Quando si diventa anziani? La risposta è...dipende! A seconda della specifica classificazione ci si potrebbe trovare, ad esempio, tra gli adulti, gli anziani o i longevi! Nel 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha descritto come anziane le persone con più di 65 anni. Secondo un’altra tipologia di classificazione, vengono distinti quattro sottogruppi: i giovani anziani (persone tra i 64 e i 74 anni), gli anziani (tra 75 e 84 anni), i grandi vecchi (tra 85 e 99 anni), i centenari (da 100 anni in poi). Nel 2018, però, la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) ha suggerito di innalzare a 75 anni l'età dalla quale si diventa anziani.
L’età anagrafica, legata al trascorrere del tempo, non sempre coincide con l’età biologica, ovvero quella legata alle condizioni del nostro corpo. Mentre l’età anagrafica dipende semplicemente dalla nostra data di nascita, l’età biologica dipende dalla presenza di danni a tessuti, organi, muscoli, pelle, ecc. Presentare tali danni, significa possedere un’età biologica maggiore (avere un corpo più vecchio!) ed ha come conseguenza un maggior rischio di sviluppare malattie di diverso tipo, come il diabete o la demenza.
A livello estetico, con l’invecchiamento compaiono le prime rughe a causa della diminuzione di collagene, una proteina presente nell’organismo che contribuisce all’elasticità della pelle. La pelle diventa più ruvida e assume un colore non uniforme. La forma del viso cambia: il naso diventa più lungo e più largo e i lobi delle orecchie diventano più grandi. Compaiono capelli bianchi, più sottili, oppure si va incontro a calvizie. A causa della forza di gravità che grava su muscoli e ossa più deboli, si diventa più bassi di circa due centimetri. Il metabolismo rallenta, determinando un aumento di peso. La voce diventa più acuta e, a volte, più tremolante. Altri cambiamenti fisici riguardano la riduzione della forza e della massa muscolare. L’apparato scheletrico si rimodella e compare spesso osteoporosi, una condizione in cui le ossa diventano più deboli e, a causa della quale, c’è anche un maggior rischio di fratture, in particolare del femore, che costringono l’anziano in ospedale o, in generale, a letto. Anche nell’apparato cardiovascolare avvengono delle modificazioni strutturali e funzionali, causando pressione alta (ipertensione), alterazione del ritmo cardiaco e scompenso cardiaco cronico (il cuore non riesce a pompare sangue in misura adeguata). L’apparato respiratorio, inoltre, va incontro a ridotta capacità di difesa nei confronti delle infezioni con conseguente aumento del rischio di polmoniti.
Con l'avanzare dell'età, anche sul piano sensoriale avvengono diversi cambiamenti. Ad esempio, in seguito ad alterazioni strutturali e funzionali di diverse strutture dell’occhio, è frequente nelle persone anziane l’incapacità di mettere a fuoco gli oggetti più vicini (presbiopia), così fanno più difficoltà a leggere, a scrivere, a cucire. Inoltre, diminuisce la capacità di percepire i contrasti e la visione in penombra diventa difficoltosa. Molto comune è anche la diminuzione della capacità uditiva (ipoacusia): si pensi che il 30% degli ultra 65enni ha un deficit dell’udito. Così, parlare al telefono o ascoltare un discorso, soprattutto in un ambiente rumoroso, diventa faticoso. Ciò che viene meno, in particolare, è la capacità di discriminare suoni ad alta frequenza, è per questo che spesso risulta problematico anche sentire squillare un telefono o suonare un allarme. Inoltre, poiché le papille gustative subiscono delle modificazioni, avviene un’alterazione della percezione dei sapori. Questo determina spesso cambiamenti nell’appetito o nell’alimentazione in generale: sapori e alimenti un tempo graditi, in età anziana potrebbero risultare insipidi.Molto frequente nell’età avanzata è la diminuzione della capacità olfattiva. Sentire meno gli odori ha spesso ricadute sulla vita quotidiana, sia perché si è più vulnerabili a situazioni di pericolo come una fuga di gas, sia perché si prova meno piacere per il cibo. Le modifiche strutturali a cui va incontro l’apparato tegumentario (costituito da pelle, peli, unghie e alcune ghiandole) provocano un’alterazione della percezione del tatto. Come conseguenza, ad esempio, la soglia del dolore aumenta e così gli anziani tendono a sentire meno dolore in seguito, ad esempio, a bruciature o punture.
Anche a livello cognitivo si hanno delle modificazioni. La Memoria a Lungo Termine, soprattutto quella che riguarda avvenimenti (memoria episodica), potrebbe non essere più accurata come una volta. I ricordi relativi ad alcuni eventi passati potrebbero essere, perciò, sfocati e non del tutto rievocabili. Diventa meno efficiente anche la Memoria di Lavoro, un tipo di memoria che consente di tenere a mente delle informazioni rilevanti mentre si svolgono altre azioni. Come conseguenza, si fa fatica a fare i calcoli a mente o a svolgere due attività contemporaneamente. Spesso ci si dimentica di andare all’appuntamento dal dentista o di partecipare alla riunione di condominio programmata settimane prima? Questo perché la Memoria Prospettica, ovvero la capacità di ricordare azioni da effettuare in futuro, subisce un lieve deterioramento. In età anziana, inoltre, la velocità con cui vengono elaborate le informazioni dal cervello rallenta. Così, si necessita spesso di più tempo per fare ciò che prima si riusciva a fare con minor tempo. Infine, anche la capacità di risolvere problemi in nuovi contesti subisce delle modifiche. Infatti, anche a seguito dei cambiamenti cognitivi citati precedentemente, trovarsi in situazioni non conosciute potrebbe rallentare o impedire la normale capacità di superare ostacoli ragionando sulle soluzioni possibili da attuare.
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