Un film di Sam Mendes
Prima guerra mondiale, 6 aprile 1917.
2 giovani soldati vengono incaricati di consegnare un messaggio di fondamentale importanza ad un altro battaglione (dove il fratello di uno dei due protagonisti è stanziato). Una missiva decisa che può salvare 1600 vite. Hanno poche ore. La corsa contro il tempo ha inizio.
Noi spettatori seguiamo il faticoso percorso tra trincee, "spazi di nessuno", nemici tedeschi e attacchi a sorpresa. Viviamo la guerra attraverso gli occhi dei due personaggi centrali. La camera rimane sempre con loro, li segue, è la loro compagnia di viaggio. Con loro sentiamo la nostalgia per i famigliari lontani; il desiderio di riconoscimento per le loro missioni che può dare un senso al susseguirsi sempre uguale dei giorni in guerra. La morte è sempre presente. Che sia nei tanti cadaveri in decomposizione (umani e animali) oppure nel timore che leggiamo negli occhi dei due due caporali. Ciononostante essa è vissuta quasi banalmente. È entrata nella normalità di questi militari e loro non sembrano neanche farci troppo caso. La paura più grande è quella di non rivedere più i propri cari. Ciò ha un forte impatto su noi spettatori. Questi uomini che hanno combattuto nel primo conflitto mondiale dovevano solo sopravvivere, aspettare un attacco del nemico che non arrivava mai. Non c'era spazio per i sentimenti né per l'umanità. Le lacrime non scendevano dai loro giovani occhi che troppo avevano visto. Nel film un protagonista arriva a cedere un attimo ma si riprende immediatamente, quasi come pensasse sbagliato esprimere i propri sentimenti poiché deve concentrarsi sul portare a termine la sua missione. Una cosa escludeva l'altra. L'unico sprazzo di calore umano lo restituisce l'incontro con una giovane che si prende cura di una neonata non sua.
1917 coinvolge emotivamente lo spettatore per tutta la sua durata. Ciò grazie al fatto che sia stato concepito come fosse un unico piano sequenza (ovvero una sequenza senza tagli o ellissi temporali). Questo espediente che rischiava di essere un esercizio di stile fine a sé stesso e freddo è l'arma vincente di Sam Mendes, regista del film. La scelta a livello tecnico è coerente con la vicenda narrata, la rinforza. Noi spettatori siamo sempre con i protagonisti, nella maggior parte del film la "vera" guerra rimane fuori campo. Ci sono poche sequenze dove la violenza esplode in maniera drammatica. Poche ma ottime a livello di coinvolgimento emotivo.
Il film si conclude in maniera simile a come inizia e appare la dedica da parte del regista a suo nonno, soldato nella prima guerra mondiale. Quando iniziano a scorrere i titoli di coda, l'emozione è tanta. Ci vuole un attimo per metabolizzarla. 1917 è un film ti rimane dentro.
1917 è un gran bel film che ha anche il merito di non farci dimenticare ciò che questi uomini hanno vissuto 100 anni fa. Vi erano piccoli atti di coraggio quotidiani che non hanno trovato spazio nei libri di storia.
La regia è ottima, la fotografia fantastica (il lungometraggio è stato girato quasi interamente con luce naturale). Il sonoro è stato pensato in maniera accurata. Inizialmente vi è il silenzio, la colonna sonora è quasi assente. Man mano che la vicenda prosegue più suoni entrano, tra i quali i colpi dei fucili che ti rimbombano dentro.
I giovani interpreti dei due personaggi principali sono semi sconosciuti. Ci sono alcuni attori famosi (Colin Firth, Benedict Cumberbatch) ma fanno solo delle brevi apparizioni. La scelta di Sam Mendes dei due giovani protagonisti è ottima. Non sono volti conosciuti e quindi non distolgono l'attenzione dello spettatore dalla vicenda. Una storia narrata in modo che lo spettatore si immerga completamente. La pausa a metà della visione in questo caso è risultata inopportuna secondo me. 1917 è concepito per essere vissuto come un'avventura da vivere continua, senza poter tirare il fiato. La pausa uccide la tensione emotiva.
Insomma, questo 1917 è un gran bel film che consiglio vivamente a tutti voi, amici di Luke's world. Va visto al cinema secondo me, per gustarsi al meglio la vicenda grazie alle capacità audio di una sala cinematografica. Grande cinema.
Ha 10 nominations ai prossimi premi Oscar che verranno consegnati il 9 di febbraio. Si porterà sicuramente a casa la statuetta come miglior film e per la fotografia secondo me.
Vi lascio un interessante dietro le quinte del film che spiega meglio a livello tecnico come siano stati realizzati i piani sequenza poi uniti come se fosse un unico movimento di camera senza stacchi. Vi consiglio di dargli un occhio!
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Copertina: https://images.app.goo.gl/B3HrwVMACSL51rWF8