COSA SI INTENDE PER MALTRATTAMENTO E ABUSO?
Non esiste ancora una definizione univoca, tuttavia la definizione maggiormente utilizzata è quella indicata nel 2008 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha descritto il fenomeno come “un comportamento sporadico o continuato o una negligenza intervenuta in una relazione dove esiste qualche forma di obbligazione disattesa che causa angoscia verso una persona anziana”.
Possiamo considerare come maltrattamento sull’anziano anche “qualsiasi atto, o la mancanza di misure adeguate, commessi contro le persone anziane e che si verificano all’interno della famiglia o nelle istituzioni, mettendone a repentaglio la vita, la sicurezza economica, fisica o psicologica, l’autonomia e lo sviluppo della personalità”.
I parenti e i coniugi delle vittime sono quelli che più frequentemente commettono abuso domestico e circa il 90% dei responsabili hanno un rapporto con le vittime. Generalmente, si tratta di familiari che sperano di ottenere delle risorse dalla vittima, spesso affetti anche da patologie psichiatriche.
UN FENOMENO LARGAMENTE DIFFUSO...
Nel 2002, l’OMS ha pubblicato il primo rapporto mondiale su violenza e salute, stimando un’incidenza del fenomeno compresa tra il 4% e il 6% della popolazione mondiale, inserendo la prevenzione di questo particolare tipo di abuso all’interno dei diritti umani universali.
Nel 2014, sempre l’OMS, presenta dati significativi: circa il 4-6% delle persone anziane intervistate hanno dichiarato di esser state vittime di significativi abusi nel mese precedente.
A causa dell’invecchiamento della popolazione generale, si stima che nel 2025 la popolazione mondiale di età pari o superiore a 60 anni raddoppierà arrivando a 1,2 miliardi di persone. Conseguentemente, si prevede anche un aumento nel numero di maltrattamenti nei confronti delle persone anziane nei prossimi anni.
...MA SCARSAMENTE CONOSCIUTO
Il fenomeno dell’abuso sull’anziano rappresenta una problematica di forte rilevanza pubblica, eppure troppo poco conosciuta.
Vi è, infatti, una limitata quantità di denunce da parte delle vittime (le persone anziane hanno spesso timore di denunciare i casi di abuso alla famiglia, agli amici o alle autorità) e, per di più, non disponiamo di forme di tutela ad hoc per tale forma di maltrattamento. Esiste, poi, spesso una grave disinformazione tra gli operatori sanitari circa le corrette modalità di riconoscimento di eventuali segni di maltrattamento e delle procedure da eseguire in tali casi. A tal proposito, con l’obiettivo di una migliore sensibilizzazione sull’argomento, è stata istituita nel 2011 la Giornata mondiale per la consapevolezza del maltrattamento sugli anziani, che cade ogni 15 giugno.
NON SOLO MALTRATTAMENTO FISICO
Le modalità con cui si può manifestare l’abuso sull’anziano sono varie e possono essere di natura sia commissiva che omissiva. Ne esistono, infatti di diversi tipi:
PSICOLOGICO E MORALE: Come minacciare l’anziano di colpirlo, non rispettare la sua intimità o i suoi effetti personali, insultarlo o rivolgergli imprecazioni, minacciarlo con armi, punizioni, privazioni, controllare qualsiasi tipo di contatto con amici e familiari, umiliarlo o trattarlo in modo infantile, o – più genericamente - mancargli di rispetto.
FINANZIARIO E MATERIALE: Come l’uso improprio dei beni della persona anziana senza il suo consenso; estorsioni o costrizione dell’anziano a firme forzate al fine di prelevare denaro dal suo conto corrente o nominare eredi esercitando violenza ed intimidazione; l’improvviso impossessamento o concessione di risorse economiche o proprietà, anche in assenza di una vera e propria coercizione o intimidazione; oppure firme false dell’anziano che possono essere utilizzate a garanzia di finanziamenti o per avere accesso a conti correnti e carte di credito.
NEGLIGENZA E ABBANDONO: L’anziano può esser lasciato senza controlli sanitari o abbandonato da solo in un’abitazione eccessivamente fredda o calda, può esser lasciato privo dei necessari ausili come occhiali da vista, sedia a rotelle o apparecchio acustico, con una mancanza di opportuni accertamenti clinici, un’inadeguata supervisione, una scarsa assistenza, un’alimentazione inappropriata, un eccessivo ritardo nel rispondere alle richieste di intervento. Può manifestarsi con una ridotta mobilità della persona, con la presenza di piaghe da decubito o infiammazioni trascurate, depressione o perdita di peso.
FISICO O SESSUALE: Ovvero qualsiasi forma di maltrattamento verso il corpo della vittima, che può caratterizzarsi in lesioni o percosse causate dallo spingere, colpire, trattenere o anche limitare fisicamente l’anziano.
E LA VIOLENZA PSICOLOGICA?
Sotto il termine di “violenza psicologica” sono racchiuse tutte quelle tattiche vessatorie che logorano l’integrità fisica e mentale di una persona, ne destabilizzano l’autostima o mirano alla manipolazione, violando di fatto i diritti della persona. La violenza psicologica contro gli anziani può tradursi in minacce, urla ingiustificate, insulti in luoghi privati o pubblici, ricatti materiali o morali, affermazioni dispregiative, comportamenti denigratori, limitazioni della libertà di scelta, imposizione di abbigliamenti particolari, minacce di suicidio e autolesionismo. La violenza psicologica contro gli anziani può essere inferta da familiari, coniugi, assistenti sociali non qualificati o non idonei allo svolgimento di servizi di aiuto alla persona, conoscenti o badanti. Tale tipologia di violenza può far insorgere patologie depressive e accompagnarsi a violenze fisiche e trascuratezza.
COME RICONOSCERE I SEGNI DI MALTRATTAMENTO?
Esistono alcuni indicatori che possono indurre il sanitario a riconoscere l’abuso fisico, ad esempio la presenza di ematomi, abrasioni, contusioni, fratture, segni di lacci o di morsi, accessi multipli al Pronto Soccorso, oppure cadute o lesioni frequenti o di cui non viene fornita una spiegazione plausibile. Allo stesso modo deve indurre al sospetto di abuso fisico anche la presenza di contusioni sulle dita, lividi sui palmi delle mani o sulle piante dei piedi, cicatrici, abrasioni o lacerazioni, o anche un inspiegabile e profonda paura. Conseguenze fisiche in caso di abbandono possono consistere nella presenza di infezioni dovute a scarsa igiene, eventuali piaghe da decubito, segni di malnutrizione.
CONSEGUENZE DEL MALTRATTAMENTO
Ogni forma di abuso genera conseguenze fisiche e psicologiche sulla vittima. E’ stato osservato un maggior rischio di sviluppare sindromi depressive e un aggravamento del deterioramento cognitivo o di altre patologie croniche già presenti, oltre ad un forte sentimento di colpa e vergogna acuito dal senso di impotenza contro i maltrattamenti e la consapevolezza di non poter reagire sul piano fisico.
FATTORI DI RISCHIO
NELL'ANZIANO:
Sesso femminile
Età superiore a ottanta anni
Vivere in casa con il caregiver
Condizioni di non autosufficienza
Disturbi di memoria (o diagnosi di demenza)
Patologie psichiatriche (depressione, abuso di alcool o altre sostanze, ecc.)
Sentimenti di solitudine
Fragilità fisica/mentale
Isolamento sociale (rispetto ai propri amici, alla comunità)
Mancanza di supporto socio-assistenziale
Presenza di scontri verbali o psicologici con la persona incaricata all’assistenza
NELL'ABUSATORE:
Sentirsi sopraffatto dal grande impegno di cura dell’anziano
Provare risentimento nei suoi confronto
Avere un trascorso di maltrattamenti e violenze
Avere un trascorso di abuso di sostanze
Essere dipendente dall’anziano in termini di risorse economiche
Presenza di pregressi episodi di violenza nella famiglia
Mancanza di ausili
Carente assistenza economica e socio-sanitaria
LA SITUAZIONE IN ITALIA
In Italia, purtroppo, è difficile discutere di questo fenomeno, nonostante i numerosi fatti di cronaca. I dati sono molto carenti e sottostimati poiché alto è il numero di reati non denunciati, un aspetto problematico che rende molto sfocata la reale fotografia della violenza tra le mura domestiche. Alla base, in Italia ma anche nel mondo, sembra esserci difficoltà nell’ottenere informazioni precise, un’omertà delle stesse vittime nel denunciare gli abusi subiti, se non di fronte ad azioni estremamente gravi. Nel 2007, Molinelli e altri ricercatori hanno stimato che in Italia i casi di maltrattamento nei confronti degli anziani dovrebbe aggirarsi attorno ai 500.000 all’anno. La maggior parte di tali abusi sarebbero subìti per mano dei figli delle vittime stesse, con una prevalenza attorno al 9%.
A CHI RIVOLGERSI?
Purtroppo non esiste ancora un numero verde dedicato. A seconda dei casi, è possibile chiedere aiuto a:
Forze dell’ordine
Medico di famiglia
Personale socio-sanitario
Assistenti sociali
Associazioni locali
Familiari
Amici
COME PREVENIRE?
Negli ultimi tempi, grazie ad una maggiore sensibilità all’argomento, sono state attuate alcune strategie per prevenire i maltrattamenti agli anziani e per intervenire contro di essi e ridurne le conseguenze. Gli interventi attuati a livello mondiale, principalmente nei paesi ad alto reddito, comprendono: