatto di allucinazioni, banane e viaggi spaziali.
Banana sattva
L'universo è una buccia di banana sulla quale è scivolato lo spirito cosmico. Cadendo esso si è disintegrato dando origine alla moltitudine delle stelle. Il suono della caduta riverbera ancora per tutto l'universo ed è quello che gli uomini chiamano musica. Provenienti da un mondo lontano un gruppo di scimmie spaziali ha l'antico compito di riunire lo spirito cosmico nella sua forma originaria.
Dojo Song
Nel crepuscolo degli equinozi le porte astrali si dischiudono e i raggi gamma attraversando il vapore nascondono le tracce ai Guardiani alieni. Quello è il momento propizio per compiere il salto. A tale scopo però sarà necessaria una qualche forma di dinamo entropica che possa accelerare il paradosso quantico. Il cibo italiano sembra essere molto indicato. Il salto può durare secondi o millenni in base alla curvatura che lo spazio e il tempo assumono attraverso la porta. Nei giorni immediatamente successivi al salto potrebbero comparire sintomi di paranoia assiale, è un effetto indesiderato il cui unico rimedio è la pratica di specifiche arti marziali e meditative da dojo.
Prometeo
Prometeo ruba il fuoco agli dei e lo dona agli uomini. Il fuoco che crea diventa leva, ruota, meccanismo, il brulicare elettrico di un milione di algoritmi. Ma le alte fiamme che divampano tra gli uomini ne consumano la sorte. Prometeo è punito, incatenato alla rupe guarda l'umanità bruciare. Ha male al fegato.
Elephant Foot
Nella primavera del 1986 a Chernobyl, in seguito al famoso incidente nucleare, si è formato un ammasso altamente radioattivo di combustibile nucleare fuso, sabbia, grafite e altri materiali che si sciolsero insieme durante la fusione del nocciolo. All'aspetto il conglomerato ricorda la pelle rugosa di una zampa d'elefante. Per questo motivo è stato chiamato "Elephant foot". Un'inquietante e letale zampa d'elefante mutante che pesta sul pedale del telaio della creazione.
Call the Police
La vita come fosse un telegiornale schizofrenico sotto steroidi. La rapina è finita in un bagno di sangue. Un inseguimento d'auto sfida le leggi della fisica e bidoni d'immondizia esplodono in mezzo a una sparatoria. Il commissario prende a schiaffi ogni sospettato che incontra "qua ci vuole giustizia, non burocrazia!". Le sirene impazzano sulle strade, la mala ordina, il basso può iniziare a ululare.
Glacier 51
Un antico pesce preistorico sopravvissuto all'estinzione incontra un destino fatale quando, prelevato dalle profonde acque nere degli abissi oceanici, viene posto dentro un banco di polistirolo e collocato in una cella frigo ad Hong Kong.
Free Your Mind
Esiste una realtà profonda nascosta in piena vista in mezzo al rumore della vita di tutti i giorni e occultata dal perverso flusso delle apparenze. Una realtà raggiungibile attraverso il sogno, quando il velo che la copre viene fatto scivolare via ed essa può mostrarsi nella sua limpida semplicità. È la via dei mistici antichi, degli asceti e di Carl Gustav Jung, tante voci che ribadiscono la stessa verità: “apri la tua mente”.
-CREDITS-
Musica di Monkeys from space
Testi di Matteo Vallino e Diego Vermiglio
Diego Vermiglio – voce, chitarra, theremin
Matteo Vallino – basso, doppie voci
Simone Di Stefano Zamboni – chitarra, synth
Luca Barberis Vignola – batteria
Registrato, mixato e masterizzato al DD STUDIO RECORDS di Bornate (Vc) da Daniele Salomone
LISTEN: https://open.spotify.com/intl-it/album/54ey6CGl9cRmHo2VM4hg58?si=0e5d4eb72e0349f2