Bentornati amici di Luke’s World.
Il Day8 di #Locarno78 è stato ancora molto caldo. I Festivalieri duri e puri però continuano a girare per Locarno per vedere tutti i film. Le sale sono sempre ben frequentate anche se sembra che ci sia un po’ meno gente in giro rispetto allo scorso weekend.
La giornata di oggi del vostro festivaliero preferito è stata caratterizzata da una sola visione.
SORELLA DI CLAUSURA
Di Ivana Mladenović
(Romania, Serbia, Italia, Spagna)
Stela è innamorata del cantante Boban fin da quando, a 17 anni, lo ha visto in televisione. Ora è cresciuta, lui ha superato i 70, ma continua a farle battere il cuore. È disposta a tutto pur di diventarne la compagna, mentre la sua vita privata è alla deriva. Stela segue ossessivamente online ogni notizia su Boban e scopre che sembra avere un’amante della sua stessa zona: Vera, star della TV. Così la contatta, e Vera decide di aiutarla a conoscere il suo mito e a trasferirsi a Bucarest.
“Sorella di clausura” è un’opera curiosa e a tratti divertente, centrata su una protagonista piena di nevrosi e spesso sgradevole. Questo, da un lato, è interessante e insolito; dall’altro, alla lunga stanca, perché non sempre si comprendono le ragioni delle sue azioni. Non è chiaro se la regista provi empatia per Stela o voglia metterla alla berlina, e questa ambiguità finisce per nuocere al ritmo del film, che si perde anche in alcune scene erotiche fini a sé stesse.
Il personaggio di Vera resta appena abbozzato, e dispiace: avrebbe potuto offrire spunti interessanti, viste le sue particolari visioni della vita. Anche la divisione in capitoli sembra un puro esercizio di stile. A colpire davvero è soprattutto la prova di Katia Pascariu, bravissima nell’incarnare la complessità della protagonista.
Il film parte bene e diverte in più di un momento, ma via via si perde, virando verso la drammaticità della situazione di Stela. Lo stesso problema di struttura si ritrovava nel precedente lavoro della regista, Ivana the Terrible (presentato al Festival nel 2019). Peccato, perché il talento per realizzare opere più coerenti c’è.
Nel complesso, “Sorella di Clausura” non annoia e ha una buona idea di messa in scena, ma resta un’occasione mancata per raccontare una vicenda originale e brillante senza lasciare lo spettatore a chiedersi, sui titoli di coda: “Ma quindi?”.
Ed è tutto anche per oggi amici di Luke’s world.
Domani è già il Day9 del Locarno Film Festival, siamo quasi alla fine del Festival purtroppo. È tempo di pensare a chi potrebbe entrare nel palmares di questa edizione.
Ma, nel frattempo, continuate a seguire il mio resoconto dal Festival!