Anche il #day9 di #Locarno74 è alle spalle. La fine di questa edizione del Locarno Film Festival si avvicina e iniziano le prime speculazioni sui possibili vincitori.
La giornata molto calda ha accompagnato i festivalieri nel percorso da una sala all'altra.
Il primo film visto è della sezione "concorso internazionale" e viene dalla Nigeria: JUJU STORIES di C.J. "Fiery" Obasi, Abba T. Makama, Michael Omonua.
JUJU STORIES
Di C.J. "Fiery" Obasi, Abba T. Makama, Michael Omonua. (NIGERIA)
"Love potion": Una ragazza innamorata di un ragazzo fidanzato fa ricorso a una pozione d’amore per farlo innamorare di lei.
"Yum": Un giovane sbruffone commette l’errore di raccogliere dei soldi da terra. Il destino ha in serbo per lui delle sorprese. Dopo essersi ubriacato si trasforma in yum (vegetale tipico della Nigeria) e viene mangiato.
"Suffer the Witch": Una giovane studentessa ha come migliore amica una ragazza dagli strani comportamenti e additata da tutti come strega. La giovane protagonista scoprirà quello che (forse) la sua amica riesce a farla pur di tenerla solo per lei.
JUJU STORIES, è un intrigante opera antologica firmata a 6 mani da giovani registi nigeriani. I tre capitoli del film, ognuno con personaggi e situazioni diverse, hanno come "fil rouge" il juju, la superstizione e le credenze collettive nigeriane. I tre capitoli di JUJU STORIES enfatizzano l'aspetto misterioso di veri miti, leggende o pratiche. Nonostante il lungometraggio sia composto da storie scollegate tra loro, il tutto è molto piacevole per lo spettatore. La scoperta di tradizioni e credenze che ai nostri occhi possono sembrare assurde è molto interessante. I tre registi hanno messo insieme il film con un budget minimo. Cionostante JUJU STORIES è un bel film che mostra allo spettatore una realtà (forse) a lui sconosciuta.
È stata la volta poi del nuovo film di #Abelferrara: "Zeros and Ones".
"Zeros and Ones"
Di Abel Ferrara (UK, USA, GERMANIA)
Questo film mi ha spiazzato. Non riesco a raccontare con parole mie la sua trama quindi mi affido alla sinossi ufficiale tratta dal sito del Festival:
"All’indomani di un assedio apocalittico, Zeros and Ones segue il soldato americano JJ mentre si inoltra in un torbido mondo sottoposto al confinamento all’ombra del Vaticano, e dominato da paura, paranoia e, forse, speranza. Una guerra fra la storia e il futuro che andrà avanti fino all’alba."
Bene, questa dovrebbe essere la trama del film. Personalmente non ha ritrovato nulla di tutto questo guardando l'opera. "Zeros and Ones" è un'opera caotica, complessa. Sono tirati in ballo la Chiesa, il Vaticano, la Fede, i movimenti politici.
"Zeros and Ones" non fa nulla per farsi capire dallo spettatore. Ciononostante, grazie anche alla sua breve durata, il mood che crea è intrigante. Mette in scena una Roma deserta, in pieno lockdown. Una Roma inquietante, crepuscolare e misteriosa. Buona la fotografia dell'opera nonostante si spinga proprio al limite dell'immagine nera spesso.
Ho provato in tutti i modi di entrare in empatia con il personaggio principale (un bravo Ethan Hawke). Tuttavia il film non mi ha lasciato entrare. Forse non sono uno spettatore abbastanza "sgamato" per capire un film così oppure "Zeros and Ones" è una grande provocazione fine a se stessa. Mistero.
La serata in Piazza non è (purtroppo) stata accompagnata da stelle cadenti in quanto il cielo era nuvoloso. È stato premiato con il Pardo D'Onore il grande direttore della fotografia Dante Spinotti. Un maestro che ha "disegnato" la luce in tantissimi film di successo. In seguito le luci si sono spente e il pardo è tornato a ruggire in Piazza Grande.
"Yaya e Lennie - The Walking Liberty"
Di Alessandro Rak
Yaya e Lennie sono due amici inseparabili. Insieme si muovono in una foresta tropicale, vivendo in contatto con la natura. Tuttavia il mondo in cui vivono è il risultato di una misteriosa catastrofe ecologica. Yaya e Lennie si spostano tra le rovine di quelle che una volta era Napoli. Ma il loro stile di vita non è gradito da tutti. La misteriosa "Istituzione" cattura tutti i giovani rimasti per reclutarli in nome del progresso. Le poche persone che vivono ancora a contatto con la natura vengono uccise.
"Yaya e Lennie - The Walking Liberty" è un poetico film di animazione italiano. Lo stile della messa in scena è particolare e originale. La natura che appare sullo schermo è magica. Il lungometraggio è una fiaba ecologista. Trasmette il messaggio che il nostro mondo è solo uno ed è importante; non dobbiamo distruggerlo con i nostri comportamenti. Per fortuna "Yaya e Lennie - The Walking Liberty" sfugge alla trappola della "lezioncina morale". Un capolavoro della storia del cinema viene citato a sorpresa e funziona alla grande. Però si perde in una linea narrativa troppo semplice e banale che non riesce a reggere bene i 98 minuti di durata del film. Una durata minore avrebbe giovato al ritmo dell'opera.
"Yaya e Lennie - The Walking Liberty" è un lungometraggio che non si rivolge ai bambini, per alcuni dettagli si dimostra più adatto a un pubblico adulto. Comunque rimane un'opera che riesce ad incantare lo spettatore.
Trailer:https://www.youtube.com/watch?v=QKHrf9Ux5gc
A domani con il penultimo giorno di #Locarno74 amici di Luke's world!