Puntuale (più o meno) come un orologio (svizzero) eccomi a raccontarvi di questo #day9 di questa edizione del Locarno Film Festival.
Dopo qualche giorno con temperature miti, il caldo è tornato a farsi sentire a Locarno. Anche la sera in Piazza Grande, dove fino a ieri sera si stava bene con un maglione, la temperatura è più estiva.
Siamo alle battute finali del festival ma le sale continuano ad essere piene. Peccato che nei prossimi due giorni i film interessanti da vedere siano ben pochi. Purtroppo i responsabili della programmazione del Festival hanno inserito tutti i film interessanti tutti insieme nei primi giorni.
La mia giornata di oggi è stata caratterizzata da 3 proiezioni.
Al Fevi ho visto due film in corsa per la vittoria del premio principale del Festival nella sezione “concorso internazionale”.
MANTAGHEYE BOHRANI
(CRITICAL ZONE)
Di Ali Ahmadzadeh
(Iran, Germania)
Amir è uno spacciatore che viaggia con la sua auto nella notte di Teheran, portando la sua merce a clienti di tutti tipi ed età, fornendo loro conforto.
“Critical zone” è un lungometraggio che è stato girato in Iran segretamente per evitare i divieti del regime. Il suo regista non è potuto essere presente ad accompagnare il suo film poiché il governo iraniano non gli ha concesso di lasciare il Paese. Gli stratagemmi che ha dovuto ideare per mettere in scena la sua storia sono diversi e rivelano il suo enorme amore per il cinema nonché l’urgenza che sentiva di mettere in scena una Teheran diversa da quella che si vede in molti film.
La storia - scritta dallo stesso regista - colpisce lo spettatore, anche se la presenza di alcune scene sopra le righe lascia perplessi. Il finale del film colpisce per la sua potenza e onestà.
I personaggi principali sono ben interpretati da attori non professionisti ma è il protagonista che rimane impresso.
Nel complesso “Critical zone” è un film ben fatto ed interessante che avrebbe giovato di un taglio di almeno una decina di minuti nella sua parte iniziale.
ROSSOSPERANZA
Di Annarita Zambrano
(Italia, Francia)
Italia, anni ‘90. Nazzarena, Adriano, Marzia e Alfonso sono quattro giovani internati in una clinica che si occupa di far tornare i suoi pazienti alla “normalità”. Tutti e quattro sono stati mandati nella struttura da famiglie dell’alta borghesia italiana. Ma il tempo della borghesia è vicino alla fine. Nel frattempo una tigre è a piede libero…
“Rossosperanza” è un intrigante lungometraggio che mette in scena il decadimento della borghesia attraverso le vite di quattro suoi rampolli. Nel mondo messo in scena dalla regista vige la violenza e il colore rosso è dominante (nella luce, nei vestiti, nei mobili, nel sangue). Nonostante il titolo del film, non sembra esserci alcuna speranza per i personaggi principali.
Il lavoro fatto dalla regista per mettere in scena dei personaggi con problemi presso una clinica psichiatrica è interessante. Inoltre, “Rossosperanza”, anche grazie alla sua durata contenuta, non annoia.
Tuttavia il film ha diversi difetti. Ciò che non funziona proprio è la storia. L’opera lascia presagire sviluppi interessanti ma proprio a quel punto si conclude. Rimane una fastidiosa sensazione che “Rossosperanza” sia una lunga introduzione a una storia che non arriva o la prima puntata di una serie televisiva e non un film completo. Questo elemento, legato a una recitazione non sempre valida, lascia l’amaro in bocca.
Gli spunti per un buon film c’erano ma non vengono sfruttati e il risultato non convince.
Poi la sera mi sono recato in Piazza Grande. Un colpo di fortuna mi ha permesso di trovare un posto centrale con una vista perfetta sul grande schermo. Ma a voi amici di Luke’s world ciò non penso interessi, quindi salto direttamente alle 21.30.
Ma prima devo menzionare che negli ultimi giorni ho ancora assistito a un grande classico di Piazza Grande che torna ogni anno: gli schienali delle sedie che si rompono. Ieri sera un signore è proprio caduto all’indietro ma non si è fatto male. Penso che sia opportuno pensare a nuove sedie per la Piazza. Magari più comode.
Tornando a noi, alle 21.30 ha avuto inizio la presentazione della serata. Primi a salire sul palco, come d’abitudine, la presentatrice di Piazza Grande Giada Marsadri e il direttore artistico Giona Nazzaro. Hanno introdotto il primo film della serata e hanno chiamato sul palco la piccola delegazione (regista e produttrice) che accompagnava l’opera. Dopodiché è stata la volta del Lifetime Achievement Award di quest’anno Renzo Rossellini, produttore di film di autori importanti (nonché figlio di Roberto Rossellini). La cerimonia è stata molto breve.
Poi le luci si sono spente in Piazza Grande per la terz’ultima volta quest’anno e il Pardo è tornato a ruggire.
MILSU
(SMUGGLERS)
Di Ryoo Seung-wan
(Corea del Sud)
Anni 70. In una cittadina della Corea del Sud Choon-Ja e Jin-sook, due abili nuotatrici in grado di immergersi fino al fondo del mare, sbarcano il lunario raccogliendo frutti di mare. Tuttavia le industrie presenti nei dintorni stanno uccidendo la fonte di sostentamento delle due amiche. Su suggerimento dello zio di una delle due, l’equipaggio della barca su cui lavorano decide di contrabbandare delle merci. Tuttavia un lavoro accettato a causa dell’avidità delle due porta drammatiche conseguenze. Tre anni dopo, le due donne si ritrovano invischiate in un giro di contrabbando molto pericoloso…
“Milsu” è un buon film di avventura che riesce a divertire lo spettatore. Sorretto da un’ottima regia, questa storia di contrabbandieri funziona ed è avvincente. Il finale con combattimenti nel profondo del mare e con gli squali nelle vicinanze è grandioso. Diversi registi americani dovrebbero vedersi queste sequenze e prendere appunti.
Molto brave le due attrici protagoniste (grandi star in Corea del Sud). Il regista (co sceneggiatore) ha delineato dei personaggi femminili interessanti ed originali.
Probabilmente il film avrebbe giovato di un taglio di almeno una decina di minuti (dura 129 minuti) ma è una piccolezza. Guardando “Milsu” ci si diverte. Non sarà grande cinema ma è buon intrattenimento.
E con questo ho concluso il mio resoconto del #day9. La fine di #Locarno76 è dietro l’angolo. È tempo di pensare a quale film potrebbe portarsi a casa il Pardo D’oro…
Appuntamento a domani (oggi) con il resoconto del #day10!
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