Le relazioni sessuali illecite

Capitolo 13

Le relazioni sessuali illecite

Le relazioni sessuali illecite

Perciò l’uomo abbandona padre e madre, si unisce con la moglie e diviene con lei come un essere solo (Genesi 2, 24). Rashi così commenta questo versetto:

Perciò l’uomo abbandona padre e madre significa che è proibito all’uomo avere rapporti non solo con la madre, ma anche con la moglie del padre che non sia sua madre e pur quando il padre sia morto e la vedova non considerata più una donna sposata. Si unisce con la moglie ci insegna che l’uomo dovrà avere rapporti solo con la propria moglie e non con quella di altri; inoltre, che avrà rapporti con il sesso opposto, non con altri uomini. E diviene con lei come un essere solo significa che è escluso l’accoppiamento con qualsiasi animale.

Fin dai tempi dei tanaim69, ci sono fra i maestri molte controversie su quali unioni si debbano considerare inaccettabili nell’ambito della legge noachica. La Toseftà70 riporta la seguente divergenza di opinioni:

È vietato al noachide qualsiasi rapporto sessuale illecito per il quale un tribunale ebraico chiederebbe la pena di morte; al contrario, non è vietato al noachide qualsiasi rapporto sessuale per il quale un tribunale ebraico non chiederebbe la pena di morte. Questo è il punto di vista di rabbi Meir; la maggior parte degli studiosi, però, sostiene che vi sono numerosi esempi di rapporti sessuali illeciti per i quali la corte ebraica non chiederebbe la pena capitale e che sono vietati ai noachidi (Toseftà, Avodà Zarà 9, 4).

L’effettiva portata di questa disputa è stata oggetto di un ulteriore scambio di vedute fra rabbi Akiva e rabbi Eliezer71. Maimonide cercherà di pervenire a una interpretazione unificata. Così scrive nel suo Hilchot Melakhim 9, 5:

Sei tipi di rapporto sessuale illecito sono vietati al noachide: rapporto con la [propria] madre, con la moglie del proprio padre, con la propria sorella che abbia in comune la madre, con la moglie di altro uomo [adulterio], con un maschio [omosessualità], con un animale [bestialità].

Si arriva quindi, da questo enunciato, al seguente elenco di precetti (dei 613) che pertengono al noachismo nell’ambito delle relazioni illecite:

1. L’uomo non abbia rapporti sessuali con la propria madre; precetto negativo 330.

2. L’uomo non abbia rapporti sessuali con la propria sorella [di madre comune]; precetto negativo 331.

Bisogna notare che per gli ebrei è proibito unirsi sia con la progenie della madre sia con quella del padre; le restrizioni sui rapporti sessuali, per i noachidi, sono meno rigorose che per gli ebrei.

3. L’uomo non abbia rapporti sessuali con la moglie di suo padre [anche quando sia rimasta vedova]; precetto negativo 332.

4. L’uomo non abbia rapporti sessuali con la moglie di un altro uomo; precetto negativo 347.

5. L’uomo non si unisca con animali; precetto negativo 348.

6. La donna non si unisca ad animali; precetto negativo 349.

In merito ai rapporti incestuosi, adulterini o bestiali, la proibizione si applica sia all’uomo che alla donna come viene indicato dal Talmud Sanhedrin 57b nell’esegesi della frase contenuta in Genesi: si unisce con la moglie e diviene con lei come un essere solo.

7. L’uomo non si unisca carnalmente con un maschio; precetto negativo 350.

8. L’uomo non si unisca carnalmente con il proprio padre; precetto negativo 351.

9. L’uomo non si unisca carnalmente con il fratelli di suo padre; precetto negativo 352.

10. Non si indulga in comportamenti erotici che possano condurre a una relazione proibita [ovvero amoreggiamento tra persone il cui stato coniugale sarebbe illecito]; precetto negativo 353.

È interessante osservare che, secondo Halevi, tutti gli uomini sono indifferentemente vincolati da questa proibizione in quanto è parte integrante del divieto di commettere il furto.

A questo proposito bisogna aggiungere che, secondo Maimonide, un uomo non è colpevole di adulterio, pur unendosi a una donna sposata, se questa non ha ancora avuto rapporti sessuali con il marito. Inoltre ai tempi in cui esisteva la schiavitù, era proibito al proprietario unirsi a una schiava qualora fosse sposata con un altro schiavo a meno che il matrimonio, per qualche ragione, non fosse ancora stato reso pubblico.

Coerentemente con la maggiore liberalità mostrata in tale campo verso i non ebrei, le relazioni extraconiugali non sono proibite, anche se il matrimonio viene pur sempre ritenuto la condizione più appropriata e quindi incoraggiato.

Stabilito dunque quali sono i rapporti illeciti, ci si può chiedere a questo punto che cosa sia considerabile unione matrimoniale secondo la legislazione noachica. Rav Benamozegh risponde così:

Cos’è che costituisce il matrimonio nella religione universale, o noachica? Unicamente il fatto di appartenersi in modo esclusivo. Ma è naturale supporre che, essendo l’istituzione dei magistrati uno dei precetti imposti ai figli di Noè, tale donazione esclusiva degli sposi debba essere constatata dall’autorità pubblica, non fosse che per rendere possibili l’azione legale contro l’adulterio e la devoluzione dell’eredità…

Che l’uomo non debba separare quel che D-o ha unito è indubbio, ma la questione è sapere che cosa D-o ha unito o, per dirla con l’espressione rabbinica, quel che l’uomo può veramente considerare la sua metà. Se egli la incontrasse sempre e immancabilmente nell’unione coniugale, si dovrebbe dire che sciogliere questa equivarrebbe andare contro la Volontà divina, ma poiché… le coppie non sono sempre ben assortite, si può sostenere che è invece per unire ciò che D-o ha unito che talvolta è indispensabile ricorrere a questa separazione (op cit, p 230).

I cabbalisti affermano che l’unione matrimoniale non avviene solo nel corpo ma anche nell’anima, che sarebbe formata da due metà partecipi alla natura di entrambi i sessi, e nel Talmud è scritto addirittura che l’uomo senza la donna non è uomo.

Per quanto riguarda il divorzio, i non ebrei non sono tenuti a sottomettersi alle formalità giuridiche richieste dalla legge mosaica; come il matrimonio si può contrarre con il semplice consenso fra gli sposi, così può essere sciolto. È quanto sostiene Maimonide. Anche nel Talmud72 troviamo un accenno a tale questione: Esiste il divorzio fra i noachidi? Rabbi Yehudà risponde “O non esiste affatto, o la facoltà di divorziare è concessa tanto alla donna che all’uomo”.

In merito alla poligamia, la legge noachica non dà disposizioni particolari né troviamo nella legge mosaica interdizioni formali in tal senso. È però certo che lo status della monogamia è fin dai tempi più lontani considerato preferibile. Scrive in proposito rav Benamozegh:

Il racconto della creazione, tra altri passi, non è certo indifferente per giudicare l’idea che ci si faceva del matrimonio. Dal punto di vista biblico, è così conforme alla natura dell’uomo avere un’unica donna, che non solo ne è stata creata una sola per Adamo ma che, per di più, quest’unica sposa è stata tratta dalla sua carne, di modo che si può dire, a rigore, che non vi fu all’origine che un solo essere umano, uomo e donna, un Adam androgino73 (op cit).

Infine bisogna segnalare che, per quanto riguarda il precetto positivo 212 della legge ebraica secondo cui ogni uomo deve procreare, è parere quasi unanime dei maestri che non riguardi la legislazione noachica e il Talmud Sanhedrin 59b lo dichiara esplicitamente. Esiste però una scuola tanaitica che dissente apertamente su questo punto. La scuola, chiamata Tanà Debè Menashè, attribuisce alla legge noachica il divieto di castrazione: non sia castrato alcun maschio, che sia uomo o animale domestico, o bestia o volatile (precetto negativo 361). Si fa risalire tale divieto alla frase detta a Noè in Genesi 9, 7: Diffondetevi sulla terra e siate numerosi74. Ne conseguirebbe quindi che la castrazione sia un atto criminoso in quanto contravviene all’obbligo di moltiplicarsi e, da questo punto di vista, rientrerebbe nella legislazione noachica anche il precetto positivo 212.

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