La demenza consiste in un deterioramento globale delle funzioni cognitive (memoria, linguaggio, attenzione, ragionamento, ecc.) con associata compromissione delle abilità di vita quotidiana come lavarsi, vestirsi, preparare un pasto, fare una telefonata. Il suo nome "ufficiale" è Disturbo neurocognitivo maggiore, secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, e se ne distinguono tre livelli di gravità: lieve, moderato, severo. Insorge solitamente dopo i 65 anni di età ed è maggiormente diffusa nelle donne. Nel 99% dei casi la demenza è irreversibile: in questi casi non si guarisce, ma si cura. L'aspettativa di vita cambia a seconda del tipo di demenza.
Esistono, infatti, diverse forme di demenza. Tra le più diffuse: la Malattia di Alzheimer, la demenza vascolare, la demenza fronto-temporale, la demenza a corpi di Lewy. Contrariamente a quanto si possa pensare, invece, non esiste la diagnosi di "demenza senile", che rappresenta un'espressione per indicare piuttosto il periodo temporale in cui è insorta la demenza, ovvero in età senile.
I sintomi della demenza possono essere sia di tipo cognitivo che interessare l'umore o il comportamento e possono variare a seconda del livello di gravità e del tipo di demenza. I principali sintomi cognitivi sono: deficit di memoria e apprendimento, disorientamento, confusione, mancanza di consapevolezza sulle proprie difficoltà, problemi di attenzione e concentrazione, difficoltà nel comprendere e/o nel produrre linguaggio, deficit di ragionamento, difficoltà di pianificazione e organizzazione, difficoltà nel riconoscere oggetti e volti noti, rallentamento nel pensiero e nel movimento.
Tra i sintomi più frequenti relativi all'umore o al comportamento vi sono, invece: apatia, depressione, ansia, agitazione, irritabilità, aggressività, disinibizione, disturbi del sonno, cambiamenti nell'appetito o nell'alimentazione, allucinazioni, deliri, comportamenti insoliti e bizzarri, comportamenti senza scopo, vagabondaggio. Questi sintomi a volte sono direttamente scaturiti dalla patologia, mentre altre volte rappresentano la risposta a richieste non adeguate da parte del contesto, oppure tentativi di comunicazione di un disagio.
La demenza rappresenta un problema rilevante di Sanità pubblica a causa della sua grande diffusione, rappresentando oggi una delle maggiori cause di disabilità nel mondo. Nel 2010, l'OMS contava 35,6 milioni di persone affette da demenza nel mondo e prevedeva un aumento del triplo entro il 2050. In Italia, i pazienti affetti da demenza sono oltre un milione.
È per questo che, a partire dal 1994, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'Alzheimer's Disease International (ADI) hanno istituito la Giornata Internazionale della Malattia di Alzheimer, che si celebra ogni anno il 21 settembre. Lo scopo della Giornata è quello di promuovere iniziative dedicate alla prevenzione e, in generale, una maggior conoscenza della malattia.
Poiché non esiste ancora un farmaco in commercio che faccia regredire la patologia organica, infatti, oltre che agire sui sintomi, si mira soprattutto alla prevenzione dei fattori di rischio: ipertensione, obesità, diabete, ipercolesterolemia, fumo, disturbi del sonno, depressione, trauma cranico. È per questo che è necessario diffondere informazioni su questa malattia con una Giornata internazionale dedicata, oltre alla funzione di ridurre lo stigma sociale rispetto alle persone che ne sono affette.