Una famiglia composta da una madre, un padre, un figlio una figlia. Abitano in un seminterrato sporco, disordinato. Tirano avanti come possono. Il figlio ha un amico dell'università che lo convince a sostituirlo come insegnante di inglese per una ragazza di una famiglia ricca. Nonostante lui non abbia le qualifiche per insegnare, basta la dote in photoshop della sorella per avere tutte le carte per presentarsi alla famiglia benestante. Il giovane convince la padrona di casa che l'assume. In seguito il ragazzo farà in modo che gli altri membri della sua famiglia vengano assunti dalla famiglia ricca, non guardando in faccia a nessuno e ricorrendo a tutti i mezzi possibili. Ma il suddetto tentativo di cambiamento di ceto sociale non sarà privo di conseguenze drammatiche...
Questa in breve la trama del folgorante "Parasite", fresco vincitore della palma d'oro al Festival de Cannes. Il lungometraggio che ci arriva dalla Corea del Sud è un susseguirsi di colpi di scena che convince e mantiene molto alta l'attenzione nonostante le 2 ore e 12 minuti di durata. Durante il primo quarto d'ora ti sembra di essere di fronte a una commedia a tinte drammatiche, tuttavia poi cambia tutto. La tensione sale. L'abile regia di Bong Joon Ho regala momenti coinvolgenti grazie a sapienti movimenti di camera. Segnalo una particolare scena che si rivela senza dubbio essere la più terrificante tra i film del 2019 e non si vede un goccio di sangue né c'è uso di effetti speciali; tutto grazie a un abile lavoro di preparazione. Basta una scena di notte, un bambino illuminato dalla luce del frigorifero che mangia una torta e una scala buia. Fantastico.
Il regista cerca spesso il parallelo tra i protagonisti e dei parassiti (scarafaggi,...) e i convincenti attori protagonisti sono sicuramente d'aiuto. La casa della famiglia benestante è anche un personaggio importante di "Parasite": moderna e pulita che diviene poi il simbolo di una lotta tra ceti sociali. Una frase detta da un personaggio a metà film significa molto "Non sono belle persone nonostante siano ricche, sono belle persone perché sono ricche". La ricchezza diventa così il centro delle vicende. Tutte le azioni sono guidate dal Dio denaro
Potrei continuare a parlare del film ma non voglio dilungarmi.
Parasite è una feroce critica alla società coreana (ma non solo) e ti rimane dentro anche giorni dopo la visione. Un film necessario di questi tempi.
Per me, uno dei migliori film del 2019 se non il migliore.
Non perdetevelo in sala, nella versione doppiata in italiano! Ne vale veramente la pena!
Sicuramente vincerà diversi premi nella stagione dei riconoscimenti cinematografici che inizierà a breve e finirà con gli Oscar a febbraio 2020.
Chapeau Mr. Bong Joon-Ho.
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